Leonardo, primo socio di Avio con il 28,75% delle quote, potrebbe non sottoscrivere l’aumento di capitale da 400 mln di euro annunciato dall’azienda di lanciatori italiana. Mentre la stessa Avio non ha commentato le voci, è stato il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso a parlare con i giornalisti a margine degli Stati Generali di Spazio, Difesa e cybersecurity nella sede dell’Esa a Frascati. Un evento al quale era presente lo stesso Giulio Ranzo, Ad di Avio.
Urso ha detto che “il governo si esprimerà nei prossimi giorni” sull’aumento di capitale di Avio. La convinzione del ministro è quella che si debba “garantire al nostro Paese un asset importante e significativo e in crescita, come dimostrato dall’aumento di capitale e dalla possibilità della partecipazione di fondi stranieri a nuovi progetti di sviluppo”.
Il ministro ha ricordato che “nel campo della sicurezza spaziale siamo sempre molto accorti, prudenti, responsabili e determinati”.
Perché l’aumento di capitale di Avio
L’aumento di capitale passerà dal voto dell’assemblea degli azionisti il 23 ottobre. Servirà a sostenere un piano di crescita nei mercati Spazio e Difesa di Europa e Stati Uniti e ad aumentare la capacità produttiva.
L’aumento avrà una o più tranche “a fronte del pagamento in contanti di un importo massimo complessivo 400 milioni di euro (compreso l’eventuale sovrapprezzo), mediante emissione di azioni ordinarie senza valore nominale, aventi le stesse caratteristiche di quelle in circolazione, da offrire con diritto di opzione agli azionisti in proporzione al numero di azioni possedute”.
A Frascati, proprio durante l’evento dell’Esa al quale era presente Urso (e al quale avrebbe dovuto essere presente l’Ad di Leonardo, Roberto Cingolani) anche l’Ad di Avio Giulio Ranzo ha preso la parola. A margine dell’intervento, ha detto a Radiocor che l’aumento di capitale è molto “market friendly” e che lascia a ogni azionista “l’opzionalita’ di decidere se vuole partecipare o fare strada a qualche altro investitore”. L’Ad non ha commentato l’eventuale mancata partecipazione di Leonardo.

