Dopo oltre 24 ore di negoziati, arriva da Bruxelles l’accordo dei ministri dell’Ambiente dell’Unione europea: ridurre del 90% le emissioni di gas serra entro il 2040 rispetto ai livelli del 1990. Un traguardo che fino a pochi anni fa sembrava confinato agli scenari più ambiziosi e che oggi diventa legalmente vincolante per i 27 Paesi membri.
L’intesa, raggiunta a maggioranza qualificata, introduce una serie di flessibilità per rendere la traiettoria meno rigida e più compatibile con le diverse realtà industriali europee. In particolare, sarà possibile contabilizzare fino al 5% di crediti internazionali di carbonio extra-Ue nel bilancio delle emissioni, con un ulteriore 5% utilizzabile per coprire gli sforzi nazionali di riduzione. Prevista anche una clausola di revisione biennale, che consentirà alla Commissione europea di valutare periodicamente l’efficacia e la sostenibilità delle misure.
“Il target del 90% è legalmente vincolante – ha dichiarato il ministro danese dell’Ambiente Lars Aagaard – e rappresenta un segnale chiaro della determinazione europea nel mantenere la leadership globale sul clima”.
L’accordo tra i 27 e la traiettoria verso la COP30
Assieme all’intesa sul target 2040, i Ventisette hanno approvato anche la posizione comune dell’Ue sul Contributo determinato a livello nazionale (NDC) per il 2035, nell’ambito degli impegni che saranno presentati alla COP30 di Belém, in Brasile. Il compromesso raggiunto prevede una riduzione compresa tra il 66,25% e il 72,5% delle emissioni rispetto al 1990.
Non sono mancate divisioni: Ungheria, Polonia e Slovacchia si sono opposte al testo, mentre Belgio e Bulgaria si sono astenuti. L’Italia e la Francia hanno invece votato a favore. “Abbiamo ottenuto il sostegno dell’81,9% della popolazione e di 21 Paesi”, ha spiegato un portavoce della presidenza danese. È prevista inoltre una clausola di revisione quinquennale della legislazione, per adeguare il quadro normativo all’evoluzione tecnologica ed economica.
Il ministro italiano dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, ha definito l’accordo “buono” e coerente con le istanze presentate da Roma: “L’intesa tiene conto delle esigenze di competitività e riconosce gli sforzi già avviati dal nostro Paese nel percorso di decarbonizzazione”.
Tra clima e competitività: la sfida dell’industria europea
Il commissario europeo al Clima, Woepke Hoekstra, ha commentato: “Quello che stiamo facendo ha davvero un impatto estremamente importante. L’Unione europea ha bisogno di una politica adatta al clima, alla competitività e all’indipendenza. Ed è esattamente ciò che stiamo realizzando”.
Il nuovo target segna una tappa cruciale nella corsa alla neutralità climatica entro il 2050, ma pone anche sfide significative per il tessuto produttivo europeo. Per le imprese, soprattutto nei settori energivori – acciaio, cemento, raffinazione, trasporti pesanti – la chiave sarà la capacità di conciliare sostenibilità e competitività, attraverso innovazione tecnologica, finanza verde e strumenti di compensazione.

