WSense, 10 mln per la scaleup del wireless subacqueo partner di Fincantieri

La scaleup italiana che vuole cambiare il settore della subacquea continua a crescere: si chiama WSense e ha sviluppato una tecnologia per la comunicazione wireless sott’acqua. Oltre a stringere partnership sempre più importanti, raccoglie soldi: ha annunciato la chiusura di un round da 10 mln di euro che porta la raccolta complessiva a 25 mln e che, essendo un round di ‘pre-Serie B’, anticipa l’afflusso di nuovi fondi nei prossimi mesi.

In questo caso a entrare nel capitale dell’azienda “ocean tech” guidata da Chiara Petroli sono Indico Capital Partners, fondo europeo specializzato in deep-tech e blue economy, e SIMEST, la società del Gruppo Cdp che sostiene l’internazionalizzazione delle imprese italiane. Si aggiungono a investitori già di peso: CDP Venture Capital SGR, Blue Ocean di SWEN, RunwayFBU, Axon Partners Group – già presenti nel Round di Serie A – il fondo specializzato in blue economy Rypples e, soprattutto, Fincantieri, che in primavera ha sottoscritto un prestito convertendo in equity da 2,5 milioni di euro, con la possibilità di altri 2,5 milioni in futuro.

Quello con il gigante navale italiano è un rapporto interessante per più motivi: oltre ad essere un investitore è un partner industriale che tra l’altro punta molto proprio sull’underwater, tanto da aver adocchiato la divisione dei droni sottomarini di un altro partner di WSense, Saipem.

Tra le altre collaborazioni ci sono Leonardo e Alcatel Submarine Networks, mentre sono clienti il Ministero della Difesa Italiano, la Marina Militare, il National Oceanography Centre, ISPRA, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia Terna, AkerBP, A2A ed ENI.

Come ha fatto WSense a conquistarli?

Cosa fa WSense

La scaleup fondata e guidata (dal 2022) dalla professoressa ordinaria di ingegneria informatica dell’Università La Sapienza di Roma si dice in grado di “abilitare l’Internet delle Cose sottomarine (IoUT) con i suoi sistemi di subsea Wi-Fi”. Secondo la stessa Petroli “con il completamento di questo round – che porta WSense a un finanziamento complessivo superiore ai 25 milioni di euro – e grazie al sostegno di partner industriali e finanziari di primo piano, accelereremo lo sviluppo delle nostre soluzioni per la protezione delle infrastrutture critiche e la salvaguardia degli oceani”.

Le soluzioni di WSense (che già conta su oltre 80 ingegneri e ricercatori con uffici in Italia, Norvegia e Regno Unito e dipendenti in Francia ed Emirati Arabi) garantiscono l’interoperabilità delle reti wireless adattive tra sensori subacquei e robot: avere contezza di quanto accade sott’acqua fa una differenza enorme, considerato che attualmente gli apparecchi vengono programmati per eseguire i loro compiti autonomamente.

Da visura camerale, i conti 2024 dicono che i ricavi di WSense sono pari a 2,1 mln, con un risultato operativo negativo per 3,4 mln, con l’azienda che sta sostenendo i costi necessari per strutturarsi.

Invece WSense consente comunicazioni sottomarine in tempo reale, “rendendo possibile la raccolta di Big Data oceanici su scala mai raggiunta prima”. Questo secondo la scaleup rivoluziona la conoscenza degli ecosistemi marini e apre a nuove applicazioni: dal monitoraggio e protezione delle infrastrutture critiche, alle reti robotiche autonome per la transizione energetica, fino al monitoraggio ambientale in tempo reale.

Uno dei campi di applicazione più interessante di queste tecnologie è la Difesa: quando Fincantieri ha comunicato l’investimento nella scaleup, ha ricordato che lo ha fatto in linea con la strategia Underwater del Gruppo, rafforzando in il “presidio delle tecnologie critiche per la comunicazione subacquea, un segmento sempre più rilevante anche in chiave duale”. Prima dell’investimento c’era già stata una dichiarazione d’intenti che ha portato all’aggiudicazione di tre bandi del Polo nazionale della dimensione subacquea.

Anche i nuovi investitori insistono sulla dimensione duale della tecnologia. Stephan de Moraes, Managing General Partner di Indico Capital Partners, ha detto che “in quanto azienda a tecnologia dual-use, con solidi partner industriali e una chiara traiettoria di crescita, WSense è in una posizione ideale per affrontare la prossima fase del proprio sviluppo”.

Per Vera Veri, Direttore Investimenti Partecipativi SIMEST, l’ingresso nel capitale è in linea “con la strategia della Farnesina per lo sviluppo internazionale delle imprese italiane e l’azione del Gruppo CDP a sostegno delle start-up innovative”.

Nel periodo 2024–2030 l’underwater in generale raggiungerà un valore di 400 miliardi di euro, di cui 10 miliardi solo per le comunicazioni subacquee. “A conferma della crescente rilevanza strategica del dominio subacqueo, basti pensare che oggi sono posati 552 cavi sottomarini per una lunghezza complessiva di 1,4 milioni di chilometri, attraverso i quali transita il 98% delle telecomunicazioni digitali globali, incluse le transazioni finanziarie e commerciali”, ricorda l’azienda.

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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