Che fine farà Iveco? Alla possibile vendita della divisione difesa della società, che sarebbe nel mirino di Leonardo e della tedesca Rheinmetall, si aggiungono le voci per la cessione anche di una quota di controllo da parte di Exor.
Secondo fonti citate da Reuters, gli Elkann sarebbero in trattative per cedere Iveco, e sarebbero stati contattati da Tata Motors. La casa indiana non sarebbe però l’unico potenziale acquirente.
Tata motors sarebbe interessata alla quota di controllo del gigante produttore di veicoli commerciali e camion, come hanno confermato due delle tre fonti di Reuters. Esclusa dalla vendita proprio Idv (Iveco defence vehicles), la divisione difesa.
La reazione in Borsa: il titolo Iveco vola
Grazie alle voci, Iveco ha guadagnato quasi il 9% in Borsa.
Un dato diametralmente opposto a quello del vero gigante della galassia Exor, Stellantis, che ha perso il 4% in avvio di seduta nelle ore della ratifica della nomina di Antonio Filosa come amministratore delegato ed executive director del gruppo. Ma tra le altre notizie ha inciso anche la sospensione della produzione della Dodge Hornet nello stabilimento di Pomigliano d’Arco in Campania. Inoltre Stellantis avrebbe spostato al 29 luglio la pubblicazione del dato sulle spedizioni globali delle nuove vetture accorpandolo ai risultati trimestrali. Un ulteriore indicatore di incertezza, per i mercati.
I pretendenti di Iveco
Finora i pretendenti di Iveco si erano fatti avanti principalmente per la divisione difesa. Oltre a Leonardo (che intanto guadagna il 2,9% in Borsa) e Rheinmetall ci sono Knds (player franco-tedesco) e Csg (Cecoslovacchia). Nell’affare va considerato anche il possibile intervento del Governo tramite golden power. Nel corso dei mesi il valore della singola unità dedicata alla difesa si è progressivamente alzato, e ora sfiora i 2 mld di euro, quasi la metà della capitalizzazione di mercato di Iveco, che supera i 4 mld. Il completamento dello spinoff di Idv è previsto entro la fine di quest’anno.
La reazione dei sindacati
Già in occasione delle voci sullo scorporo dell’unità difesa di Iveco i sindacati avevano chiesto un incontro al Mimit. Ora rinnovano la richiesta: “Alla luce delle notizie di stampa circa una possibile cessione del gruppo Iveco a Tata Motors, rinnoviamo la nostra richiesta di convocazione al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, richiesta che avevamo già avanzato in occasione dello spin-off della divisione Iveco Defence. Le nostre preoccupazioni sul futuro di Iveco e dei suoi 14.000 dipendenti si acuiscono, tanto più che il famigerato sistema delle multe europee incomincia a colpire anche il settore dei veicoli commerciali, a dimostrazione di quanto sia mal concepito e mal gestito il percorso di transizione all’elettrico tracciato dalla Ue”, dichiara Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm e responsabile del settore automotive.
Tata motors, il gigante indiano
Tata motors è parte di Tata Group ed è il più importante costruttore in India; attraverso l’assorbimento di vari marchi (Jaguar Land Rover e Daewoo, tra gli altri) è anche diventato un player globale. Oggi vende più di un milione di veicoli l’anno e dà lavoro a circa 90mila persone.

