Meta, la società madre di Facebook, ha avviato le trattative con Alphabet, per acquistare “per miliardi di dollari” i chip di intelligenza artificiale di Google e utilizzarli nei data center del social media a partire dal 2027. A riportarlo è ‘The Information’.
Google ha proposto le unità di elaborazione tensore come alternativa più economica a quelli di Nvidia, aprendo la strada a questi nuovi chip, utili per le aziende che cercano standard di sicurezza sempre più elevati.
L’alleanza tra Meta e Alphabet può modificare il mercato dei chip negli Usa
Si tratta di un potenziale cambio di paradigma per il mercato dei chip negli Usa, ma non solo: Google e Broadcom, che hanno contribuito alla progettazione dei ‘Tensor AI‘, potrebbero rappresentare una forte concorrenza per Nvidia e Amd, minacciando notevolmente il loro potere di vendita e di determinazione dei prezzi dei semiconduttori.
La mossa di Meta rientrerebbe nel piano annunciato a inizio mese di investire 600 miliardi di dollari in infrastrutture negli Stati Uniti nei prossimi tre anni, compresi i data center.
I titoli di Amd e Nvidia crollano
I rumors della trattativa tra Meta e Alphabet hanno avuto ripercussioni anche sul mercato azionario dove Nvidia e Amd, due dei principali produttori di chip a livello mondiale, hanno visto le loro azioni calare, rispettivamente, di oltre tre punti percentuali e di quasi il 2%. Al contrario, quelle di Alphabet hanno registrato un rialzo del 2,5%.
Ciò è collegato al fatto che Meta è uno dei principali clienti di Nvidia. Il Gruppo, che possiede anche Instagram e WhatsApp, ha previsto spese totali per il 2025 tra i 114 e i 119 miliardi di dollari, inclusi fino a 65 miliardi di dollari in conto capitale, in gran parte dovute alle infrastrutture di intelligenza artificiale.
Tanto è vero che la società guidata da Mark Zuckerberg, proprio per evitare di dover elargire tali somme ad aziende terze, aveva anche avviato a inizio anno una iniziativa per progettare dei chip in-house. Ora, con i chip a basso costo, ma altamente performanti di Google, potrebbe riuscire ugualmente a razionalizzare i costi mantenendo standard di sicurezza e qualità altissimi.

