Motore V8 biturbo da 640 Cv e prestazioni da pista: ecco come è fatta la Ferrari Amalfi, la nuova berlinetta di Maranello.
Bella come solo una Ferrari sa essere bella. E cattiva, per via di quel V8 nascosto sotto a un cofano sconfinato che sembra voler inghiottire l’asfalto metro dopo metro. Il colore scelto per la sua presentazione non è rosso come ci aspettavamo ma Verde Costiera, come le acque di uno dei posti più belli al mondo dove andare in vacanza. E ben venga se quelle curve che non sembrano finire mai le affrontiamo al volante della nuova Ferrari Amalfi, la berlinetta V8 2+ a motore centrale-anteriore che sostituisce la Ferrari Roma nella gamma del Cavallino Rampante.
Una macchina che “ridefinisce il concetto di sportività contemporanea, coniugando prestazioni elevate, versatilità d’uso e un’estetica ricercata”, dicono con orgoglio gli uomini di Maranello.
Partiamo dal cuore. Il motore della Ferrari Amalfi rappresenta l’ultima evoluzione del V8 biturbo da 3.855 cm³ della famiglia F154, una delle più premiate nella storia recente dell’automobilismo.
“In questa configurazione, il propulsore è stato ottimizzato per raggiungere una potenza massima di 640 Cv a 7.500 giri/min, con una potenza specifica di 166 Cv per litro e un limitatore portato a 7600 giri/min, in modo da sfruttare appieno la curva di potenza continua e crescente”, spiegano gli ingegneri Ferrari.
La nuova centralina motore, già adottata su modelli come 296 GTB, Ferrari Purosangue e Ferrari 12Cilindri, ha permesso di sfruttare al massimo il potenziale del propulsore. Anche il cambio a doppia frizione a otto rapporti, quello che debuttò sulla SF90 Stradale, è stato migliorato con una centralina più potente e una maggiore integrazione con il software motore, a tutto vantaggio della rapidità degli innesti di marcia.
Stesso trattamento per il sound, che a sua volta ha beneficiato di un nuovo layout di silenziatore nel pieno rispetto delle normative sulle emissioni sonore, senza però compromettere il timbro Ferrari. Le prestazioni? Che domande: 0-100 km/h in 3,3 secondi, 0-200 km/h in 9 secondi, con un rapporto peso/potenza di 2,29 kg/Cv, “il migliore della categoria” ci tengono a far sapere alla casa madre.
Per quanto riguarda il look, la Amalfi rappresenta una nuova interpretazione della berlinetta coupé 2+ con motore V8 anteriore-centrale.

Il punto di partenza da cui ha tratto ispirazione il team del Centro Stile guidato da Flavio Manzoni è quello delle proporzioni della Ferrari Roma, spingendosi però oltre. “Il tema a cuneo che percorre la fiancata, insieme ai gruppi ottici integrati in tagli tecnici, contribuisce a creare un’estetica raffinata e contemporanea”, spiegano al Centro Stile Ferrari. Dopo averla guardata di fianco, oltre che di fronte, con quel cofano motore lungo quanto un motoscafo, non resta che sbirciare la parte posteriore, che culmina in una coda compatta con i gruppi ottici incastonati all’interno di una linea orizzontale che percorre la vettura da destra a sinistra. E lo spettacolo continua una volta aperto lo sportello. Guidatore e passeggero sono avvolti in due cellule collegate visivamente da plancia, pannelli porta e tunnel centrale, il tutto realizzato con un linguaggio pulito e con un uso di materiali pregiati e soluzioni tecnologiche integrate. Per la prima volta in una Ferrari, la plancia offre un layout monolitico in cui quadro strumenti e bocchette di aerazione sono fusi in un unico blocco, mentre il tunnel centrale ospita elementi funzionali come il cancelletto, la sede della chiave, la ricarica wireless e i comandi secondari. Pieni voti anche per i sedili comfort disponibili su misura, dotati di dieci sacche d’aria per la funzione di massaggio e in grado di offrire 5 programmi e 3 livelli di intensità, con ventilazione per seduta e schienale. Oltre al nuovo volante dotato di pulsanti fisici disposti per garantire la massima riconoscibilità al tatto in ogni condizione di guida, completa l’opera il sistema Hmi (Human-Machine Interface), articolato su tre display principali: il quadro strumenti da 15,6” è completamente digitale e raccoglie tutte le informazioni di guida e dinamica veicolo; al centro della plancia, un display touch capacitivo da 10,25 ”consente a guidatore e passeggero di accedere alle principali funzioni, come multimedia, radio, telefono, screen mirroring, climatizzazione, regolazioni dei sedili e impostazioni vettura. Infine il display da 8,8” per regalare una sensazione da co-pilota al passeggero, che può visualizzare parametri come le forze G o il regime motore.
Dulcis in fundo (non troppo dulcis in realtà): quanto costa tutto questo? Al solito come un mini appartamento, nello specifico 240.000 euro più optional. In cambio uno dei più sofisticati gioielli su quattro ruote mai realizzati.
L’articolo originale è stato pubblicato sul numero di Fortune Italia di settembre 2025 (numero 7, anno 8)

