Squilibri ormonali femminili, Sara Pierucci: “Quando il ‘tutto e subito’ diventa un problema sanitario”

In Italia, 17 milioni di donne vivono i momenti di squilibrio ormonale senza ricevere un supporto adeguato, mentre il mercato del benessere continua a promettere soluzioni miracolose che spesso aggravano la situazione. Secondo un’indagine del 2024, solo il 5% delle donne italiane è in terapia ormonale sostitutiva, mentre oltre la metà non riceve alcuna proposta terapeutica per la gestione dei sintomi.

La dottoressa Sara Pierucci, specializzata in benessere ormonale femminile, dirigente del centro Oasi Ormonale, ha vissuto personalmente un percorso di squilibri ormonali durato nove anni, e  spiega: ‘Le donne sono bombardate da soluzioni fast, bibitoni e sostituti del pasto che promettono risultati immediati, ma che in realtà creano ulteriori squilibri ormonali. Noi lavoriamo contro tutto questo approccio del tutto e subito’.

Il fenomeno del ‘tutto e subito’ nel settore del benessere femminile ha radici profonde nella società contemporanea. La pressione sociale e la comunicazione marketing spingono verso soluzioni immediate che raramente affrontano le cause profonde dei problemi di salute. ‘È estremamente semplice dire alle persone ciò che si vogliono sentirsi dire ed estremamente difficile educare le persone a comprendere che stanno pensando sbagliato’, osserva Pierucci.

Le conseguenze di questo approccio sono evidenti nei dati: le donne vivono in media il 5% in più rispetto agli uomini, ma trascorrono più anni in condizioni di malattia. Questo paradosso evidenzia come la longevità non corrisponda necessariamente a una migliore qualità della vita.

Pierucci racconta la sua esperienza: ‘Nel 2018 sono stata ricoverata per più di 4 mesi, con diagnosi che andavano dalla pancreatite alla fibromialgia, dal morbo di Crohn a malattie autoimmuni. Tutti problemi legati a squilibri ormonali che nessuno riusciva a risolvere perché si cercavano soluzioni immediate invece di affrontare il problema alla radice’.

L’approccio scientifico richiede tempo e pazienza, elementi che contrastano con le aspettative del mercato attuale. ‘Per fare un figlio ci vogliono nove mesi, per avere un raccolto devi aspettare un’intera stagione. Allo stesso modo, per riequilibrare gli ormoni serve tempo e un approccio personalizzato’, spiega Pierucci.

I casi di successo documentati mostrano trasformazioni significative: donne con endometriosi e fibromialgia che hanno perso oltre 30 kg in un anno, ritrovando non solo la forma fisica ma anche l’equilibrio emotivo e la capacità di avere figli. ‘Una delle nostre pazienti, che aveva perso completamente la voglia di vivere e ricorreva all’alcol per affrontare le giornate, ha ritrovato l’equilibrio attraverso un percorso che ha riattivato la produzione naturale di serotonina e dopamina’, racconta Pierucci.

Il settore sta vivendo una trasformazione che punta sulla personalizzazione dei trattamenti. ‘Non esiste un percorso copia-incolla uguale per tutte. Ogni donna ha bisogni specifici che richiedono un approccio sartoriale’, sottolinea Pierucci. Questo significa abbandonare la logica del prodotto standardizzato per abbracciare protocolli che evolvono insieme alla persona.

L’impatto sociale di questo nuovo approccio va oltre il miglioramento fisico. Le donne che seguono percorsi scientificamente strutturati diventano educatrici per altre donne, creando un effetto moltiplicatore che contrasta la disinformazione diffusa sui social media e dai ‘guru’ del benessere.

La sfida per il futuro è educare il mercato a comprendere che la salute ormonale femminile richiede competenze specifiche e tempi adeguati. ‘Stiamo assistendo a un prima e dopo nel settore del benessere femminile. Chi continuerà a promettere miracoli immediati sarà destinato a scomparire’, conclude Pierucci.

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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