La Germania vuole guidare lo Scudo aereo di difesa dell’Unione Europea, e tra gli investimenti che serviranno per farlo una parte andrà anche a Leonardo. Oltre ad investire 10 mld di euro per l’acquisto di droni militari (con Ursula von der Leyen che intanto spinge per un ‘muro di droni’ ad Est) i tedeschi hanno annunciato il dispiegamento di Eurofighter in Polonia, mentre ne hanno ordinati altri venti al consorzio Eurofighter composto da Airbus, Bae Systems e Leonardo.
Nonostante la tregua a Gaza non abbia fatto bene ai titoli della Difesa in Borsa, la commessa del Governo tedesco è solo l’ultima di una serie di buone notizie per il Gruppo italiano. Gli Eurofighter rappresentano un business enorme, e Leonardo realizza il 36% del valore del programma dedicato ai caccia che dà lavoro a 100mila persone, di cui 20mila in Italia, grazie anche al coinvolgimento di 200 fornitori tricolori.
Tra fine 2024 e 2025 siamo arrivati a tre commesse per gli Eurofighter, dopo gli ordini da 25 e 24 velivoli di Spagna e Italia, che si aggiungono a Germania, Regno Unito, Austria, Arabia Saudita, Oman, Kuwait e Qatar, per un totale di 740 Eurofighter. Si tratta del “programma europeo di caccia in produzione di maggior successo”, secondo la nota che ha annunciato l’acquisto da parte dei tedeschi, intenzionati a usare i caccia per proteggere “i cieli tedeschi ed europei”.
I Typhoon del programma Eurofighter vengono già usati dal Regno Unito per proteggere lo spazio aereo polacco dopo le incursioni di droni russi. I caccia parte del nuovo ordine del Governo tedesco sono i “Tranche 5”, l’ultima versione del velivolo.
Bloomberg nei giorni precedenti all’annuncio aveva riferito che la nuova commessa dovrebbe valere 3,75 mld di euro.
Il primo caccia verrà consegnato nel 2031, l’ultimo nel 2034, con la previsione di tenere gli apparecchi Eurofighter in servizio almeno fino al 2060.
Il ruolo di Leonardo
Anche se per i caccia multiruolo ordinati dai tedeschi il sito di assemblaggio finale è quello di Manching, nei pressi di Monaco di Baviera, è lo stabilimento di Caselle Torinese di Leonardo che realizza diverse parti dei velivoli, come la semiala sinistra e il tronco di fusoliera posteriore.
In alcuni casi, è a Torino che si procede all’assemblaggio finale dei velivoli (come nel caso di quelli italiani), mentre diversi impianti di Leonardo lavorano all’elettronica dell’apparecchio.
Leonardo tra prospettive e accordi chiusi
Prossimamente il Gruppo guidato da Roberto Cingolani potrebbe annunciare a breve un’intesa sull’alleanza dei satelliti (con Airbus e Thales). Diventa poi ancora più rilevante, nell’ottica degli investimenti annunciati dal Governo tedesco sui droni, la jv creata lo scorso giugno con i turchi di Baykar.
Per Leonardo quello tramite il consorzio Eurofighter è solo l’ultimo di una serie di accordi e contratti entrati negli ultimi mesi. Tra gli ultimi:
- Negli Usa Leonardo Drs svilupperà prototipi di power kit per i veicoli dell’Esercito, per fornire energia direttamente sul campo
- La società ha vinto un contratto per il supporto continuativo relativo agli Eurofighter Typhoon del Kuwait (che ne ha ordinati 28 nel 2016) fino a dicembre 2029.
- In America Leonardo e Boeing hanno annunciato un’alleanza per la partecipazione al programma Flight school next dell’Esercito americano. L’oggetto della proposta Leonardo-Boeing è un nuovo modello di addestramento con al centro l’elicottero italiano Aw119T.
