Dallo stadio come contenitore di eventi, allo stadio come piattaforma di esperienze, dati e tecnologie. Questo il messaggio forte e chiaro che è emerso da SFS Snack Torino, la tappa itinerante di SFS andata in scena il 27 maggio all’Allianz Stadium, cuore pulsante di Juventus FC e simbolo della trasformazione infrastrutturale e digitale in atto nel mondo dello sport.
Il format “Venue Vision: from infrastructure to experience” ha raccolto figure chiave dell’industria sportiva, manager tecnologici, esperti di sostenibilità e rappresentanti istituzionali, offrendo uno sguardo completo sulle nuove traiettorie che stanno cambiando – e commercialmente rivoluzionando – il concetto stesso di venue. “Oggi le venue sono hub urbani e culturali che vanno ben oltre lo sport. Generano valore sociale, economico e d’immagine per tutto l’ecosistema”, ha dichiarato Massimo Tucci, Direttore di SFS.
“Gli stadi devono volare il più possibile. Devono essere modulari, accessibili, multifunzionali. Solo così possono generare valore ogni giorno dell’anno”, ha affermato Andrea Santini, Responsabile del Parco del Foro Italico per Sport e Salute.
Dalle parole di AWS e Adobe, due tech partner di peso, è emerso come l’infrastruttura tecnologica e la strategia del dato siano oggi centrali nella costruzione dell’esperienza del fan. “Ogni evento sportivo è una macchina di dati. Il punto non è raccoglierli, ma analizzarli e usarli per migliorare ogni touchpoint”, ha spiegato Giuseppe Papaianni (AWS).
Un tema ripreso anche da Paolo Monguzzi (Juventus FC), che ha descritto lo stadio come “una piccola città da leggere e personalizzare: ogni tifoso è diverso, ogni percorso d’ingaggio va costruito su misura.”
Cristiana Pace, fondatrice di Enovation Consulting, ha posto l’accento sul cambiamento culturale in atto nel calcio e nello sport in generale: “La sostenibilità è un gioco di squadra. Servono strumenti concreti, misurazione reale e coinvolgimento di tutti: club, città, fan.”
L’esempio degli ultimi Europei UEFA è emblematico, con l’introduzione di un vero protocollo ESG e l’uso del carbon footprint come requisito per la licenza dei club.
L’intersezione tra intrattenimento e sport è il campo su cui realtà come Kings League Italy e Vivo Concerti stanno costruendo il futuro. “Non esiste una venue migliore in assoluto, ma quella più adatta a raccontare un certo contenuto, in un certo momento”, ha sintetizzato Franco Morelli, parlando della necessità di pensare in ottica modulare e multipiattaforma.
Per Luca Usai (Vivo Concerti), il concerto comincia ben prima dell’ingresso allo stadio: “L’esperienza parte dall’acquisto del biglietto e attraversa tutto il journey del fan. Le venue devono sapersi adattare a questo nuovo pubblico.”
SFS Snack Torino non è stato solo un momento di confronto, è stato un segnale. Da Torino, città che ha saputo valorizzare il proprio patrimonio infrastrutturale olimpico, arriva un modello: pubblico e privato che collaborano per generare impatto urbano, economico e culturale.
“Le venue del futuro non sono solo strutture fisiche: sono ecosistemi dinamici, fatti di contenuti, tecnologia e persone”, ha concluso Ivan Ortenzi, moderatore dell’evento.
In un settore sempre più competitivo, globale e digitale, l’Italia mostra segnali concreti di evoluzione. E il futuro delle venue – stadi, arene, palazzetti – potrebbe essere molto più vicino di quanto immaginiamo.





