Daniel Ek lascia la guida di Spotify dopo 20 anni

Daniel Ek sta per lasciare il ruolo di Ceo di Spotify, vent’anni dopo aver rivoluzionato l’industria musicale con la sua piattaforma di streaming, ora valutata 145 miliardi di dollari. Cofondatore di Spotify a Stoccolma nel 2006, Ek non abbandonerà la compagnia, ma da gennaio 2026 assumerà la carica di presidente esecutivo, concentrandosi sulle strategie a lungo termine e sulla gestione del capitale.

Alle origini del lancio di Spotify

L’azienda ha promosso i copresidenti Alex Norström e Gustav Söderström a co-Ceo. Norström, ex direttore commerciale, seguiva abbonamenti e contenuti, mentre Söderström ricopriva il ruolo di responsabile prodotto e tecnologia. Ma Ek sarà difficile da sostituire: a 42 anni ha guidato Spotify dalla sua nascita, in un momento in cui l’industria musicale era dominata da iTunes e dalla pirateria su piattaforme come LimeWire e Napster era dilagante.

“L’unico modo per risolvere il problema era creare un servizio migliore della pirateria e allo stesso tempo offrire un compenso all’industria musicale,” ha dichiarato Ek. Dopo anni di trattative con le case discografiche, Spotify è stato lanciato nel 2008 in Svezia e in altri paesi europei con un vasto catalogo e un modello freemium che permetteva agli utenti di ascoltare musica gratis con pubblicità. Nel 2011 è poi arrivato anche negli Stati Uniti.

L’ingresso di Spotify in Borsa

Spotify ha continuato a crescere in popolarità, diventando pubblico in Borsa nel 2018, con un valore azionario aumentato del 326% da allora, e una capitalizzazione di circa 145 miliardi di dollari. Negli ultimi anni, Ek ha guidato l’espansione nel mondo dei podcast, con accordi importanti con personalità come Joe Rogan, Barack Obama e i duchi di Sussex, Harry e Meghan. Nel 2023, l’azienda ha iniziato a ridurre gli accordi di esclusiva sui podcast.

Nel corso di una registrazione dal vivo del podcast ‘In Good Company’ nel 2024, Ek ha detto di essere “probabilmente la persona meno potente in Spotify” grazie al modello aziendale scandinavo che responsabilizza altri leader. Nonostante la sua posizione di vertice, molte decisioni aziendali non dipendono esclusivamente da lui, poiché il modello manageriale è piatto. L’azienda è fedele alle sue radici e offre benefici ai suoi dipendenti come la possibilità di lavorare da qualsiasi luogo e sei mesi di congedo parentale indipendentemente dal genere.

Una potenza nell’industria musicale

Nel corso degli anni, Spotify sotto la guida di Ek è diventata una potenza nell’industria musicale, non senza critiche riguardo alle royalties pagate agli artisti. Una delle più famose al mondo, Taylor Swift, nel 2014 ha ritirato temporaneamente la sua musica dalla piattaforma per questioni di compenso, per poi rientrarvi tre anni dopo.

Oggi Spotify ospita più di 100 milioni di brani e 7 milioni di podcast, con oltre 700 milioni di utenti nel mondo. Ha raggiunto la redditività nel 2024 ed Ek ha dichiarato di essere fiducioso che la piattaforma continuerà a prosperare anche sotto la nuova leadership. “Negli ultimi anni ho affidato gran parte della gestione quotidiana e della strategia ad Alex e Gustav, che hanno contribuito a plasmare l’azienda fin dall’inizio e adesso sono pronti a guidare la fase successiva,” ha concluso.

L’articolo completo è disponibile su Fortune.com

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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