Dalla trasformazione digitale alla finanza responsabile: ecco come Poste Italiane sta ridefinendo il proprio ruolo nell’economia e nella società.
Matteo Petrella, membro del consiglio di amministrazione di Poste Italiane, offre una prospettiva privilegiata sulle strategie e le sfide di uno dei gruppi più importanti e innovativi del Paese. In questa intervista, affronta temi chiave come la trasformazione digitale, la responsabilità sociale, e la crescita nei settori finanziario e assicurativo, delineando la visione futura dell’azienda.
Quali sono le sue principali responsabilità all’interno del Cda di Poste Italiane?
In qualità di amministratore indipendente e non esecutivo, sono stato incaricato di presiedere il Comitato ‘Controllo e Rischi’. Il mio compito principale è garantire l’integrità, la trasparenza e la solidità dei processi decisionali, supportando al meglio il Cda nella valutazione delle delibere. Inoltre sono membro del Comitato ‘Parti Correlate’.
Quali caratteristiche ritiene fondamentali per una leadership efficace in un’azienda strutturata come Poste Italiane?
Oltre alle competenze tecniche, che restano imprescindibili, ritengo che sia fondamentale possedere una forte capacità di dialogo assertivo e di generare fiducia nelle persone. Una leadership efficace nasce infatti da un approccio etico e trasparente nel modo di interpretare e svolgere il proprio ruolo.
Quanto è importante il legame con il territorio e la presenza capillare nel Paese?
Poste Italiane conta circa 13mila uffici postali, un numero persino superiore a quello delle stazioni dei Carabinieri presenti nel Paese. La capillarità è nel Dna dell’azienda, sin dalle origini legate all’unità d’Italia, e rappresenta un asset strategico che il management ha saputo valorizzare, trasformandolo in un punto di forza. Si tratta di un presidio fondamentale, sia per l’azienda sia come servizio al Paese. La vera intuizione di Poste è stata riconoscere che questa rete non costituisce un costo, ma una risorsa.
Poste Italiane è considerata una delle aziende più avanzate nella digitalizzazione dei servizi pubblici. Quali sono i prossimi passi in questa direzione?
Il Piano industriale ‘The Connecting Platform’, messo a punto dall’amministratore delegato, Matteo Del Fante e dal direttore generale, Giuseppe Lasco, ha un orizzonte temporale di 5 anni e pone il cliente al centro di un ecosistema sempre più integrato e accessibile.
L’obiettivo è semplificare l’utilizzo dei servizi postali attraverso un approccio omnicanale, sicuro e intuitivo. In questo percorso, un ruolo chiave è svolto dall’intelligenza artificiale, che stiamo applicando sia ai servizi alla clientela sia alla logistica. Un altro impegno fondamentale riguarda la riduzione del divario digitale, per garantire a tutta la popolazione pari opportunità di accesso ai servizi.
In che modo la trasformazione digitale può migliorare il rapporto tra cittadini, imprese e Pubblica Amministrazione?
Negli anni, anche attraverso lo Spid, di cui Poste Italiane è il primo operatore in Italia, l’azienda ha contribuito a facilitare l’interazione tra cittadini e Pubblica amministrazione. L’obiettivo è rendere i servizi sempre più accessibili e personalizzati. In questa direzione è stata sviluppata l’app ‘Poste Italiane’: una SuperApp che si adatta ai diversi profili degli utenti, configurandosi in base alle loro esigenze.
Puntiamo a diventare un vero e proprio ponte tra cittadini e istituzioni, garantendo sempre i più alti standard di sicurezza. La trasformazione digitale accelera le comunicazioni, ma può anche aumentare i rischi: per questo Poste Italiane investe in modo significativo nella protezione dei dati e nella cybersecurity.
Quanto è importante la sicurezza dei dati per un Gruppo che gestisce informazioni sensibili di milioni di utenti?
La sicurezza dei dati è una priorità assoluta. Non si tratta solo di una questione tecnologica, ma anche culturale e organizzativa. Il tema è presidiato da più prospettive, grazie all’impiego dell’intelligenza artificiale e a continui test e verifiche per individuare e prevenire potenziali vulnerabilità.
All’interno del Gruppo opera una task force dedicata al monitoraggio costante degli attacchi informatici, che svolge anche simulazioni periodiche per valutare l’efficacia dei protocolli di sicurezza. È un processo in continua evoluzione, perché la tecnologia cambia rapidamente. Pur non essendo immuni da tentativi di attacco, siamo sempre riusciti a reagire tempestivamente, in stretta collaborazione con l’intero sistema nazionale di cybersecurity.
Poste Italiane è oggi anche una realtà finanziaria e assicurativa di primo piano. Qual è la visione del Gruppo per i prossimi anni in questo settore?
L’obiettivo è consolidare e ampliare la piattaforma di servizi esistente, puntando su un’innovazione che renda l’accesso sempre più semplice e intuitivo. Ciò che distingue Poste Italiane è l’impegno nell’educazione finanziaria, perché un’utenza consapevole consente di instaurare un rapporto più solido e trasparente, oltre a favorire la possibilità di offrire soluzioni personalizzate. In questo modo, il Gruppo continua a interpretare quello spirito di servizio che da sempre ne rappresenta l’identità.
In che misura gli investimenti Esg influenzeranno le strategie future del Gruppo?
Poste Italiane continua a distinguersi per le proprie performance Esg, come dimostrano i riconoscimenti ottenuti, tra cui il premio per il miglior bilancio di sostenibilità. La sostenibilità è pienamente coerente con la nostra visione strategica. Sul fronte ambientale, stiamo lavorando per rendere l’intera flotta aziendale a emissioni zero entro il 2030.
L’impegno è supportato anche da un comitato endoconsiliare dedicato al tema, mentre sul versante della governance disponiamo di una struttura integrata di gestione dei rischi, a conferma di un approccio sistemico e concreto alla responsabilità d’impresa.
Quanto incide oggi il settore e-commerce sulle prospettive di crescita complessive?
Il settore dell’e-commerce rappresenta oggi uno dei principali motori di crescita per Poste Italiane, con un impatto significativo sull’intera area logistica. Stiamo investendo in modo consistente in automazione e innovazione tecnologica per rispondere all’aumento dei volumi e garantire un servizio sempre più efficiente.
Si tratta di un comparto perfettamente coerente con la nostra missione aziendale. Collaboriamo con i principali operatori del mercato e siamo tra i leader nella consegna dei pacchi in Italia, a conferma del ruolo centrale che l’e-commerce riveste nelle prospettive di sviluppo del Gruppo.
Se dovesse sintetizzare in una frase la direzione futura di Poste Italiane, quale sarebbe?
Innovare per semplificare la vita delle persone.
L’articolo originale è stato pubblicato sul numero di Fortune Italia di dicembre 2025 – gennaio 2026 (numero 10, anno 8)

