SailGp: la Formula 1 del mare parlerà sempre più italiano

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Le regate di SailGp si svolgono in tutto il mondo: da Sydney a Saint-Tropez, fino a Dubai. Forse arriverà anche la tappa italiana.

“Quando otto anni fa volevamo investire nella salute della donna ci dicevano tutti che era una nicchia. Oggi è uno dei settori più in crescita e profittevoli. Vediamo cosa diranno con la vela”. Assia Grazioli-Venier, fondatrice di Muse Capital e Muse Sport, è una venture capitalist di lungo corso, specializzata in tech, salute e sport. È anche abituata a scommettere su opportunità che gli altri neanche vedono. Quando la sua Muse Sport ha investito sulle Washington Spirit, la squadra femminile di calcio di Washington DC, “alcuni mi dicevano che ero pazza. La valutazione allora era di 5 mln”. Ora è di circa 130 mln di dollari.

Quest’anno è arrivata una nuova scommessa. Da questa primavera la manager è board director e co-owner di Red Bull Italy SailGp, squadra nostrana del campionato mondiale SailGp. La ‘Formula 1 del mare’, viene chiamata, in cui competono catamarani F50 foiling che superano i 100 km/h.

Un campionato in cui gli equipaggi misti ci sono sempre stati, ma in questo caso il nuovo Red Bull Italy SailGp ha un altro primato: è il primo team della competizione con una proprietà a guida femminile, grazie a Grazioli-Venier, che è al timone insieme a Jimmy Spithill, campione SailGp e due volte vincitore dell’America’s Cup (Ceo) e Gian Luca Passi de Preposulo, fondatore di Festina Lente Capital (chairman del board).

Le regate si svolgono in tutto il mondo: da Sydney a Saint-Tropez, fino a Dubai. E, forse già dal prossimo anno, anche in Italia. Il consorzio di investitori che Assia Grazioli-Venier ha messo insieme con la sua Muse Sport per prendersi la squadra di SailGp è stellare, per il settore e non solo: le attrici Anne Hathaway e Miriam Leone hanno fatto scalpore, ma ci sono anche diverse personalità del venture capital e dello sport.

Il fondo di investimenti di Grazioli-Venier si chiama Muse Capital, e si occupa anche di salute e tech. Ma le esperienze della manager nel mondo sportivo (per nove anni è stata nel Cda della Juve) hanno portato anche alla nascita di Muse Sport. Con la Juve la manager ha lavorato al lancio di vari prodotti come il J Medical, il J Museum e, ovviamente, il nuovo stadio. “Quando sono entrata nel board della Juve avevo trent’anni, era la mia prima esperienza nello sport e in una società quotata. Abbiamo completamente cambiato il branding e il logo. Un rischio significativo che ha avuto grande successo”. Alla Juve la manager ha imparato a “trasformare una squadra sportiva in una esperienza di lifestyle e entertainment, poiché le squadre di successo sono quelle che vanno oltre la partita o la regata”.

Tra gli altri progetti, la manager ha lavorato anche al lancio della squadra femminile della Juventus nel 2016, all’epoca una delle poche. “Avevo già visto una crescita nel settore femminile, ma con un bisogno importante di lavorare prima sull’infrastruttura”. Anche per questo “abbiamo iniziato a investire tramite Muse Sport, dando consulenza in vari ambiti, dalla data capture ai media”.

E l’ingresso nel mondo della vela? “Due anni fa mi è arrivata la proposta di entrare come investitore in una squadra in SailGp. Sono rimasta sorpresa: questa non è la vela di mio padre, che ha fatto la Whitbread Race tanti anni fa e ha attraversato l’Oceano Indiano”. SailGp, aggiunge Grazioli-Venier, è un prodotto creato per una fanbase moderna. “Le barche sono tutte uguali, c’è un tetto ai costi di 10 mln di dollari per ogni squadra. E poi ci sono i valori: è uno sport ‘powered by nature’, un aspetto che risuona con un pubblico giovane. In più, uomini e donne sono sulla stessa barca. È un’opportunità commerciale e di storytelling unica. Mi sono chiesta subito perché non ci fosse una squadra italiana. Siamo un paese di avventurieri, di ‘voyagers’, con una cultura della vela enorme”. Ed è per questo che per arrivare a far fruttare l’investimento il mercato italiano sarà una delle leve principali. “Abbiamo come title sponsor Red Bull Italia, uno dei top five sponsor della Lega. Già con quello andremo molto vicini al break even al secondo anno. Parliamo di uno sport scelto da marchi come Rolex”, che dopo aver lasciato la Formula 1 è diventata title sponsor di SailGp.

Oltre agli sponsor, c’è il broadcast. Le competizioni vengono trasmesse gratis, ma secondo Grazioli-Venier si seguirà la strategia del calcio femminile in America: ‘free-to-air’ per almeno tre anni prima di siglare un accordo di trasmissione.

Che frutti darà l’investimento in SailGp? Secondo la manager la valutazione è salita subito dopo i 45 mln iniziali, che costituivano comunque una cifra “conservativa. Volevamo che fosse facile per i nostri investitori strategici entrare”, al di là del fascino della disciplina. “Anne Hathaway e Miriam Leone danno lustro al progetto, ma sono anche fan dello sport e dell’attenzione della squadra al lato femminile. Abbiamo inoltre diverse donne che vengono dal mondo tech”.

Quanto conta la possibilità che si arrivi a una tappa italiana? “Avevamo una regata a Taranto anche prima che ci fosse una squadra italiana, ed è diventata la top four del circuito per fanbase, con 10 milioni di spettatori globali, dimostrando l’enorme potenziale del mercato italiano. Il conversion rate di chi scopre SailGp è altissimo: 78%. Una tappa italiana sarà importantissima, sia per noi che per la Lega”. L’ipotesi della manager è che la tappa italiana si tenga a settembre del prossimo anno, “quando si  torna dalle vacanze”. Una scelta strategica anche per massimizzare la partecipazione del pubblico locale. Sebbene non si possa ancora specificare la location, va ricordato che alcune città italiane puntano molto sulla vela. Napoli, ad esempio, ospiterà l’edizione 2027 dell’America’s Cup.

L’articolo originale è stato pubblicato sul numero di Fortune Italia di settembre 2025 (numero 7, anno 8)

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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