In 25 anni di attività della Stazione Spaziale Internazionale non era mai capitato che una missione fosse interrotta in anticipo per un problema di salute. È quanto sta accadendo invece alla Crew-11, arrivata sulla ISS il 1° agosto e ora costretta a rientrare sulla Terra prima del termine previsto a causa delle condizioni mediche di uno dei membri dell’equipaggio.
La comunicazione è arrivata dalla NASA lo scorso 7 gennaio, insieme all’annuncio del rinvio della passeggiata spaziale programmata per il giorno successivo dell’amministratore capo dell’agenzia spaziale americana, Jared Isaacman.
Non è un’emergenza
I responsabili della NASA non hanno fornito dettagli sul problema, precisando però che non si tratta di un’emergenza e che le condizioni dell’astronauta sono stabili. L’agenzia ha inoltre sottolineato che non renderà pubblico il nome della persona coinvolta per motivi di privacy e che la decisione di anticipare il rientro è legata anche ai limiti delle strutture mediche disponibili a bordo della ISS.
È plausibile che il problema di salute sia emerso durante la visita medica necessaria per ottenere il nulla osta alle attività extraveicolari, ma su questo punto vige il massimo riserbo. Secondo Paolo Nespoli, astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea con tre missioni alle spalle, la scelta appare dettata dalla prudenza. “Un rientro anticipato di una ventina di giorni non compromette la missione né incide in modo significativo sull’organizzazione del lavoro a bordo della Stazione”, osserva.
“Probabilmente si tratta di una decisione cautelativa”. Nespoli ricorda inoltre che sulla ISS è presente una “farmacia piuttosto fornita”, che include anche farmaci ‘controllati’ dagli astronauti americani. Questo significa che l’utilizzo deve essere autorizzato dai medici a Terra, in una sorta di prescrizione a distanza.
Il rientro della Crew-11
Stando agli aggiornamenti finora ricevuti, il ritorno dei quattro astronauti della missione Crew-11 di SpaceX è previsto per mercoledì 14 gennaio 2026. Lo sgancio della capsula Crew Dragon Endeavour dalla ISS avverrà non prima delle 17:00 EST (le 23:00 in Italia), con ammaraggio previsto per il 15 gennaio nell’Oceano Pacifico, al largo delle coste della California, condizioni meteorologiche permettendo. A bordo della capsula ci sono Zena Cardman, Mike Fincke, il cosmonauta russo Oleg Platonov e l’astronauta giapponese Kimiya Yui.
“Prima di tutto, stiamo tutti bene”, ha scritto Fincke in un messaggio diffuso dalla NASA. “Tutti a bordo sono stabili, al sicuro e ben curati. È stata una decisione deliberata, presa per consentire che le opportune valutazioni mediche venissero effettuate a Terra, dove esiste l’intera gamma di capacità diagnostiche. È la decisione giusta, anche se un po’ agrodolce”.
Fincke ha inoltre sottolineato l’impegno dei team NASA, dei responsabili medici e dei partner internazionali, evidenziando il ruolo del Commercial Crew Program e della capsula Dragon, che garantisce “una capacità sicura, affidabile e flessibile per riportarci a casa con breve preavviso, quando è la cosa giusta da fare”. L’astronauta ha infine assicurato che la Stazione Spaziale Internazionale viene lasciata “in ottime mani” e che le attività proseguiranno regolarmente fino all’arrivo della Crew-12.
