Bce, nuovo taglio dei tassi: sarà l’ultimo dell’anno?

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Confermate le attese della vigilia: è arrivato un nuovo taglio dei tassi di interesse da parte della Bce. Sarà anche l’ultimo di quest’anno? Prima della riunione molti analisti scommettevano tanto sulla riduzione di oggi quanto sull’inversione di marcia a partire dall’appuntamento del Consiglio direttivo del 24 luglio. Il dubbio è se si tratterà solo di un’interruzione, con la ripresa dei tagli in autunno, o dell’inizio di una nuova fase per la politica monetaria europea.

I tassi di interesse sui depositi presso la banca centrale, sulle operazioni di rifinanziamento principali e sulle operazioni di rifinanziamento marginale sono stati ridotti di 25 punti base. Rispettivamente al 2%, al 2,15% e al 2,40%, con effetto dall’11 giugno 2025.

Impossibile prevedere se il taglio sarà anche l’ultimo della presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, che secondo il Financial Times potrebbe lasciare Francoforte per la guida del World economic forum. Ma andiamo con ordine.

I dati sull’inflazione

L’inflazione si attesta attualmente intorno all’obiettivo del 2% a medio termine perseguito dal Consiglio direttivo, comunica la Bce. Nello scenario di base delle nuove proiezioni degli esperti dell’Eurosistema, l’inflazione complessiva si collocherebbe in media al 2% nel 2025, all’1,6% nel 2026 e al 2% nel 2027.

Si tratta di revisioni al ribasso rispetto alle proiezioni di marzo (-0,3 punti percentuali per il 2025 e il 2026). Il motivo: le ipotesi di prezzi dell’energia inferiori e di un rafforzamento dell’euro.

A Francoforte ci si aspetta che “l’inflazione al netto della componente energetica e alimentare si porti in media al 2,4% nel 2025 e all’1,9% nel 2026 e nel 2027, sostanzialmente invariata da marzo”.

I dati sull’inflazione ricordano come la Bce sia arrivata a raggiungere la sua stella polare: un aumento dei prezzi sotto il 2%. Anche se tra dazi e tensioni geopolitiche non si può ancora parlare di missione compiuta, il risultato è comunque una tappa importante – forse la più importante – del mandato di Lagarde nell’Eurotower.

“Il Consiglio direttivo è determinato ad assicurare che l’inflazione si stabilizzi durevolmente sul suo obiettivo del 2% a medio termine. Soprattutto nelle attuali condizioni caratterizzate da eccezionale incertezza”. Dall’Eurotower aggiungono poi che “la dinamica salariale, seppur ancora elevata, continua a mostrare un’evidente moderazione e i profitti ne stanno parzialmente assorbendo l’impatto sull’inflazione”.

La crescita del Pil

Per quanto riguarda la crescita del Pil in termini reali, secondo gli esperti si collocherebbe in media allo 0,9% nel 2025, all’1,1% nel 2026 e all’1,3% nel 2027. “La proiezione di crescita invariata per il 2025 riflette un andamento nel primo trimestre più vigoroso rispetto alle attese associato a prospettive più deboli per il resto dell’anno”, secondo la Bce.

In un contesto di elevata incertezza, dice ancora la Banca centrale europea, “un ulteriore acuirsi delle tensioni commerciali nei prossimi mesi determinerebbe livelli di crescita e di inflazione inferiori a quelli dello scenario di base delle proiezioni. Al contrario, se le tensioni commerciali dovessero risolversi con esito favorevole, la crescita e, in misura minore, l’inflazione sarebbero superiori rispetto allo scenario di base”.

Il possibile addio di Lagarde

Secondo il Financial Times un cambio di scenario per Lagarde potrebbe arrivare con mesi di anticipo (forse anche 10) rispetto alla naturale scadenza del suo mandato nell’autunno del 2027.

La testata ha riportato le parole di Klaus Schwab, fondatore del Wef ma non più presidente , che avrebbe discusso con Lagarde la possibilità per l’attuale capo della Bce di assumere la guida del World Economic Forum.

Un portavoce della BCE ha dichiarato che Lagarde è determinata a completare il suo mandato, che scade il 31 ottobre 2027.

Dal 2008 Lagarde siede nel board del Wef. Secondo Schwab la discussione sul possibile avvicendamento va avanti da anni, e ha toccato anche questioni logistiche, come la scelta da parte del Wef dell’appartamento in Svizzera per l’attuale presidente della Bce. Le fonti consultate dal Financial Times avrebbero riferito che Lagarde avrebbe accettato il nuovo ruolo solo una volta raggiunto l’obiettivo dell’inflazione di medio termine al 2% da presidente della Bce.

Poste Italiane Dic 25

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