La Berkshire Hathaway di Warren Buffett è rimasta per lo più alla finestra nel corso dell’ultimo trimestre, nonostante il crollo dei mercati azionari causato dai dazi del “Liberation Day” imposti dal presidente Donald Trump, che per un breve periodo avevano creato occasioni di acquisto a prezzi stracciati.
I risultati del secondo trimestre, pubblicati sabato, hanno rivelato che il conglomerato è stato venditore netto di azioni per l’undicesimo trimestre consecutivo. Berkshire ha dismesso titoli per un valore di 6,92 miliardi di dollari, a fronte di acquisti per 3,9 miliardi.
Nel frattempo, la liquidità a disposizione di Buffett ha continuato a crescere, raggiungendo un nuovo massimo di 344 miliardi di dollari alla fine di giugno, rispetto ai 333 miliardi registrati a marzo. Berkshire si è anche astenuta dal riacquisto di azioni proprie per il quarto trimestre consecutivo.
Il leggendario investitore, da sempre orientato al value investing, lamenta da anni la mancanza di buone opportunità d’acquisto. E questo vale sia per le acquisizioni di aziende da integrare nel gruppo, sia per l’acquisto di pacchetti azionari rilevanti da inserire nel portafoglio.
Al tempo stesso, Buffett ha sempre evitato mosse impulsive: basti pensare al crollo e al successivo rimbalzo vertiginoso di Wall Street avvenuti in aprile, dopo che Trump aveva scioccato i mercati con i suoi dazi aggressivi, per poi sospenderli pochi giorni dopo.
Durante il sell-off, l’S&P 500 ha sfiorato il territorio di bear market, perdendo quasi il 20% rispetto ai massimi precedenti. Tuttavia, l’indice è poi risalito rapidamente, toccando nuovi record storici.
Questo scossone ha messo ancora una volta in evidenza il tempismo infallibile di Buffett, che sembrava aver previsto un’inversione di mercato già l’anno scorso, vendendo 134 miliardi di dollari in azioni nel 2024, quando il mercato toro era ancora in pieno slancio.
I movimenti altalenanti dei mercati si sono intrecciati con la riflessione di Buffett sul passaggio di consegne alla guida di Berkshire. A maggio, l’Oracolo di Omaha ha annunciato che il suo successore designato, Greg Abel, dovrebbe assumere la carica di CEO entro la fine dell’anno.
Buffett resterà probabilmente presidente del consiglio di amministrazione, ma potrebbe aver scelto di evitare decisioni clamorose per lasciare campo libero ad Abel, che già da tempo stava assumendo un ruolo sempre più centrale nella gestione.
Nonostante la recente avversione per operazioni di grande portata, nella sua lettera annuale agli azionisti di febbraio, Buffett ha ribadito l’impegno a mantenere investimenti significativi in azioni e aziende, anche a fronte della crescente liquidità in cassa.
“Gli azionisti di Berkshire possono stare tranquilli: destineremo sempre una quota sostanziale del loro capitale in azioni, principalmente americane, anche se molte di queste avranno operazioni internazionali rilevanti”, ha scritto Buffett. “Berkshire non preferirà mai detenere asset liquidi equivalenti al contante piuttosto che possedere buone aziende, sia in forma di controllo diretto sia come partecipazioni minoritarie”.
Berkshire ha inoltre comunicato che gli utili operativi, al netto dell’impatto degli investimenti, sono diminuiti del 4% nel secondo trimestre, attestandosi a 11,16 miliardi di dollari, complice il calo dei risultati nella divisione assicurativa. La società ha anche registrato una svalutazione di 3,8 miliardi di dollari sulla sua partecipazione in Kraft Heinz, riducendone il valore contabile a 8,4 miliardi.
L’articolo originale è su Fortune.com

