Proxima Fusion ha chiuso il più grande round di finanziamento della storia europea nel campo della fusione nucleare: 130 milioni di euro. Lo scrive lo stesso Ceo, l’italiano Francesco Sciortino, su Linkedin.
Il round di Serie A servirà a costruire la prima centrale a fusione al mondo basata su stellarator (uno dei due principali approcci tecnologici alla fusione nucleare, insieme a quello Tokamak) nel corso degli anni ’30, come ha raccontato Sciortino in questa intervista a Fortune Italia.
Proxima Fusion, in questo momento, si definisce l’azienda europea a più rapida crescita nel settore dell’energia a fusione. In tutto ha raccolto più di 185 milioni di euro tra capitale privato e pubblico.
Il finanziamento è stato guidato da Cherry Ventures e Balderton Capital, ma hanno partecipato UVC Partners, DeepTech & Climate Fonds (DTCF), Plural, Leitmotif, Lightspeed, Bayern Kapital, HTGF, gli italiani del Club degli Investitori, OMNES Capital, Elaia Partners, Visionaries Tomorrow, Wilbe e redalpine, quest’ultimo alla guida del round seed di Proxima Fusion finalizzato appena un anno fa.
“Non importa che tu abbia ragione se non riesci a convincere gli altri”, ha scritto Sciortino su Linkedin. “Negli ultimi mesi, abbiamo mostrato agli investitori ciò che Proxima Fusion ha costruito, l’eccezionale team che abbiamo riunito, l’opportunità che abbiamo davanti. L’annuncio di oggi parla da solo”.

Cosa sta facendo Proxima Fusion
Proxima è uno spin-out dell’Istituto Max Planck per la Fisica del Plasma (IPP) tedesco, con il quale collabora in un partenariato pubblico-privato. L’azienda dice che continuerà a far crescere il suo team. Oggi ci sono già oltre 80 persone che lavorano in tre sedi: nell’headquarter di Monaco (Germania), presso l’Istituto Paul Scherrer vicino a Zurigo (Svizzera) e presso il campus di fusione di Culham vicino a Oxford (Regno Unito).
Dalla collaborazione con il Max Planck Institute (e i risultati dell’esperimento sullo stellarator Weldenstein 7-X) è nato il progetto di fusione europeo più importante in questo momento, insieme all’Iter di Cadarache, in Francia, sostenuto da diversi Paesi e basato non sugli stellarator, ma sui tokamak.
Il secondo approccio viene definito più facile da costruire, mentre il primo sembra più stabile per un funzionamento continuo.Sciortino è assolutamente convinto di avere per le mani la risposta ai problemi energetici dell’umanità.
Una fusione nucleare tutta europea nel 2031: intervista al Ceo (italiano) di Proxima Fusion
Cos’è Stellaris
All’inizio di quest’anno Proxima ha presentato Stellaris, progetto di uno stellarator (validato scientificamente, sottolinea la startup) che integra nella sua progettazione tutti gli aspetti della fisica, ingegneria e manutenzione.
“Stellaris è stato ampiamente riconosciuto come un importante passo avanti per l’industria della fusione, facendo avanzare la tesi degli stellarator quasi-isodinamici (QI) come il percorso più promettente verso una centrale elettrica a fusione commerciale”, si legge nella nota che presenta il nuovo round.
A cosa servono i 130 milioni di euro: le prossime tappe
Con il finanziamento annunciato oggi l’azienda completerà il suo Stellarator Model Coil (SMC) entro il 2027.
Si tratta della dimostrazione di hardware che ridurrà i rischi della tecnologia dei superconduttori ad alta temperatura (HTS) su cui si basano gli stellarator. Un passo che secondo Sciortino è fondamentale.
Successivamente bisognerà capire dove realizzare la prima ‘demo’ dello stellarator di Proxima, che si chiama Alpha.
Dove costruire il reattore: in corso dialoghi con i Governi
L’entrata in funzione è prevista per il 2031 e rappresenta il passo fondamentale verso la realizzazione di una centrale a fusione, prima nel suo genere, che dimostri la possibilità di raggiungere un guadagno netto di energia.
La nota che annuncia il round sottolinea che per trovare il sito per il nuovo Alpha si sta “dialogando con diversi governi europei”. Tra questi c’è la Germania, culla della startup. Lo stesso Sciortino, su Linkedin, insiste sul concetto di sovranità. “Il futuro dell’energia non è solo pulito. È sovrano, stabile e strategico. E la fusione, costruita sulla fisica, non solo sulle buone intenzioni, ci aiuterà ad arrivarci”.
