Parla Claudia Torlasco, numero uno di Mastelli Bio Farmaceutica, azienda tutta italiana e 100% al femminile.
Le fibrillazioni scatenate dalla guerra dei dazi di Donald Trump hanno costretto il settore farmaceutico a chiedere alla Commissione europea un cambiamento strutturale e rapido delle politiche industriali. “La ricerca, lo sviluppo e la produzione farmaceutica rischiano di spostarsi irreversibilmente verso gli Stati Uniti”, è l’allarme lanciato dalla Federazione europea delle industrie e associazioni farmaceutiche e non lascia spazio a fraintendimenti. Se la musica non cambia, saranno in tanti a spostarsi negli Usa. Si sposteranno in tanti, ma di certo non tutti. O meglio: di sicuro non la Mastelli Bio Farmaceutica.
Questa piccola industria farmaceutica 100% italiana nata nel 1952, interamente e da sempre di proprietà della famiglia Mastelli, non sente alcuna pressione.
“Non esportiamo negli Stati Uniti, quindi possiamo sopravvivere serenamente”. È serena, quindi, Claudia Torlasco, Ad dell’azienda. “Vendiamo tantissimo in Russia, Bielorussia, Ucraina, Estonia, Lettonia e in molti Paesi orientali. Certo, prepararci all’export negli Stati Uniti era uno dei nostri progetti e adesso valuteremo il da farsi. Ma agitarsi in questo momento serve a poco”.
Claudia Torlasco mantiene la calma, non si lascia trascinare nel vortice emotivo dell’economia globale e prova a schivare al meglio i colpi di Trump.
Fondata nel 1952 a Sanremo, la Mastelli s.r.l. Officina Bio-Farmaceutica si dedica, fin dalla sua origine, alla cura della persona.
L’azienda produce e commercializza farmaci e medical device per la medicina rigenerativa utili in dermatologia, ginecologia, radioterapia, medicina estetica, ortopedia e odontoiatria. Occupa circa 120 dipendenti e 40 informatori scientifici.
“È stato mio suocero, farmacista, a fondare l’azienda. Durante la seconda guerra mondiale, un professionista del settore lo convinse a importare dalla Francia un estratto di placenta umana con capacità rigenerative. Il prodotto ebbe così tanto successo che mio suocero decise di costruire uno stabilimento per produrlo. Così nacque la Mastelli”.
La gestione dell’azienda finisce completamente nella mani di Claudia Torlasco nel 1978. Con una laurea in Farmacia e un’esperienza importante nel team di ricerca del Cnr, Torlasco assume le redini della Mastelli dopo la morte del suocero.
“Insegnavo alle scuole medie, quando è venuto a mancare. Mi sono rimboccata le maniche, ho lasciato la scuola e mi sono dedicata all’azienda di famiglia. Avevo tutti i titoli e le competenze per dirigere lo stabilimento. Con i soldi della liquidazione abbiamo comprato la prima macchina infialatrice usata.”
Sorride l’Ad di Mastelli mentre racconta una storia tutta italiana. Una storia di famiglia che si fonde con quella di un Paese che diventa grande investendo sulle proprie risorse e sui propri cervelli.
“Dal 1978 al 2000 io e mio marito, anche lui laureato in Farmacia e in Medicina, grazie all’esperienza acquisita negli anni dedicati alla ricerca farmacologica in Università a Pavia, perfezioniamo e sviluppiamo il prodotto fondamentale dell’azienda. Indaghiamo a lungo questo brodo informe estratto dalla placenta umana che contiene un principio attivo biologico dotato di capacità rigenerative per molti tessuti. Dopo alcuni anni di ricerche e analisi scrupolose, riusciamo a individuare le molecole presenti in questa sostanza e sviluppiamo il nostro modello, oltre ad un metodo di estrazione adeguato e sicuro.”
È così che l’azienda segna un traguardo importante e cambia il modo di pensare il benessere. È una rivoluzione, quella della Mastelli, che non si ferma davanti a nulla. Nemmeno davanti alla legge.
“Quando entra in vigore il divieto di importazione, raccolta, cessione e utilizzo di placenta per l’impiego a fini di produzione di materia prima farmacologicamente attiva e di medicinali, siamo costretti a cercare un’alternativa sicura per la salute e altrettanto efficace: scegliamo di estrarre la stessa molecola dalle uova di trota. Oggi abbiamo un allevamento di trote nel Trentino che è sottoposto a controlli e analisi scrupolose e sistematiche, oltre all’ispezione regolare dell’Istituto Superiore di Sanità. La nuova tecnica riscuote talmente tanto successo che oggi stiamo costruendo un nuovo stabilimento a Ventimiglia.”
Oggi la proprietà Mastelli è al 100% femminile, terza generazione. Claudia Torlasco presiede il consiglio di amministrazione, affiancata dalle tre figlie: Giulia, dermatologa, Laura, farmacista e Silvia, ingegnere.
“Prima di diventare Ad di Mastelli sono stata direttore tecnico per 40 anni. Non ho avuto problemi a farmi accettare come dirigente, la mia competenza è sempre stata riconosciuta e valorizzata. E poi la Mastelli è molto più che un’azienda, è una comunità di professionisti che lavorano fianco a fianco e si completano, che si impegnano a raggiungere lo stesso obiettivo.”
Claudia Torlasco non ama i conflitti, o forse semplicemente non ama parlarne. Per questo nel suo racconto emotivo fatto di aneddoti e conquiste non c’è spazio per gli ostacoli; che pure ci sono stati, intendiamoci. Ma l’Ad di Mastelli preferisce guardare ai risultati.
Claudia Torlasco fa parte da tempo di Aidda, l’Associazione imprenditrici e donne dirigenti d’azienda, di cui è già stata presidente, e fondatrice della delegazione italiana del W20.
“Mi piace comunicare e interagire soprattutto con le donne. Siamo un’unica grande comunità in cui si condividono storie ed esperienze che possono essere utili in ogni settore. Nel mondo dell’associazionismo tante donne mi riconoscono la capacità di portare equilibrio e serenità, esattamente quello che ci serve per abbattere i nuovi muri che si stanno alzando.”
L’articolo originale è stato pubblicato sul numero di Fortune Italia del maggio 2025 (numero 4, anno 8)

