La giostra dei dazi sembra non finire mai, tra scadenze che si spostano e nuove tariffe punitive contro i Paesi che, secondo il presidente Usa Donald Trump, le meriterebbero. Come, in particolare, il Canada.
Nuova data per i dazi
Nella serata americana, a pochissimo dall’ora X dell’inizio dei dazi fissata alla mezzanotte del primo agosto, Trump svela il nuovo livello dei dazi di molti Paesi con un nuovo decreto, dal titolo ‘Ulteriori modifiche ai livelli dei dazi reciproci’.
Intanto si sposta in avanti l’orologio dei dazi: la nuova scadenza è fissata il 7 agosto, con le merci già presenti su navi cargo prima di quella data che saranno esentate dai nuovi livelli di tariffe, come quelli al 15% per l’Ue, che sono stati confermati.
Le novità sono per altri: i Paesi che finora non hanno trovato un accordo con l’amministrazione americana. Intanto si mette un freno al transshipment, la pratica di usare Paesi terzi per far arrivare le merci in America. In questo caso le tariffe applicate potrebbero arrivare al 40%, in base alle decisioni delle dogane Usa.
I Paesi più colpiti
Ora tra i Paesi più colpiti ci sono Brasile (dazi del 50%, precedenti all’ordine esecutivo di Trump), Siria (41%), Laos e Myanmar (40%) e Canada: per i vicini del Nord i dazi arrivano al 35%, dal 25% attuale, ma da subito e con l’esenzione dei beni coperti dal trattato di libero scambio americano. E poi ancora ci sono Svizzera (39%) India (25%), Taiwan (20%). Tra gli altri Paesi, 30% per Tunisia, Sudafrica, Algeria, Bosnia e Herzegovina e Libia. Per l’Iraq i dazi arrivano al 35%.
Come detto, per l’Unione europea sono confermati i dazi al 15%, come per Giappone e Corea del Sud, insieme a Bolivia, Islanda, Nigeria, Ecuador, Turchia, Afghanistan e Venezuela. Per la Gran Bretagna le tariffe arrivano al 10%. Filippine, Indonesia e Pakistan hanno dazi del 19%; Sri Lanka e Vietnam del 20.
I dazi per il Canada
La Casa Bianca ha spiegato che Trump ha aumentato l’aliquota tariffaria del Paese che più volte ha affermato di voler annettere “in risposta alla continua inazione e ritorsione del Canada”, per arginare il flusso di fentanyl negli Stati Uniti. La scheda informativa della presidenza Usa aggiunge che le merci fatte transitare attraverso un altro Paese, per evitare la tariffa del 35%, saranno tassate al 40%. La Casa Bianca ha precisato che le merci conformi all’accordo tra Stati Uniti, Messico e Canada non saranno soggette a tale aliquota più elevata, il che attenuerebbe l’impatto dei dazi. Trump ha aggiunto che “il Canada deve pagare una tariffa equa. La sua posizione su uno Stato palestinese non è un fattore decisivo”, anche se il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato di “non gradire” l’intenzione del Canada di “riconoscere uno Stato palestinese”.

