Gli effetti del cambiamento climatico non sono più solo ipotesi: oggi l’agricoltura, la produzione alimentare e le catene di approvvigionamento affrontano erosione del suolo, scarsità d’acqua, inondazioni, parassiti, perdita di biodiversità e fenomeni meteorologici estremi che mettono a rischio la stabilità dei sistemi alimentari. In questo contesto Mars, una delle principali aziende mondiali nel settore food e petcare ha deciso di mettere la sostenibilità al centro del proprio modello di business, integrandola con strategie concrete e obiettivi misurabili.
Tre direttrici per un approccio integrato
La strategia dell’azienda si sviluppa attorno a tre pilastri principali. Healthy Planet si concentra sulla riduzione delle emissioni, sulla tutela degli ecosistemi, sulla gestione responsabile dell’acqua e sullo sviluppo di packaging riciclabili, riutilizzabili o compostabili. Thriving People promuove programmi che migliorano la vita di comunità, agricoltori e lavoratori lungo la filiera, tutelando i diritti umani e favorendo cambiamenti positivi a livello globale. Nourishing Wellbeing mira a garantire la salute e il benessere di persone e animali attraverso prodotti sicuri e nutrienti e un marketing responsabile. Questa visione è integrata nei processi aziendali: circa 2.000 manager di Mars hanno obiettivi di sostenibilità collegati alla remunerazione a lungo termine.
“In Mars, la sostenibilità è uno sport di squadra: in futuro, per continuare a ottenere risultati in questo ambito, sarà sempre più importante integrare l’impatto sociale e ambientale nei sistemi, nei processi aziendali, nelle decisioni e nella governance dell’intera azienda. In questo modo, ogni Associato avrà l’opportunità concreta di diventare un vero e proprio leader della sostenibilità”, afferma Alastair Child, Chief Sustainability Officer di Mars.
Mars, gli obiettivi e le azioni concrete
Mars punta a ridurre le emissioni di gas serra del 50% entro il 2030 e a raggiungere il Net Zero entro il 2050, con l’obiettivo di eliminare l’80% delle emissioni assolute entro metà secolo, compensando quelle residue con crediti di carbonio di alta qualità. Un focus particolare riguarda l’agricoltura climate-smart, che rappresenta circa il 55% dell’impronta di carbonio dell’azienda. Nel 2024 i progetti climate-smart hanno coinvolto oltre 60 iniziative in 29 paesi, supportando gli agricoltori nel ridurre i consumi energetici, rigenerare i suoli e proteggere il futuro delle loro attività. Tra questi, il programma Moo’ving Dairy Forward, da 47 milioni di dollari, lavora per ridurre le emissioni di metano a livello europeo.
Parallelamente, Mars accelera la transizione verso energie rinnovabili con il Renewable Acceleration Program, volto a sostituire i combustibili fossili lungo tutta la catena del valore, riducendo circa 3 milioni di tonnellate di emissioni di carbonio. L’azienda ha inoltre istituito il Mars Sustainability Investment Fund, con 250 milioni di dollari destinati a sostenere innovazioni in agricoltura avanzata, ingredienti e packaging. Negli ultimi cinque anni Mars ha investito oltre 1,5 miliardi di euro nella rete produttiva europea, con un ulteriore miliardo previsto entro il 2026 per modernizzare stabilimenti e introdurre tecnologie a basso impatto ambientale.
Secondo Alastair Child, “nessuna azienda può raggiungere l’obiettivo di Net Zero da sola. E anche ci riuscisse, non sarebbe una vera vittoria se il resto del sistema restasse indietro. È l’azione collettiva che consentirà alle soluzioni sostenibili di essere competitive. Abbiamo bisogno di un contesto favorevole con le giuste politiche, investimenti in nuove tecnologie, una domanda costante e diffusa per ingredienti prodotti e approvvigionati in modo sostenibile e infrastrutture future-ready, dalle reti di energia rinnovabile ai sistemi di gestione dei rifiuti”.
Foto Credits: Marion Meakem

