I dazi statunitensi sono costati a Stellantis 300 mln di euro e la perdita di produzione già programmata legata all’attuazione del piano di risposta dell’azienda. È solo una delle informazioni finanziarie preliminari (non sottoposte a revisione contabile) per il primo semestre del 2025.
Intanto Confindustria ha fornito la sua stima di quale sarà l’impatto sull’Italia dei dazi all’Ue minacciati da Trump e che, se le trattative con Bruxelles non andranno a buon fine, entreranno in vigore dal primo agosto.
I dazi saranno del 30%: ai cambi attuali l’export italiano si ridurrebbe di 38 miliardi di euro, dice il Centro studi di Confindustria. Si tratta del 58% delle vendite negli Stati Uniti, il 6% dell’export totale e il 4% della produzione manifatturiera. Il livello del Pil italiano nel 2027 sarebbe minore dello 0,8%, dice il Centro studi.
I numeri di Stellantis: perdita da 2,3 mld
Gli effetti dei dazi già applicati negli scorsi mesi intanto hanno colpito i conti Stellantis. Nei primi sei mesi dell’anno il Gruppo ha registrato ricavi preliminari pari a 74,3 miliardi e spedizioni in calo del 6% nel secondo trimestre 2025. Colpisce il dato sulla perdita netta: 2,3 mld.
Tra gli altri numeri:
- utile operativo adjusted pari a 0,5 mld
- il cash flow delle attività industriali negativo per 2,3 mld e free cash flow industriale negativo per 3 mld
- Nei tre mesi chiusi il 30 giugno le consegne consolidate di Stellantis sono state stimate in 1,4 milioni di unità, con un calo del 6% rispetto all’anno precedente.
E le previsioni sul 2025? La guidance finanziaria è sospesa dal 30 aprile scorso, e Stellantis ha comunicato che sono le previsioni degli analisti a rappresentare il “parametro principale per le aspettative dei mercati”. La diffusione dei risultati preliminari (la pubblicazione definitiva e il confronto con gli analisti è fissato al 29 luglio) serve proprio a “colmare le differenze” tra quello che prevedono gli osservatori e i risultati reali del Gruppo.
Le spiegazioni del Gruppo
Secondo il Gruppo guidato dal nuovo Ceo Antonio Filosa la performance è legata anche alla “fase iniziale delle azioni intraprese per migliorare le prestazioni e la redditività”.
Secondo Stellantis i “nuovi prodotti dovrebbero fornire maggiori benefici nella seconda metà dell’anno”, e ci sono “3,3 miliardi di euro di oneri netti al lordo delle imposte, principalmente legati ai costi per la cancellazione di programmi e alla svalutazione di piattaforme, all’impatto netto della recente normativa che elimina la sanzione prevista dal regolamento Cafe (Stati Uniti) e alle ristrutturazioni, che sono stati esclusi dall’utile operativo rettificato (Aou) in linea con la definizione di Aoi (adjusted operated income) della società”.
L’impatto dei dazi
Gli impatti negativi derivano, secondo Stellantis, da costi industriali più elevati, dal mix geografico e di altra natura e dalle variazioni dei tassi di cambio, ma anche, come detto, dai primi effetti dei dazi statunitensi. Ovvero “0,3 miliardi di euro di dazi netti sostenuti e la perdita di produzione già programmata legata all’attuazione del piano di risposta dell’azienda”.
Il crollo delle consegne di Stellantis
L’effetto delle tariffe di Donald Trump si sente sulle consegne. Per quanto riguarda il crollo trimestrale, la causa sono proprio le pause di produzione legate alle imposizioni dei dazi nordamericani all’inizio del trimestre.
Stellantis cita anche la transizione energetica, e un impatto ridotto, ma negativo, della transizione dei prodotti nell‘Europa allargata, dove diversi modelli sono in fase di lancio o in attesa di avvii di produzione, previsti per la seconda metà del 2025, dice il Gruppo.
I dati europei
La differenza della gravità dell’impatto di dazi e transizione si vede confrontando i dati sulle consegne tra Europa e Nord America.
Le spedizioni del secondo trimestre dell’Europa allargata sono diminuite di circa 50 mila unità; anche in questo caso un calo del 6% rispetto all’anno precedente.
In Nord America, le consegne del secondo trimestre sono diminuite di circa 109 mila unità rispetto allo stesso periodo del 2024, con un calo del 25% su base annua. Cause: la riduzione della produzione e delle spedizioni di veicoli importati, maggiormente colpiti dai dazi e delle minori vendite alle flotte aziendali.
Nelle altre regioni di Stellantis, le consegne sono cresciute complessivamente di 71 mila unità, pari a un aumento del 22% su base annua, per effetto soprattutto di un aumento del 30% in Medio Oriente e Africa e del 20% in Sud America.

