Space Economy, Urso: “Oltre 10 miliardi investiti e 16 distretti industriali. Ora servono più capitali privati”

space economy Milano

“Oltre 10 miliardi di euro investiti, quattro Space Factory concretizzate e 16 distretti industriali che attraversano il Paese da Nord a Sud”. È un bilancio positivo quello tracciato dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso agli Stati Generali della Space Economy – Spazio Italia 2.0. Un appuntamento promosso dall’Intergruppo parlamentare per la Space Economy (IPSE), con il supporto di Inrete – Relazioni Istituzionali e Comunicazione e il contributo di Fondazione PwC, che ha riunito a Milano Governo, industria, sistema finanziario e investitori per discutere il futuro del comparto spaziale italiano.

L’evento a porte chiuse, dedicato quest’anno al tema della finanza e degli investimenti, arriva in una fase di forte espansione del settore. Tra il 2021 e il 2024 il fatturato della filiera italiana è cresciuto da 1,9 a 3,1 miliardi di euro, mentre gli occupati sono passati da 5.900 a 8.900. Nel 2025 il mercato italiano dei servizi di Osservazione della Terra ha raggiunto i 340 milioni di euro, con una crescita del 73% rispetto al 2022, superiore a quella del mercato europeo (+65%). Secondo le stime dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), ogni euro investito nei programmi spaziali può generare fino a quattro euro di valore economico e attrarre fino a 2,8 euro di ulteriori investimenti privati.

Lo spazio unisce l’Italia

È proprio sul rapporto tra investimenti pubblici e capitale privato che Urso ha concentrato il suo intervento. “Lo spazio unisce l’Italia: da Nord a Sud stiamo costruendo una filiera sempre più forte e competitiva, capace di trasformare ricerca, innovazione e manifattura avanzata in crescita, occupazione qualificata e autonomia tecnologica”, ha detto il ministro, ricordando gli investimenti realizzati dal Governo anche attraverso le risorse del PNRR.

Ma, ha aggiunto, “ora è fondamentale affiancare agli investimenti pubblici una maggiore mobilitazione di capitali privati, per sostenere lo sviluppo del settore e cogliere le opportunità di un mercato in continua espansione. La rotta è tracciata: consolidare una filiera nazionale sempre più innovativa e competitiva, rafforzando la sovranità tecnologica e la capacità dell’Italia di guidare le sfide della nuova economia dello spazio”.

Al tavolo hanno partecipato anche il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, il Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, esponenti del Parlamento, dell’Agenzia Spaziale Italiana, di Confindustria, del sistema bancario e i rappresentanti delle principali aziende del settore, tra cui Leonardo, Argotec, Thales Alenia Space Italia, OHB Italia e RINA. L’obiettivo dell’incontro era individuare nuovi strumenti finanziari e di politica industriale per sostenere il settore nel prossimo decennio e aumentare la partecipazione dei capitali privati.

“Con la legge italiana sulla Space Economy del 2025 il nostro Paese si è dotato di un quadro normativo tra i più avanzati in Europa. Oggi siamo chiamati a un passo ulteriore”, ha spiegato Andrea Mascaretti, presidente dell’Intergruppo parlamentare per la Space Economy. “Dobbiamo costruire nuovi strumenti capaci di accompagnare una crescita sempre più veloce del settore, sostenere le politiche strategiche spaziali italiane e favorire lo sviluppo del mercato commerciale nazionale”.

Spazio: per l’Italia non è un limite, ma una destinazione

Accelerare l’integrazione tra industria, ricerca e finanza

La prospettiva è quella di un mercato destinato a crescere rapidamente anche a livello globale, con ricavi stimati in 1.790 miliardi di dollari entro il 2035. In questo scenario l’Italia punta a rafforzare il proprio ruolo industriale e istituzionale. “La scelta di riunire a Roma, il prossimo 15 dicembre, sotto la Presidenza italiana, la Ministeriale dell’Agenzia Spaziale Europea conferma la centralità del nostro Paese in Europa e la sua vocazione a essere protagonista della nuova avventura spaziale dell’umanità”, ha concluso Urso.

Dal confronto con le imprese è emersa una richiesta condivisa: accelerare l’integrazione tra industria, ricerca e finanza. “La Space Economy sta entrando in una nuova fase in cui il valore sarà sempre più legato ai servizi, ai dati e alle applicazioni rese possibili dalle infrastrutture spaziali”, ha osservato Massimo Claudio Comparini, managing director della Divisione Spazio di Leonardo. Per David Avino, ceo e founder di Argotec, “non parliamo più soltanto di costellazioni satellitari, ma di soluzioni data-driven capaci di trasformare i dati in informazioni ad altissimo valore aggiunto”. Per competere su scala globale, ha concluso, “è necessario creare un ecosistema capace di attrarre investimenti e capitali internazionali”.

Poste Italiane Dic 25

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