La consacrazione di Bending Spoons, che non si vuole fermare

luca ferrari bending spoons

Che Bending Spoons volesse fare qualcosa di impossibile era chiaro da quando nel 2013 i suoi co-fondatori ne hanno scelto il nome, riferimento al cucchiaio piegato con la forza della mente nel film Matrix. Una decina di anni dopo, nel giro di pochi giorni, Bending Spoons ha comprato un pezzo di storia del web come AOL e raccolto 710 mln di dollari in equity.

Due colpi che hanno permesso a quello che ormai è un colosso tecnologico italiano ed europeo di arrivare a una valutazione pre-money di 11 mld di dollari, quasi 10 mld di euro: se parlassimo di una società quotata (e ci sono molte possibilità che Bending Spoons lo diventi) parleremmo di una delle top 30 in Italia, simile a quella, per fare un esempio, di Tim.

Se si guarda oltre l’Italia, adesso Bending Spoons è ormai nel gotha delle startup europee per valutazione. Ma la consacrazione passa anche per gli investitori e le banche che hanno deciso di scommettere nella tech company italiana.

La storia di Bending Spoons

Un’altra conferma del percorso stellare della creatura capitanata da Luca Ferrari.

Da startup famosa per l’app Immuni, come si scriveva di loro fino a non molto tempo fa, Bending Spoons è diventata una tech company in grado di comprarsi un pezzo di storia di Internet (Aol) direttamente da Yahoo, guidata dal Ceo Luca Ferrari e dai cofondatori Matteo Danieli, Luca Querella e Francesco Patarnello, che hanno un forte controllo sulla società. Aol, portale web e fornitore di servizi email, secondo lo stesso Ferrari vale 8 milioni di utenti attivi al giorno.

Per portare a termine l’operazione Aol (l’ultima di una serie eccellente, dopo quella di Vimeo da finalizzare entro l’anno) è stato raccolto un finanziamento gigantesco da 2,8 mld di dollari che ha messo insieme alcune delle banche più importanti del mondo: Banco Bpm, Bnp Paribas, Crédit Agricole Cib, Goldman Sachs, Hsbc, Intesa Sanpaolo, J.P. Morgan, Mitsubishi UFJ Financial Group, Mizuho, Société Générale, UniCredit e Wells Fargo.

Con il round da 710 mln la dimensione degli investitori di Bending Spoons è ancora più internazionale: i nomi includono T. Rowe Price Investment Management, Baillie Gifford, Cox Enterprises, Durable Capital Partners, Fidelity Management & Research Company, Foxhaven Asset Management e Radcliff.

Verrà usato anche parte del nuovo round guidato da nomi pesanti a livello internazionale e suddiviso tra tra capitale primario procacciato dall’azienda (270 mln di dollari) e 440 mln di capitale secondario dalle compravendite tra soci.

I soldi verranno usati anche per sviluppo interno (quindi intelligenza artificiale, il focus tecnologico principale dell’azienda) e nuove acquisizioni. “Siamo solo all’inizio”, ha detto il Ceo commentando il round.

I risultati di Bending Spoons e la gioia di Tip

Alle operazioni Bending Spoons è arrivata con ricavi semestrali quasi raddoppiati in un anno, a 524 mln di euro, e con un Ebitda margin del 50%, secondo i documenti pubblicati da Tip che ha deciso di passare all’incasso vendendo il 9% della sua quota per 27 mln di euro: una plusvalenza da 25 mln e un multiplo dell’investimento iniziale da 20x.

“In base alla valutazione riconosciuta nella transazione appena annunciata, la quota detenuta da TIP vale circa 300 milioni di euro, valore che costituisce poco meno del 20% dell’attuale capitalizzazione di borsa di TIP, a fronte di un costo complessivo per l’investimento per tutte le azioni Bending Spoons che ha rappresentato meno dello 0,5% di quello che noi riteniamo sia un fair value degli asset di TIP ad oggi”, si legge in una nota del fondo italiano.

“Questo momento rappresenta la conferma di dieci anni di lavoro e costituisce un importante riconoscimento per quanto abbiamo realizzato finora in Bending Spoons. Siamo ancora all’inizio del nostro percorso e abbiamo piani ambiziosi per continuare a investire e crescere”, ha dichiarato Luca Ferrari, che ha già portato nella galassia Bending Spoons app come Evernote, Meetup, StreamYard e WeTransfer. “Siamo orgogliosi di accogliere alcuni tra i migliori investitori al mondo, che credono nel nostro approccio alla creazione di valore e nel potenziale delle opportunità future”.

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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