Come ha fatto Larry Ellison a diventare per la prima volta l’uomo più ricco del mondo, detronizzando Elon Musk? La causa è naturalmente la crescita record in Borsa del Gruppo informatico capitanato dal patron 81enne (con un oltre +40%). A convincere gli investitori sono stati i conti aziendali, spinti da quattro contratti multimiliardari con tre clienti diversi siglati nel primo trimestre fiscale, ha spiegato l’Ad del Gruppo, Safra Catz. L’impressione è che siamo solo agli inizi. Arriva la notizia di un contratto monstre, con OpenAI, da 300 mld di dollari. E Oracle intanto si avvicina sempre di più a una valutazione da mille mld di dollari.
Il nuovo contratto
La società capitana da Sam Altman ha firmato un contratto con Oracle per avere abbastanza potenza di calcolo da alimentare la sua corsa verso l’Agi, l’intelligenza artificiale generale che rispetto alle previsioni di qualche tempo fa si dimostra sempre più difficile da raggiungere.
Il contratto, scrive il Washington Post, prevede che dal 2027 i data center della Oracle di Larry Ellison incassino, in 5 anni, 300 mld di dollari, il doppio di quanto alcune voci riportavano alcuni mesi fa parlando dell’accordo tra le due aziende.
In pratica, OpenAI si è impegnata a spendere molto più di quanto fattura in questo momento, ovvero 12 mld di dollari l’anno, senza contare che le spese già oggi ammontano a più del doppio degli incassi. Altra coincidenza da tenere a mente: anche la valutazione attuale di OpenAI (dopo l’ultimo round di finanziamento) raggiunge i 300 mld.
Eppure, se c’è qualcuno che può avere bisogno di firmare uno dei contratti cloud più grandi di sempre, è proprio OpenAI, che di data center avrà sempre più bisogno. In questo caso il contratto comporta, da parte dei centri di calcolo, l’utilizzo di 4,5 GW di capacità energetica: lo stesso consumo di circa 4 milioni di abitazioni in un anno. Il contratto è un impegno enorme per OpenAI, ma anche per Oracle: dovrà soddisfare una richiesta da 300 mld da parte da una startup che brucia molto più denaro di quanto ne incassi, e per farlo bisognerà, ad esempio, comprare i chip necessari, prodotti da altri giganti del panorama AI, come Nvidia.
Gli altri contratti e il traguardo del trilione
Safra Catz ha specificato come a spingere i conti di Oracle nel trimestre fiscale siano stati i 4 contratti record, e in generale le prenotazioni per i servizi cloud hanno raggiunto i 455 mld di dollari. Nel trimestre precedente la cifra non superava i 140 mld di dollari.
Non c’è solo OpenAI, e in generale Oracle (tra i protagonisti dei progetti Stargate per nuovi giganteschi data center) sta godendo della domanda di infrastrutture proveniente da tutto il mondo. Il prezzo delle azioni della società era già cresciuto di oltre il 40% quest’anno e il suo valore di mercato è ormai a un passo da 1.000 miliardi di dollari.
“Altri 37 data center per i partner”
“L’AI cambia tutto”, ha dichiarato Ellison in un comunicato, dopo aver osservato che “i ricavi dei database MultiCloud da Amazon, Google e Microsoft sono cresciuti al tasso incredibile del 1.529% nel primo trimestre” dell’anno fiscale di Oracle. “Prevediamo che il fatturato multicloud cresca in modo sostanziale ogni trimestre per diversi anni, visto che forniremo altri 37 data center ai nostri tre partner hyperscaler, per un totale di 71“.
