Huang (Nvidia): “L’AI creerà più lavoro, ma solo per chi la saprà usare”

Jensen Huang Ceo Nvidia

L’amministratore delegato di Nvidia, Jensen Huang, è convinto che l’intelligenza artificiale aumenterà la produttività e quindi creerà più opportunità di lavoro. Ma con una condizione importante: chi non abbraccia l’AI rischia di essere tagliato fuori dal mercato del lavoro.

Secondo Huang, il mercato del lavoro instabile che molte persone stanno vivendo — in particolare i giovani della Generazione Z — è solo una fase di adattamento, una sorta di crescita dolorosa prima che l’economia diventi più prospera e produttiva con l’aiuto dell’intelligenza artificiale.

Huang è fiduciosa che l’AI porterà ad un aumento della produttività

Huang spiega che il lavoro, nella sua essenza, non si limita a “digitare numeri su una tastiera” o gestire fogli di calcolo, ma riguarda compiti più significativi che l’AI può supportare, non sostituire completamente. Per questo è “abbastanza fiducioso” che l’AI guiderà un aumento della produttività, della crescita dei ricavi e, di conseguenza, anche di nuove assunzioni.

Tuttavia, il Ceo di Nvidia avverte che questa transizione non sarà semplice né immediata. L’arrivo dell’AI infatti comporterà una profonda riorganizzazione dei ruoli e delle responsabilità nel mondo del lavoro, richiedendo alle persone di acquisire nuove competenze e di adattarsi rapidamente.

Alcuni lavori spariranno

Secondo Huang, “tutti i lavori cambieranno a causa dell’AI”: alcuni spariranno, proprio come è avvenuto in passato con ogni rivoluzione industriale, ma ne verranno creati molti altri. Il punto cruciale, ammonisce, è che bisogna saper adottare e utilizzare l’intelligenza artificiale: “Tutti dovranno usare l’AI, perché se non lo farai, perderai il lavoro a favore di chi lo fa”.

Il contesto attuale è difficile: il 2025 è stato uno dei peggiori anni per la crescita occupazionale in tempo di non-recessione dal 2003, e molti giovani faticano ad entrare nel mondo del lavoro. Le difficoltà economiche globali — tra cui tariffe commerciali, restrizioni sull’immigrazione e incertezza economica — hanno pesato, e l’AI è diventata un facile capro espiatorio per questi problemi.

Huang non è l’unico a mostrare ottimismo sul ruolo dell’AI nel futuro del lavoro: anche altri dirigenti del settore tecnologico vedono opportunità di crescita a lungo termine. Ma mentre l’ottimismo riguarda il futuro, l’immediato mercato del lavoro potrebbe rimanere stagnante, soprattutto per i laureati e chi cerca i primi impieghi.

L’articolo originale è disponibile su Fortune.com

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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