Con l’autunno alle porte, il governo italiano si prepara a confrontarsi con due dei temi più delicati della prossima manovra: fisco e pensioni. Tra le priorità, oltre alla nuova rottamazione delle cartelle, c’è la possibile revisione della seconda aliquota Irpef, che potrebbe passare dal 35 al 33%, allargando il beneficio ai redditi fino a 60mila euro. L’operazione, dal costo stimato intorno ai 4 miliardi di euro, è al centro del dibattito politico e rappresenta una delle sfide principali per la maggioranza.
Irpef, verso un taglio della seconda aliquota
Accanto a questa misura, il governo punta a consolidare l’Ires premiale per le imprese che reinvestono i profitti e mantengono i dipendenti, favorendo investimenti e occupazione. Le entrate tributarie mostrano segnali incoraggianti: nei primi sei mesi del 2025 sono cresciute di 8,5 miliardi rispetto allo stesso periodo del 2024, attestandosi a 257,3 miliardi (+3,4%). Solo a giugno, le entrate hanno superato i 43 miliardi, in aumento del 4,2%, offrendo margini per interventi mirati senza compromettere il deficit.
Pensioni, flessibilità e rilancio del secondo pilastro
Sul fronte previdenziale, il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon ha confermato la volontà del governo di congelare l’aumento dell’età pensionabile previsto dal 2027, con il provvedimento inserito direttamente nella legge di bilancio grazie al supporto del ministro Giorgetti. Una misura complementare al cosiddetto “bonus Giorgetti”, pensato per rafforzare la libertà del lavoratore, permettendo sia di restare al lavoro sia di anticipare il pensionamento.
Il governo valuta inoltre di rendere più flessibile l’uscita a 64 anni anche per i lavoratori con sistema misto, integrando contributi obbligatori e previdenza complementare. Questo approccio punta a rafforzare gli assegni di chi si ritirerà con il sistema contributivo e a incentivare l’investimento sul secondo pilastro, già parzialmente integrato col primo, per garantire pensioni più solide nel lungo termine.
Durigon ha sottolineato la necessità di rafforzare Opzione donna, mentre Quota 103 non viene ritenuta una misura ottimale per la flessibilità in uscita. Per il sottosegretario, la soglia di 64 anni potrebbe diventare “la vera libertà pensionistica”, in linea con l’evoluzione del mondo del lavoro e delle aspettative dei lavoratori.
Contratti e occupazione
Altro tema caldo riguarda i rinnovi contrattuali. La Lega propone di evitare vacatio contrattuale e di far partire i nuovi livelli salariali dal giorno della scadenza, con anticipi o adeguamenti legati al costo della vita e una defiscalizzazione dei rinnovi. Confermati anche i bonus assunzioni, giudicati efficaci nel sostenere l’occupazione.
Il quadro complessivo mostra un autunno complesso per il governo, chiamato a bilanciare riduzione delle imposte, sostenibilità dei conti pubblici e flessibilità previdenziale, con l’obiettivo di rafforzare i redditi dei cittadini e garantire pensioni più sicure, senza compromettere la stabilità finanziaria.

