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Urso: “Legge sullo Spazio entro giugno”. Il confronto con i distretti

urso spazio

Potrebbe arrivare a giugno la legge italiana sullo Spazio, le cui linee guida sono state presentate ai protagonisti italiani del settore. Il provvedimento collegato alla manovra economica verrà portato in Consiglio dei Ministri, secondo gli auspici di Adolfo Urso, entro giugno, ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy. Le linee guida della legge sono state presentate durante la riunione dei distretti Aerospaziali che si è tenuta nella sede del ministero a Roma.

In un incontro che doveva anche servire a promuovere il dialogo ‘permanente’ tra i distretti tecnologici nazionali è stato illustrato l’impianto di un provvedimento annunciato ormai da mesi – anche in questo caso è stato scelto il percorso del disegno di legge – e che potrebbe vedere la luce entro l’estate. Intanto anche la Commissione europea sta preparando la sua Space Law, la prima di questo tipo al mondo.

Insieme ad Urso presenti il Consigliere Militare presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, Franco Federici, il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana Teodoro Valente, il presidente del Cluster Tecnologico Nazionale Aerospazio Cristina Leone, il direttore centrale per l’internazionalizzazione economica del ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale Fabrizio Lobasso, il coordinatore dei distretti tecnologici aerospaziali, Luigi Carrino e le principali aziende del settore, come Thales Alenia Space, presente con il deputy Ceo Massimo Comparini.

A presentare le linee guida della “prima legge organica sullo Spazio” prevista come collegato alla legge di bilancio è stato Giulio Veltri, capo dell’Ufficio Legislativo del Mimit.

I tre tavoli del Mimit e le tempistiche della legge sullo Spazio

Le dichiarazioni di Urso arrivano al termine di una giornata di incontri, tre diversi tavoli su provvedimenti legislativi diversi: il primo riguarda l’intelligenza artificiale, “per spiegare in maniera chiara il disegno di legge del governo già approvato dal Consiglio dei ministri”, spiega Urso, “e il successivo provvedimento collegato alla manovra economica che riguarderà le tecnologie abilitanti e quindi tutte le tecnologie, anche l’intelligenza artificiale, di immediato utilizzo”.

Il secondo provvedimento è il “disegno di legge per il riordino del settore dei carburanti e della rete distributiva”. Una legge sul “modello di contrattazione con le grandi aziende petrolifere” che consente “di accompagnare la riconversione verso l’elettrico in alcuni casi e certamente rendere più sostenibile il settore”.

E poi c’è la legge quadro sullo Spazio e la Space economy, collegata alla manovra economica, “per dare finalmente una legge organica nazionale che sia anticipatrice di quanto l’Europa intende fare in sede comunitaria. Per questo ci confrontiamo anche con la Commissione europea. Questo ci permetterà di delineare la posizione dell’Italia sull’economia spaziale: possiamo essere davvero un grande protagonista”.

Tra i tre provvedimenti il primo ad arrivare sarà proprio quello sullo Spazio, una “legge su cui abbiamo fatto un grande lavoro da quasi un anno”. Tutti e tre arriveranno comunque prima della pausa estiva, dice Urso, che si augura che i provvedimenti siano presentati già entro giugno “per consentire al Parlamento di esaminarli in maniera approfondita e per consegnarli poi al Paese con la definitiva approvazione prima della sessione di bilancio”. Anche perché in due casi, quello sulla Space economy e quello sulle tecnologie abilitanti, essendo provvedimenti “collegati alla manovra economica 2024 devono essere approvati entro l’esercizio di bilancio di quest’anno per utilizzare le risorse che sono allocate”.

Le risorse per Spazio e tecnologie abilitanti

Per quanto riguarda la legge sullo Spazio e sulle tecnologie abilitanti, dice Urso, “per i primi due anni le risorse allocate nella manovra sono pari a 320 mln di euro. Parliamo delle prime risorse necessarie a far partire queste legge”.

Tra contributi all’Agenzia spaziale europea e italiana, Pnrr e fondi italiani ed europei il Paese ha messo sul piatto 7,3 mld di euro per lo Spazio entro il 2026, ricorda il ministro. “Anche il settore aeronautico rappresenta una fonte di crescita, innovazione e occupazione per l’intero Sistema Paese. Il Mimit è pronto a sostenere le nostre imprese con investimenti e finanziamenti pubblici per favorire la loro partecipazione a programmi e iniziative internazionali. Sono convinto che bisogna investire sempre di più sulla Space Economy, che rappresenta la nuova frontiera dell’industria italiana e può diventare pilastro per lo sviluppo del Paese”.

Durante la riunione, rappresentanti di Sace, CDP, Invitalia e del Mimit hanno illustrato anche alle aziende della filiera gli strumenti finanziari a supporto del settore aerospaziale, con focus particolare sulle Pmi.

I numeri dello Spazio in Italia

Quando a dicembre scorso, al New Space Economy European Expoforum, Urso ha annunciato una legge italiana, l’obiettivo era quello di valorizzare un Paese con una “filiera completa”, estesa geograficamente dalla Basilicata al Piemonte e che spazia dalle attività di ricerca alla realizzazione delle infrastrutture spaziali, sia tramite giganti industriali che startup e imprese più giovani. Aziende centrali per un’economia che a livello europeo si traduce in un giro d’affari da 60 mld di euro (rispetto ai 370 mondiali), e 230mila posti di lavoro. In Italia, uno dei Paesi che contribuiscono di più ai programmi dell’Esa, ci sono 320 imprese e 6mila addetti.

Cosa dice la legge

Per Urso questa “sarà una legge importante alla luce dell’evoluzione globale del comparto, caratterizzata dal crescente ruolo degli operatori privati. Questa regolamenterà, non solo una serie di punti importanti, come la responsabilità da danni causati da incidenti in orbita, ma stabilirà anche il sistema di autorizzazioni delle attività spaziali per gli operatori privati, prevedendo i requisiti di capacità tecnica e professionale e una valutazione preventiva del rischio connesso all’attività autorizzata, che si affiancherà a un sistema di vigilanza continua delle attività spaziali nazionali. Ulteriori aspetti riguardano le misure da mettere in atto per consentire uno sviluppo del comparto industriale, delle attività di ricerca scientifica e dell’innovazione tecnologica. Con questa legge l’Italia si pone all’avanguardia in vista del varo europeo di un regolamento in materia”.

Una prima legge nazionale sullo spazio per Urso è diventata “assolutamente necessaria, perché bisogna regolamentare anche l’attività dei privati nello Spazio”. A differenza del passato, quando in orbito ci andava esclusivamente il settore pubblico, “oggi lo Spazio è diventato la dimensione dei privati, come dimostrano le aziende spaziali che ci operano”.

A partire dalla pioniera Space X di Elon Musk negli Stati Uniti, che ha cambiato l’esplorazione spaziale in maniera radicale.  Per questo “dobbiamo regolamentare l’attività dei privati. Poi bisogna incentivare la logica di sistema e l’attività delle nostre imprese sullo Spazio, avendo noi un ecosistema a 360 gradi capace di realizzare prodotti in tutti i vari segmenti spaziali, dall’osservazione sulla Terra al lancio dei satelliti”.

Anche per questo, spiega il ministro, “all’interno del piano Mattei ci sono anche elementi di politica spaziali che riguardano l’Africa”.

Nella missione recente di Urso in Egitto, spiega lo stesso ministro, sono state create le premesse “per firmare un accordo tra la nostra agenzia spaziale e la neocostituita agenzia spaziale africana che avrà sede proprio al Cairo. Nei prossimi mesi mi recherò in Kenya dove abbiamo una base spaziale molto importante e significativa. Pensiamo che la base di Malindi possa diventare importante e significativa per la formazione per lo sviluppo delle politiche spaziali dei Paesi africani”.

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