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Decolonizzazione del cibo: la via ai diritti e all’equità

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I sistemi alimentari stanno vivendo una fase delicata, che li vede al centro di una emergenza climatica senza precedenti.

Sono il bocciolo di un’entità multidimensionale che creano e dalle quali sono creati, formando così un circolo biunivoco che determina infine l’architettura che sottende la vita stessa sul pianeta, poichè questa entità biunivoca è salute – fisica e mentale dell’umanità; della natura e degli animali.

È giustizia climatica, è migrazioni climatiche, è diritti, è relazione sociale, è impatto ambientale ed è connessione. Connessione intesa come connessione con se stessi, con gli altri e con il pianeta. E’ una connessione che vive all’interno del bocciolo dei sistemi agroalimentari perché ne determina il quid pluris della forma prima e cioè il mindset, la mentalità, il fattore indigeno, la mentalità rigenerativa che tutto genera dal fattore alfa. Se gli esseri umani sono disconnessi con se stessi, lo sono anche con gli altri e con il pianeta. La connessione ed il mindset sono la scheda madre di quell’entità multidimensionale che diventa così strumento e mai obiettivo (compresa la tecnologia, l’innovazione e le tante sfumature del cibo, dalla emotività, alla convivialità, alla biodiversità e agli impatti sociali, ambientali e connessi con la dimensione interiore e la transizione ontologica ed ecologica).

Per questo Smily Academy parte da questo bocciolo incastonato in quello dei sistemi agroalimentari. Prova così ad andare all’origine, a trasformarla, a lavorare sulla trasformazione delle coscienze come scheda madre del disegno dei sistemi agroalimentari, determinando un cambiamento radicale. Anche un eco-business diventa così il frutto di un seme nuovo, ispirato per noi dalla perseveranza, coscienza e saggezza di Jadav Payeng, The Forest Man of India, co-fondatore di Smily e della NGO, presieduta da Rituraj Phukan. Smily coltiva questo seme con le popolazioni indigene, e cioè con quel 5% delle popolazioni che detengono e proteggono l’85% della biodiversità al mondo.

E infatti Smily è il programma speciale della NGO delle popolazioni indigene sulla giustizia climatica. Mischia questo seme con le eccellenze delle popolazioni non indigene che possono supportare e adottare le progettualità radicalmente sostenibili, perché partono dalla coscienza, ed investe questo nuovo bocciolo di futuro nelle future generazioni, leader naturali della nuova coscienza eco imprenditoriale.

Decolonizzare il cibo è per noi questo.

Perché l’architettura multidimensionale, multidisciplinare, ipercomplessa ed iperconnessa di quel bocciolo è anche diplomazia. E di certo coinvolgere ora le popolazioni indigene significa anche guardare ed incidere sull’aspetto legato alla colonizzazione, al potere contrattuale iniquo ancora esistente e alla sperequazione tra popolazioni. Quelle ricche di risorse e natura e quelle ricche di tecnologia e risorse finanziarie. E’ possibile ribaltare questo modello in nome di un futuro che appartiene ai giovani? E’ possibile creare dei vasi comunicanti tra eccellenze per scambiare conoscenza, potere contrattuale, impatti, salute? Tutto questo passa dalla mera valorizzazione di colture autoctone o da un mindset diverso che le rende strutturalmente competitive e sostenibili, in una accezione radicale che tenga conto delle ricadute culturali e sociali? La restituzione, infatti, di progetti di cooperazione sociale ed ambientale alle popolazioni indigene beneficia tutti noi, perché restituisce valore a chi custodisce il valore più grande, raro e prezioso adesso. Per fare questo, persino il revisionismo storico può mettersi in disparte, guardando con fiducia un futuro biodiverso dal punto di vista umano. Si tratta ora di puntare su vasi comunicanti da cui passino identità, valore nutrizionale, significato simbolico e rituale, innovazione, sostegno e futuro. Non solo prodotti, quindi, ma pratiche culinarie foriere di identità; rituali; tradizioni; innovazioni; diritti e giustizia climatica.

Smily organizza delle esperienze di apprendimento nei luoghi iconici degli indigeni con partecipanti e facoltà internazionali, per toccare quel bocciolo di coscienza capace di far sbocciare eco imprese. Un buon esempio di risultato è InfiniTea, un progetto che punta a decolonizzare un prodotto iconico del colonialismo tramite la costituzione di cooperative indigene e la restituzione di progetti di cooperazione internazionale, collaborando con piccole realtà che si occupino di distribuzione. Inoltre, siamo partner del Summit internazionale sul tema “Democratizzare e decolonizzare il cibo: dalla scienza alla società”, che si svolgerà dal 17 al 20 Dicembre p.v. a Calcutta, organizzato da NNEdPro, il Global Institute for Food, Nutrition and Health, in collaborazione con l’International Academy of Nutrition Educators; con BMJ Nutrition, Prevention & Health, lavora in sinergia con il World Food Forum, facilitato dalla FAO e molte altre organizzazioni pubbliche e private di alto livello provenienti da oltre 65 paesi.

Per queste organizzazioni strutturate e autorevoli dal punto di vista accademico e scientifico, avere Smily Academy come partner ufficiale significa sottolineare l’impegno verso il fattore indigeno e gli approcci rigenerativi e innovativi, che si allineano perfettamente con la missione della Fondazione organizzatrice di avanzare l’educazione e il trasferimento di conoscenze in nutrizione, Il Summit garantirà visibilità globale verso una rete globale di professionisti, accademici e leader del settore; impatto positivo per contribuire alla decolonizzazione attraverso iniziative concrete su rigenerazione, salute e benessere; networking esclusivo, per interagire con esperti di fama mondiale e influenzare le future politiche di alimentazione e nutrizione; innovazione e collaborazione e appunto supporto con le comunità indigene attraverso la restituzione di progetti di cooperazione allo sviluppo internazionale. E’ anche così che quel bocciolo malato, così lontano dagli obiettivi di sviluppo dell’Agenda 2030, potrà guarire, insieme agli umani che lo hanno creato e se ne stanno nutrendo.

I sistemi alimentari stanno vivendo una fase delicata, che li vede al centro di una emergenza climatica senza precedenti. Sono il bocciolo di un’entità multidimensionale che creano e dalle quali sono creati, non temere di coglierne l’essenza percorrendo la vita a ritroso rispetto al colonialismo della mentalità estrattiva che abbiamo perpetrato finora è il primo passo per un futuro Smily.

 

 

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