Apple: l’ex Ceo Sculley vede in OpenAI il primo vero concorrente in decenni

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L’ex amministratore delegato di Apple, John Sculley, sostiene come le aziende tecnologiche stiano mettendo in discussione il dominio del gigante di Cupertino, California. Intervenuto giovedì alla conferenza Zeta Live di New York, Sculley ha avvertito che Apple si trova ad affrontare il suo ‘primo vero concorrente’ in ‘decenni’: OpenAI. “L’intelligenza artificiale non è mai stata un suo punto di forza,” ha commentato riferendosi ad Apple.

Wall Street ha esercitato pressioni su Apple

Negli ultimi anni, Wall Street ha esercitato pressioni su Apple, in difficoltà nel competere con altri big della tecnologia e con società private nel campo dell’AI. Nonostante passi in avanti come il lancio di Siri nel 2011 e l’ingaggio di John Giannandrea, ex Google, come responsabile dell’intelligenza artificiale nel 2018, Apple è rimasta spiazzata dall’arrivo di ChatGPT di OpenAI nel 2022.

La strategia di IA di Apple, presentata con il nome ‘Apple Intelligence’ nel giugno 2024, non ha soddisfatto le aspettative, tanto che l’aggiornamento di Siri è stato posticipato al 2026. A giugno sono emersi anche i piani di Apple di valutare l’uso di tecnologie AI di terzi, come Anthropic o OpenAI, al posto dei suoi modelli interni.

Anche i risultati finanziari record recenti non hanno calmato i timori degli investitori, preoccupati dalla lentezza nell’adozione dell’AI e dall’impatto negativo delle tariffe doganali, che hanno pesato per 800 milioni di dollari nell’ultimo trimestre.

Tim Cook rassicura gli investitori

Tim Cook, Ceo di Apple, ha però rassicurato gli investitori, spiegando che l’azienda sta acquisendo società per recuperare terreno nella sfida all’AI. “Abbiamo un team eccellente e stiamo concentrando tutta la nostra energia su questo,” ha affermato.

Nonostante la capitalizzazione di mercato di Apple sia passata da 300 miliardi a 3,2 trilioni sotto la sua guida, il titolo è sceso dell’1% nel 2025, mentre Nvidia, leader nei chip per l’AI, è cresciuta del 40% e Microsoft, importante investitore di OpenAI, del 22%. Alcuni analisti stanno chiedendo a Cook di lasciare il timone per dare all’azienda una nuova spinta in campo IA.

OpenAI: una possibile minaccia

Sculley, che fu Ceo di Apple dal 1983 al 1993, non esclude un cambio ai vertici e sottolinea che il successore dovrebbe guidare una trasformazione da un’azienda centrata sulle app verso una focalizzata su un’AI più proattiva rispetto alle attuali soluzioni.

Secondo Sculley, OpenAI rappresenta una futura minaccia: il modello basato sulle app, che vende strumenti, sta perdendo terreno rispetto a quello in abbonamento, dove gli utenti pagano finché serve loro un servizio, come ChatGPT.

Inoltre, OpenAI ha guadagnato un vantaggio grazie all’ex capo del design Apple Jony Ive, entrato nell’azienda in seguito all’acquisizione di Io, la startup fondata da Ive. Quest’ultimo, che ha disegnato prodotti iconici come iMac, iPod, iPhone e iPad, sta ora lavorando con Sam Altman per sviluppare dispositivi AI-first per OpenAI. “È probabilmente la persona più indicata a portare quella dimensione di design ai grandi modelli linguistici di OpenAI,” ha detto Sculley.

L’articolo originale è disponibile su Fortune.com

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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