Le due partite principali del risiko bancario italiano raggiungono tappe fondamentali: da un parte quella tra Mps e Mediobanca, dall’altra quella tra Unicredit e Banco Bpm.
Luigi Lovaglio (nella foto in evidenza), Ad di Monte dei Paschi di Siena, si gode l’ennesimo semaforo verde: la Consob ha approvato il documento d’offerta relativo all’offerta pubblica di scambio su Mediobanca.
Mps – Mediobanca, le tempistiche
Si confermano così le tempistiche previste: l’ops avrà inizio il 14 luglio alle 8:30 e si concluderà l’8 settembre (salvo proroghe). Il periodo di adesione sarà pari a 40 giorni di Borsa aperta.
Per ciascuna azione di Mediobanca portata in adesione all’offerta, Mps riconoscerà un corrispettivo unitario rappresentato da 2,533 azioni ordinarie dell’offerente di nuova emissione, con le stesse caratteristiche delle azioni ordinarie di Mps già in circolazione alla data della relativa emissione, fatti salvi ulteriori aggiustamenti.
Non solo Consob
Il disco verde incassato da Mps è doppio: è arrivato anche il via libera dell’Antitrust. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha dato la sua “approvazione incondizionata”, dice Mps, che in una settimana ha messo quattro tacche fondamentali per l’offerta (mentre il patto di consultazione di Mediobanca si assottiglia). Infatti prima di Consob e Antitrust era arrivato anche il via libera della Bce e l’esercizio della delega all’aumento di capitale da 13,1 miliardi al servizio dell’offerta da parte del Cda di Siena.
Unicredit si protegge dal golden power
Lo scoglio davanti ai progetti di pps di UniCredit su Banco Bpm si chiama golden power.
Per questo l’istituto ha pubblicato il supplemento di offerta per l’ops sul Banco Bpm. Documenti nei quali UniCredit ricorda che sul golden power sono in corso le interlocuzioni con il Mef e con “rilevanti autorità” probabilmente anche per ottenere una revisione delle prescrizioni e una maggior chiarezza, che secondo l’istituto è cruciale. La banca si riserva di prendere decisioni al riguardo nel rispetto dei termini descritti nel documento di offerta. Nei giorni scorsi l’Ad Andrea Orcel aveva paventato la possibilità di ritirare l’offerta per Banco Bpm.
Secondo Unicredit c’è “il rischio che la poca chiarezza” sulle prescrizioni contenute nel decreto golden power possa portare a una futura sanzione amministrativa da parte delle autorità competenti.
Sanzione che potrebbe corrispondere al doppio del valore dell’operazione, comunque non inferiore all’1% del fatturato dell’ultimo esercizio. E in caso di violazione delle prescrizioni sono sospesi i diritti di voto e sono nulle le delibere adottate in violazione delle prescrizioni.
Unicredit anticipa il Cda
L’offerta di Unicredit (che finora ha raccolto solo lo 0,11% di adesioni) è iniziata a fine aprile ma terminerà il 23 luglio, dopo la sospensione di 30 giorni decisa dalla Consob. Un giorno prima, il 22 luglio, si terrà la riunione del Cda di Unicredit che approverà i risultati del secondo trimestre e del primo semestre. La data è stata anticipata di 6 giorni, appena in tempo per anticipare la chiusura dell’ops. Molto prima, il 9 luglio, è fissata l’udienza di merito del Tar del Lazio sul ricorso presentato da Unicredit contro le prescrizioni del golden power.

