Omicidio di Charlie Kirk, l’Fbi indaga: rilasciate due persone

charlie kirk

L’assassinio di Charlie Kirk, attivista di estrema destra molto vicino a Donald Trump, per ora rimane senza colpevole. Il direttore esecutivo di Turning Point Usa (Tpusa) è stato colpito da uno sparo durante un incontro con gli studenti della Utah Valley University di Orem, nello Utah.

Le ricerche dell’Fbi non hanno avuto risultati, e le due persone fermate finora per l’omicidio del 31enne sono state rilasciate. Nei video girati durante l’incidente si vede il possibile attentatore scappare da un tetto a circa 150 metri dal luogo dell’incontro.

Nel videomessaggio in cui Donald Trump ricorda Charlie Kirk, il presidente Usa ha accusato la “sinistra radicale” di essere responsabile del terrorismo interno statunitense. La promessa di Trump: usare “tutti i mezzi” per fermare la violenza politica. Intanto, il presidente ha ordinato di abbassare tutte le bandiere statunitensi a mezz’asta in onore dell’attivista.

Mentre si attendono i primi risultati dalle indagini sull’omicidio di Kirk, Trump ha affermato su Truth Social che “la sinistra radicale ha paragonato meravigliosi americani come Charlie ai nazisti” e ai “peggiori criminali del mondo”. Secondo il Presidente, questa retorica è “direttamente responsabile del terrorismo” odierno.

La scia di violenza Usa

L’assassinio di Kirk rappresenta l’ultimo episodio di una lunga serie di atti di violenza politica che, negli ultimi anni, si sono fatti sempre più gravi e frequenti. Tutti ricordano l’attentato contro Trump stesso, durante l’ultima campagna elettorale.

Il governatore della Pennsylvania, Josh Shapiro, è scampato a un incendio doloso appiccato nella sua residenza privata. Meno fortunata è stata invece Melissa Hortman, deputata democratica del Minnesota, uccisa in casa insieme al marito da un attentatore che aveva già tentato di colpire un’altra coppia di politici del Partito democratico. Trump ha ricordato l’assassinio del Ceo di UnitedHealthcare Brian Thompson e la sparatoria contro il deputato repubblicano Steve Scalise nel 2017.

Nella stessa scia di violenza, secondo Riccardo Alcaro dell’Istituto affari internazionali, può essere inquadrato l’assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021, quando morirono sei persone.

Oggi, dice Alcaro, gli Stati Uniti sono arrivati all’espressione più estrema “di una polarizzazione politica che dura da almeno venticinque anni ma che oggi sembra aver raggiunto livelli parossistici. La storia americana non è priva di periodi di violenza politica diffusa, basti pensare agli anni ’60. Ma allora, il linguaggio pubblico dei leader tendeva alla condanna unanime e alla de-enfatizzazione della natura politica degli atti di violenza”. Nel contesto storico attuale, dice Alcaro, questo episodio potrebbe dunque preludere a una stretta dell’amministrazione Usa: “L’omicidio di Kirk può diventare un punto di svolta nella centralizzazione del potere e nella legittimazione di nuove restrizioni in nome della sicurezza politica”.

Chi era Charlie Kirk

Nato nel 1993, oltre ad essere un attivista politico, Kirk scriveva libri e conduceva anche un podcast molto conosciuto, il Charlie Kirk Show. Un grande seguito lo avevano anche i tour nelle università del Paese del Tpusa da lui fondato. In questi tour lo hanno reso celebre gli scontri dialettici con gli studenti liberali (da cui l’espressione ‘own the libs’) su temi come aborto e diritti umani: i suoi follower hanno sempre sottolineato la sua abilità retorica.

Sostenitore di Trump e dell’America First, oppositore della cultura ‘woke’, delle politiche ambientali, dell’immigrazione illegale, è stato accusato spesso di diffondere disinformazione ma è diventato una figura di riferimento per tutto il Partito Repubblicano e per il movimento Maga, soprattutto tra i più giovani. Lo stesso Kirk affermò che i numeri tra i giovani di Trump durante le ultime elezioni Usa erano stati anche merito suo: per il Presidente Usa era sicuramente un uomo chiave.

Poste Italiane Dic 25

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