Revs Institute: l’auto da collezione è “materia attiva”

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L’approccio del Revs Institute: come un museo americano promuove la cultura dell’auto d’epoca e affronta la sfida di formare i custodi del futuro.

La Miles Collier Collection è uno dei musei dell’auto più famosi degli Stati Uniti. Nel 2024 gli è stato assegnato il titolo di “Museo dell’Anno” agli International Historic Motoring Awards. Appartiene alla fondazione del Revs Institute di Naples, in Florida, dove ha sede la collezione. I fratelli Miles e Sam Collier furono i fondatori dell’Arca (Automobile Racing Club of America), poi diventata Scca (Sports Car Club of America).

Amici da sempre del pilota e costruttore Briggs Cunningham, circa 35 anni fa ne rilevarono l’incredibile collezione di auto storiche e da competizione. Contiene oggi circa 120 auto tra le più importanti della storia dell’automobile, circa 50 delle quali appartenevano alla collezione Cunningham, tra cui i modelli da lui costruiti per partecipare alla 24 Ore di Le Mans, oltre alla più antica Ferrari da corsa originale oggi esistente (la 166 Spyder Corsa n. di telaio 016), l’Alfa Romeo 8C 2900B Lungo che vinse con Clemente Biondetti la 1000 Miglia del 1947, la prima Porsche 550 costruita (che si accompagna a una delle più grandi raccolte di Porsche al mondo, dalla fondazione del 1948 al 1971).

Parlare con il curatore del museo Scott George offre a Fortune Italia l’opportunità di comprendere come funzionano i musei negli Stati Uniti. “Active matter, cioè materia attiva. È questo il nostro principio guida. Per essere compresa e curata adeguatamente, l’automobile da collezione deve vivere. Le auto del Revs Institute sono sottoposte a costante manutenzione e partecipano a eventi. La prima immagine che mi viene in mente quando penso al nostro museo è la nostra Ferrari 250 LM che sfreccia a tutta velocità in circuito. Il suo motore V12 parla da solo. La nostra mission è diffondere la cultura della manutenzione e del restauro, il nostro centro archivi e ricerche è una risorsa a disposizione degli esperti, degli studiosi e degli appassionati di tutto il mondo. Ogni anno organizziamo degli eventi speciali dedicati a chi colleziona e a chi si occupa di manutenzione di auto storiche rare: condividiamo le nostre competenze”.

Avvicinare gli appassionati al museo è un’attività costante di eventi: “Le manifestazioni più popolari sono i Cars & Coffee, con programmi mirati al pubblico di giovani e adulti” spiega Scott George.

“Ma per far conoscere la collezione in tutto il mondo partecipiamo, invitati, agli eventi di maggior fama mondiale, come il Peeble Beach Concours d’Elegance, la Rolex Motorsport Reunion, il Festival of Speed di Goodwood. In ogni parte del mondo organizziamo le nostre mostre viventi. L’anno scorso abbiamo collaborato con la Fondazione Gino Macaluso (un’importantissima raccolta di auto da corsa del mondo dei rally realizzata dal compianto ex pilota e navigatore torinese, ndr) per creare una mostra fotografica sulle 1000 Miglia degli anni Cinquanta intitolata 1000 Miglia by Mailander, che ha fatto tappa nei principali musei dell’automobile in Italia. La Collezione delle 40.000 immagini realizzate dal famoso fotografo Rodolfo Mailander (la figlia Monica era moglie di Gino Macaluso) oggi appartiene al Revs Institute”.

Che periodo vive attualmente il mondo dei musei dell’auto in America? “Un momento decisamente entusiasmante” prosegue Scott George.

“C’è una crescente consapevolezza che la storia dell’umanità non può essere raccontata senza l’automobile e che le auto sono un patrimonio culturale. Ma la più grande opportunità di crescita è anche la nostra più grande potenziale trappola: l’accesso. Finora, un piccolo ma appassionato gruppo di collezionisti, studiosi e scrittori ha preservato il nostro passato automobilistico. Come verrà tramandata la loro conoscenza? Il mondo accademico non ha ancora abbracciato lo studio approfondito dell’automobile, quindi le biblioteche e gli archivi automobilistici devono assumere un ruolo guida nella ricerca in questo campo e facilitare l’accesso a questa conoscenza. Chi si prenderà cura di queste collezioni in futuro? Dobbiamo formare la prossima generazione di custodi, quindi i musei dell’automobile devono promuovere nuovi collezionisti, appassionati e creatori di contenuti, facilitando incontri autentici con questi importanti veicoli. Apertura e accesso sono le chiavi per garantire che i musei, le biblioteche e gli archivi automobilistici mantengano il loro valore e la loro rilevanza”.

L’articolo originale è stato pubblicato sullo Speciale Motori in allegato col numero di Fortune Italia di settembre 2025 (numero 7, anno 8)

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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