Nella notte italiana Blue Origin, l’azienda spaziale fondata da Jeff Bezos, ha registrato uno dei maggiori successi della sua storia: ha effettuato il lancio del razzo ‘New Glenn‘ grazie al quale due sonde (facenti parte della missione denominata ‘Escapade’) arriveranno ad orbitare intorno a Marte per studiare l’impatto del Sole sul suo ambiente magnetico. Esse avranno il compito di aiutare l’agenzia a prepararsi per la futura esplorazione umana del ‘pianeta rosso’.
Per Blue Origin il valore di questo lancio è duplice: oltre all’importanza della missione scientifica per la Nasa, l’azienda è riuscita per la prima volta a far atterrare con successo il primo stadio del razzo su “Jacklyn”, una piattaforma di recupero posizionata nell’oceano. L’attesa per questo lancio è stata molto alta tra esperti e addetti ai lavori, anche perché è stato rinviato più volte a causa di problemi meteo – come nuvolosità e rischio di fulmini – e per l’elevata attività solare, che ha generato tempeste geomagnetiche.
Il Ceo di Blue Origin, Dave Limp, non ha nascosto la soddisfazione dicendosi molto “orgoglioso della squadra” sottolineando il fatto che “mai prima d’ora nella storia un booster così grande aveva completato l’atterraggio al secondo tentativo“. Infine, ha promesso che questo “è solo l’inizio”.
La sfida di Blue Origin a SpaceX
Il successo dell’atterraggio del booster rende Blue Origin solo la seconda azienda al mondo (dopo SpaceX) a realizzare il ritorno di un primo stadio operativo durante una missione orbitale. Si tratta di un passo significativo per rendere il vettore New Glenn competitivo sul mercato dei lanci pesanti, settore dominato fino ad oggi dall’azienda guidata da Elon Musk che, grazie al riutilizzo dei razzi ‘Falcon’, è riuscita ad abbattere fortemente i costi e ha reso possibile una maggiore frequenza di lanci.
Tuttavia questo rappresenta solo il prima passo per Blue Origin. Ora, l’azienda dovrà dimostrare di essere una vera competitor di SpaceX che solo nel 2024 ha completato 138 lanci, di cui 132 con il Falcon 9, 2 con il Falcon Heavy e 4 con Starship. Elon Musk non sembra essere preoccupato del nuovo rivale in questo specifico campo, anzi con un post sul suo social media, X, si è complimentato con Bezos e il team di Blue Origin per il buon esito del recupero del razzo New Glenn.
L’importanza della missione ‘Escapade’
“La missione Escapade fa parte della nostra strategia per comprendere il passato e il presente di Marte, in modo da poter inviare i primi astronauti in sicurezza”, ha dichiarato Nicky Fox, amministratore associato del Science Mission Directorate presso la sede centrale della Nasa a Washington. “Comprendere il meteo spaziale marziano è una priorità assoluta per le missioni future, perché ci aiuta a proteggere sistemi, robot e, soprattutto, gli esseri umani, in ambienti estremi”.
Le due sonde gemelle, costruite da Rocket Lab, studieranno come un flusso incessante di particelle provenienti dal Sole, noto come vento solare, abbia gradualmente rimosso gran parte dell’atmosfera marziana, causando il raffreddamento del pianeta e l’evaporazione dell’acqua superficiale. La missione è guidata dall’Università della California, Berkeley.
