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Apple Intelligence: rivoluzione o delusione?

L’intelligenza artificiale travolge anche Apple. “Un passaggio evolutivo per l’azienda”, lo definisce il Ceo Tim Cook, un vero e proprio salto di specie. Apple Intelligence, così è stata chiamata con la grande fantasia che contraddistingue l’azienda da anni, arriverà automaticamente su tutti i dispositivi degli utenti, diventando una componente infrastrutturale del sistema operativo.

La nuova tecnologia è stata presentato ieri al WWDC, la conferenza mondiale degli sviluppatori dopo l’accordo che la Mela è riuscita a stringere con Open AI, la ChatGTP fondata da Sam Altman che era anche lui presente all’evento. Ma in sostanza, cosa cambierà? Innanzitutto, le due attività principali di Apple Intelligence saranno da una parte la comprensione del contesto, dall’altra la privacy che il dispositivo dovrà rispettare mediante operazioni on-device  e il Private Cloud Compute, una protezione per quei dati che finiscono irrimediabilmente “sulla nuvola”.

L’AI di Apple servirà a riscrivere testi, riassumere email, generare emoticon e immagini in tempo reale. Era ora insomma. Nella corsa all’AI generativa, Apple, che non possiede modelli propri come ChatGPT, Copilot o Gemini, sta infatti già scontando un notevole ritardo rispetto ai suoi competitor.

Alla fine, però, l’azienda di Cupertino è riuscita a strappare un accordo con ChatGPT. Il chatbot sarà a disposizione di Siri, l’assistente vocale che oggi potrà svolgere operazioni più complesse, ma soprattutto potrà ricordare il contesto delle conversazioni. Una decisione che ha fatto tuonare il patron di X, Tesla, Starlink, Starship e più ne ha più ne metta. Elon Musk non la tocca piano “È assurdo che Apple non sia abbastanza intelligente da creare la sua intelligenza artificiale, ma sia in qualche modo in grado di garantire che OpenAI protegga la vostra sicurezza e privacy”, arrivando a minacciare il divieto dei dispositivi Apple nelle sue aziende se davvero la Mela integrerà OpenAI nel suo sistema.

Ad ogni modo, Musk a parte, Apple Intelligence è davvero così avanti? Sicuramente riscrive testi, li modifica usando un tono più appropriato (formale, informale, tecnico) scelto dall’utente, sintetizza un documento. Ma tutto questo lo si è già visto sui Samsung Galaxi S24 lanciati mesi fa.

Apple Intelligence modifica le foto, cancellandone gli elementi o i dettagli disturbanti. Novità? In realtà, anche in questo caso, questo tipo di AI viene già utilizzata sugli smartphone di Google e lo strumento si chiama Magic Eraser. E per quanto riguarda l’AI utilizzata per generare emoticon e immagini in tempo reale? Anche su questo Apple non è la prima e non sarà l’ultima. Meta, per esempio, già da tempo permette di generare emoji a partire da un testo, talvolta creando immagini provocatorie e discriminanti, bisogna stare attenti a maneggiare l’AI generativa.

Insomma, se questi aggiornamenti fossero arrivati due anni fa, forse forse ci sarebbe stato uno stupore generalizzato, un gran clamore. Ma nel 2024 queste cose non stupiscono più. L’intelligenza artificiale generativa come ChatGPT ha travolto le nostre vite già da due anni. Era il lontano 2022 e il mondo cambiò tutto d’un soffio. Così, oggi è inutile dire che molti amanti del settore si aspettavano di più da un’azienda che capitalizza quasi tre mila miliardi di dollari.

Vada come vada,  per adesso Apple Intelligence sarà comunque disponibile solo per il mercato statunitense. In Italia se ne riparlerà tra molti mesi.

 

 

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