Saipem: ecco i tre droni capaci di immergersi tremila metri sotto i mari

flatfish, uno dei tre droni di Saipem

Sono tre i droni sviluppati da Saipem all’interno del programma Hydrone per operazioni di ispezione e intervento subacqueo.

Si chiamano Flatfish, Hydrone-R e Hydrone-W e sono grandi come una Fiat 500: sono i primi tre droni esistenti per attività sia d’ispezione che d’intervento subacqueo del programma Hydrone di Saipem, sviluppati nel centro d’eccellenza per la robotica sottomarina dell’azienda con sede a Marghera (Venezia) e base operativa a Trieste. Qui, come ricorda il Ceo Alessandro Puliti “oltre a sperimentare e testare i veicoli sottomarini, abbiamo anche contribuito all’addestramento del personale della Marina all’utilizzo di queste tecnologie”.

Tutti possono spingersi fino a 3.000 metri sotto il fondale e muoversi in autonomia grazie all’AI. Possono, inoltre, operare continuativamente sul fondale per circa un anno, eseguendo più missioni grazie alla ricarica delle batterie direttamente sul fondale.

“Questi veicoli sottomarini, senza la presenza dell’uomo, sono in grado di replicare le stesse operazioni che potrebbe fare un sommozzatore, ma a profondità che l’uomo chiaramente non può raggiungere”, dice Puliti.

Flatfish (OTC Spotlight Awards 2023) opera con una autonomia di oltre 12 ore ed è in grado di eseguire ispezioni autonome alle infrastrutture subacquee. È dotato di sensoristica modulare e personalizzabile, telecamere stereoscopiche, sistemi laser e radar per rilevare criticità ed eseguire compiti di analisi in tempo reale.

Hydrone-R (OTC Spotlight Awards 2021) ha raggiunto il record di 240 giorni di permanenza sul fondale. Grazie a manipolatori antropomorfi può compiere azioni complesse in autonomia come ripulire superfici, azionare valvole, afferrare oggetti e misurare i livelli di corrosione. Può essere manovrato in modalità cablata per interventi complessi che richiedano la supervisione di un operatore.

Hydrone-W è un drone completamente elettrico per interventi sottomarini pesanti che integra Hydrone-R. Questo mezzo può eseguire operazioni come il supporto alla costruzione di infrastrutture subacquee e può essere guidato anche da una stazione di controllo remota posizionata a terra.

I tre droni, i cui brevetti sono stati presentati all’Expo di Osaka 2025, possono essere impiegati per il monitoraggio delle biodiversità marine, la sorveglianza di porti, rigassificatori e gasdotti, nella tutela di siti archeologici in acque profonde e nella mappatura dei fondali.

Saipem, come ricorda Puliti, è stata “la prima società al mondo capace di operare con un veicolo (Rov) a conduzione remota in acqua a oltre 3.850 metri di profondità, quando abbiamo condotto le operazioni di recupero della petroliera Prestige nel 2002. Infine, siamo stati i primi al mondo ad aver qualificato droni sottomarini autonomi e residenti per profondità fino a 43.000 metri. Saipem ha per metà la testa sott’acqua e per metà sopra e ha fatto delle attività subacquee la sua ragione principale, costruendo oltre 40mila chilometri di condotte sul fondo del mare”.

L’articolo originale è stato pubblicato sul numero di Fortune Italia di luglio-agosto 2025 (numero 6, anno 8)

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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