Apple non si fida dell’intelligenza artificiale, o è semplicemente in ritardo? Il gigante di Cupertino sembra sempre più tagliato fuori dalla corsa tecnologica del secolo, rispetto ad aziende come OpenAI, Meta e Google. Anche l’ultima conferenza degli sviluppatori Wwdc 2025, uno dei suoi appuntamenti annuali più importanti, non ha cambiato le cose. C’è una frase in particolare, a testimoniarlo: “Le funzionalità che rendono Siri ancora più personale hanno bisogno di più tempo per raggiungere i nostri standard di qualità”.
Quella di Craig Federighi (che guida il software di Apple) è un’ammissione importante: nonostante Apple Intelligence (l’insieme di funzioni AI già implementate o in programma) sia realtà da tempo, Cupertino non è ancora pronta per incardinare trasformare il suo assistente vocale Siri in un agente AI definitivo.
Apple è arrivata alla conferenza con un titolo “in calo del 18% da inizio anno, l’ipotesi di dazi sugli iPhone e la concorrenza internazionale da Huawei a Xiaomi che si fa sempre più aggressiva”, ha detto l’analista Gabriele Debach prima della conferenza. L’intelligenza artificiale resta un punto debole per il colosso del tech. “Gli aggiornamenti di Siri – spiega l’analista – sono stati rimandati al 2026 e le banche di affari stanno iniziando a tagliare il rating sul titolo”.
Secondo le opinioni di insider riportate recentemente da Blooomberg, il ritardo di Apple minaccia tanto il dominio sul mercato smartphone degli iPhone che i piani per altri prodotti. Ma perché se l’AI è così importante l’azienda guidata da Tim Cook non riesce ancora ad accelerare? Una parte delle sue reticenze potrebbe riguardare l’affidabilità stessa dei large language model.
La ricerca Apple sui modelli reasoning
Poche ore prima di presentare le sue novità e deludere diversi analisti (con i mercati che ormai premiano principalmente chi riesce a portare novità importanti nel settore AI) Apple avvertiva proprio sull’entusiasmo che circonda l’intelligenza artificiale: i suoi ricercatori hanno scoperto dei “limiti” nei modelli di intelligenza artificiale più avanzati.
In un paper pubblicato durante il weekend si parla dei Large reasoning models, ‘evoluzione’ dei large language model dedicata a risolvere i quesiti più complessi – che in realtà mandano in tilt l’accuratezza delle risposte, secondo i ricercatori.
Sono stati testati i modelli di OpenAI (o3), Google (Gemini Thinking), Anthropic (Claude 3.7 Sonnet-Thinking) e l’R1 della startup cinese DeepSeek.
Il paradosso è che i modelli AI standard superano quelli ‘reasoning’ nei compiti più semplici, e tutti vanno in tilt nel caso di quelli più complessi. I ricercatori Apple sono “particolarmente preoccupati” dal fatto che man mano che i modelli si avvicinano al collasso, diventano anche più ‘pigri’. “Riducono l’impegno nel ragionamento”, dice la ricerca. Il che vuol dire che la capacità di ragionare ha un problema di “scala”.
Per Gary Marcus, uno degli esperti Usa più seguiti (e critici) sull’attuale panorama dell’intelligenza artificiale, la ricerca fornisce un indizio importante sull’incapacità di arrivare all’intelligenza artificiale generativa (obiettivo dichiarato di player come OpenAI) a partire dagliLlm attuali.
Nella sua newsletter, Marcus cita uno dei co-autori del paper, Iman Mirzadeh: “Abbiamo fatto un esperimento in cui diamo l’algoritmo di soluzione al modello, e tutto ciò che deve fare è seguire i passaggi. Eppure, questo non aiuta affatto le loro prestazioni. Quindi, la nostra argomentazione NON è “gli esseri umani non hanno alcun limite, ma i LRM sì, ed è per questo che non sono intelligenti”. Ma in base a ciò che osserviamo dai loro pensieri, il loro processo non è logico e intelligente”.
Apple, cosa è stato annunciato
La conferenza di Apple si è concentrata sui cambiamenti estetici e le nuove funzionalità dei suoi prodotti e dei suoi sistemi operativi. L’AI ha avuto un ruolo, naturalmente, ma al centro degli annunci c’è iOs 26 (e non 19, come si pensava qualche tempo fa), l’aggiornamento del sistema operativo degli iPhone atteso per i primi rilasci già in autunno (quando di solito vengono lanciati i nuovi modelli di iPhone) e nel 2026.
Cambia poi l’interfaccia, che si chiamerà Liquid Glass e che rende il design di iPad e iPhone più trasparente e arioso.
Migliorata la fotocamera, introdotte nuove funzioni per la galleria e il browser Safari, l’AI di Apple Intelligence ha un ruolo importante nella traduzione in tempo reali incardinata su messaggi, Facetime e telefonate.
Le funzioni AI sono un discrimine importante per l’hardware: anche se il nuovo sistema operativo verrà rilasciato dagli iPhone 11 in poi, le funzioni di Apple intelligence sono presenti sono per iPhone 15 Pro, Pro Max e successivi.

