Nuova mossa di Unicredit verso la scalata di Commerzbank. La banca ha infatti annunciato oggi di aver portato a circa il 26% la propria partecipazione azionaria nell’istituto di credito tedesco, consolidata nei conti. Inoltre, la restante posizione sintetica verrà convertita in azioni fisiche a tempo debito, portando la partecipazione azionaria complessiva a circa il 29%, soglia che ha già avuto il via libera dalla Banca Centrale Europea.
L’impatto totale sul coefficiente CET1 per la partecipazione azionaria pari a circa il 29% è aumentato da circa 110 punti base, come comunicato in precedenza, a circa 145 punti base, a causa dell’aumento del corso del titolo e della ristrutturazione contestuale della copertura derivata collar, tesa a ridurre la volatilità futura sul conto economico. Il ritorno sull’investimento è confermato intorno al 20%. È quanto si legge in una nota diffusa da Unicredit.
La mossa arriva dopo quella di luglio grazie alla quale la partecipazione di Unicredit nel capitale azionario di Commerzbank era pressoché raddoppiata passando dal 9,9% a circa il 20%, grazie alla conversione degli strumenti derivati in mano alla banca italiana.
Unicredit non avrà rappresentanti nel CdA
Unicredit rafforza quindi la propria posizione di principale azionista di Commerzbank. Sebbene al momento non intenda chiedere una rappresentanza nel consiglio di amministrazione – si legge nella nota -, Unicredit continuerà a monitorare attentamente i progressi di Commerzbank nel rafforzamento sostenibile della propria attività e nella creazione di valore per i propri azionisti, clienti e dipendenti.
La reazione di Berlino
Secondo quanto riportato dal Sole 24 Ore, il nuovo aumento della partecipazione azionaria di Unicredit in Commerzbank non è piaciuto a Berlino. “Il Governo Federale prende atto dell’aumento della partecipazione di Unicredit in Commerzbank a circa il 26%. La posizione del Governo Federale rimane invariata: respinge il rinnovato approccio non coordinato e ostile di Unicredit“. Lo ha dichiarato un portavoce del Ministero delle Finanze della Germania a seguito dell’annuncio dell’istituto di credito italiano.

