Una piantina di basilico cresciuta in fondo al mare. Dai suoi germogli nasce Nemo’s Garden, primo sistema di agricoltura subacquea al mondo.
Tutto parte da una piantina di basilico che nel 2021 Sergio Gamberini, presidente di Ocean Reef, fa crescere in fondo al mare, in una serra costituita da un sacchetto di polietilene pieno d’aria. “Abbiamo provato anche con altre colture dentro a biosfere differenti per materiale e dimensioni”, spiega Luca Gamberini, figlio di Sergio e vicepresidente di Ocean Reef. “Siamo passati da serre in polietilene morbido con una capacità di 50 litri a serre in acrilico che contenevano 2.000 litri d’acqua dove i coltivatori entrano per seminare, raccogliere e fare manutenzione”. Dai germogli di quel seme di basilico nasce Nemo’s Garden, il primo sistema di agricoltura subacquea al mondo. “L’obiettivo è quello di mettere a punto un sistema di crescita delle piante completamente autosostenibile, riutilizzando ciò che il mare dona naturalmente”.
L’acqua si desalinizza nelle biosfere che assorbono la luce e il calore del sole. Evaporando, rilascia i sali e si condensa sulla superficie interna della serra diventando dolce, così viene raccolta e utilizzata per l’irrigazione. Il mare “è un serbatoio di energia naturale che cambia temperatura in modo lento e graduale, permettendo alle piante di crescere in maniera rapida e costante”. Inoltre “sott’acqua le piante sono naturalmente protette da parassiti e agenti inquinanti, non occorrono pesticidi”.
Un’invenzione tra padre e figlio, totalmente made in Liguria, terra che con il mare sembra aver stretto un patto ancestrale. Tuttavia, dopo il progetto pilota nella provincia di Savona, ora i Nemo’s Garden nel mondo sono tre: uno negli Usa e due in Medio Oriente. È anche sbarcato in Giappone, all’Expo di Osaka 2025.
A credere in Nemo’s Garden sono state realtà come Volvo, Firminch, Edison, Bayern e Siemens che lo ha inserito nel suo portafoglio Xcelerator e gli ha fornito le tecnologie per progettare nuove soluzioni di coltivazioni subacquee. A supportarlo sono state anche le Università di Genova e di Pisa e il Cersaa e a livello internazionale Neom, la futuristica città saudita e la Casa Reale di Giordania.
Nemo’s Garden è un progetto in continua evoluzione. “Abbiamo introdotto un nuovo sistema idroponico per la coltivazione di più di 100 piante per biosfera e abbiamo testato nuovi sistemi di desalinizzazione con risultati promettenti”. Nel 2024 hanno debuttato anche due nuove biosfere: “il BioTunnel e la Geosphere, progettati per aumentare la capacità di produzione e semplificare la logistica su scala globale”.
Il prossimo obiettivo è portare Nemo’s Garden in contesti dove vi sono condizioni ambientali estreme. “In questi luoghi, la nostra tecnologia può rappresentare un’opportunità reale per garantire sicurezza alimentare, favorire l’autosufficienza agricola e promuovere l’innovazione sostenibile”.
L’articolo originale è stato pubblicato sul numero di Fortune Italia di settembre 2025 (numero 7, anno 8)

