Langhe: la fiera del tartufo d’Alba traina l’economia con un impatto da 42 milioni di euro

È uno degli eventi più importanti ed attrattivi nel panorama gastronomico culturale italiano. Ogni anno accoglie oltre 600mila visitatori provenienti da tutto il mondo. Rappresenta un elemento trainante per l’economia locale e nazionale, grazie alla sua capacità di attrarre turismo, valorizzare produzioni tipiche e promuovere il Made in Italy di eccellenza.

La fiera internazionale del tartufo bianco d’Alba è ormai un appuntamento imprescindibile per appassionati, operatori del settore e istituzioni. In programma dall’11 ottobre all’8 dicembre, l’evento non solo celebra il prezioso tartufo bianco, ma si erge anche a vetrina di un territorio unico, le Langhe, il Monferrato e il Roero, riconosciuti Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’Unesco.

La partecipazione

Ogni anno la fiera si anima grazie alla partecipazione di oltre 40 chef stellati, italiani e internazionali, che con cooking show, cene esclusive e laboratori tematici mettono il tartufo bianco al centro di un racconto gastronomico che unisce tradizione e innovazione. La cucina diventa così un palcoscenico dove gusto e creatività si fondono per proporre interpretazioni sempre nuove dell’oro bianco, confermando il valore irrinunciabile di questo ingrediente nell’alta gastronomia mondiale.

“Il tartufo – afferma Marco Gallo, assessore regionale alla Tartuficoltura – è una parte viva della nostra identità e della nostra cultura. Dietro ogni trifolau, ogni cane da cerca e ogni fiera c’è un patrimonio fatto di passione, conoscenze tramandate e legame con il territorio. Con questo calendario di eventi e con i sostegni messi in campo vogliamo rafforzare una filiera che è sinonimo di sviluppo locale, turismo e lavoro, e che rappresenta un unicum a livello internazionale”.

L’indotto economico

Secondo uno studio diffuso a Roddi, Cuneo, in occasione della 94esima edizione della kermesse, la fiera internazionale del tartufo bianco d’Alba genera una spesa diretta di oltre 18 milioni di euro e una ricaduta sull’economia della provincia di Cuneo di oltre 42 milioni, di cui 2 milioni circa da attribuire all’organizzazione dell’evento stesso.

L’impatto economico non riguarda solo l’agricoltura e la raccolta del tartufo, ma si estende anche a settori strategici come la ristorazione, l’ospitalità, l’artigianato e la cultura del territorio. I dati forniti dagli organizzatori della fiera internazionale del tartufo bianco d’Alba evidenziano che per ogni euro investito nel settore si generano circa 55 euro di fatturato complessivo. Attorno alla filiera del tartufo operano circa 11mila addetti, a testimonianza della rilevanza occupazionale dell’evento e del suo ruolo nel trainare l’economia locale e nazionale.

Con l’obiettivo di tutelare e valorizzare il tartufo, la Giunta regionale ha recentemente approvato il Programma triennale 2025-27, che prevede uno stanziamento complessivo di oltre 1,5 milioni di euro, di cui 700 mila già allocati per l’anno in corso. Questo investimento mira a proteggere e promuovere un patrimonio che rappresenta non solo una risorsa economica, ma anche un simbolo culturale riconosciuto dall’Unesco e un punto di riferimento mondiale nel campo della gastronomia.

Poste Italiane Dic 25

Leggi anche

Ultima ora

ABBIAMO UN'OFFERTA PER TE

€2 per 1 mese di Fortune

Oltre 100 articoli in anteprima di business ed economia ogni mese

Approfittane ora per ottenere in esclusiva:

Fortune è un marchio Fortune Media IP Limited usato sotto licenza.