Palantir Technologies ha dichiarato di essere “un caso unico” nel mercato del software di intelligenza artificiale. Lunedì, la società di analisi dei dati ha pubblicato l’ennesima trimestrale da record, spingendo il titolo a salire di quasi l’8% nelle contrattazioni after-hours.
Gli investitori hanno accolto con entusiasmo una combinazione particolarmente favorevole di crescita accelerata, margini in forte espansione e una previsione sui ricavi nettamente superiore alle attese del consenso, determinando un deciso rimbalzo del titolo dopo un inizio d’anno difficile.
Con il suo consueto stile diretto e provocatorio, l’amministratore delegato Alex Karp ha definito i risultati, durante la conference call sugli utili, “una delle performance più iconiche nella storia delle aziende tecnologiche”. Secondo Karp, numeri di questo livello sarebbero già straordinari per un’azienda in fase iniziale di sviluppo, ma risultano ancora più sorprendenti considerando che Palantir ha oltre vent’anni di storia: “Non ci si può aspettare che un’azienda come la nostra performi a questi livelli”.
Il trimestre eccezionale di Palantir oltre le stime
Nel quarto trimestre, Palantir – con sede a Denver e il cui nome richiama un oggetto magico de Il Signore degli Anelli – ha registrato ricavi per circa 1,41 miliardi di dollari, superando le previsioni degli analisti e segnando un nuovo record storico. L’utile per azione rettificato si è attestato a 25 centesimi, due in più rispetto alle attese, mentre l’utile netto ha raggiunto circa 609 milioni di dollari, contribuendo a una delle migliori performance di redditività mai realizzate dall’azienda.
Il management ha sottolineato un punteggio della cosiddetta “regola del 40” – che combina crescita dei ricavi e margine operativo – pari a un impressionante 127%. Karp ha attribuito questo risultato alla scelta strategica di Palantir di concentrarsi esclusivamente sulla scalabilità della leva operativa. Questa è stata resa possibile dai rapidi progressi dei modelli di intelligenza artificiale, una tendenza che l’azienda aveva definito “commodity cognition” ben prima che diventasse di uso comune.
La piattaforma di intelligenza artificiale di Palantir continua a rappresentare il principale motore di crescita, soprattutto nel mercato commerciale statunitense, dove ricavi e base clienti stanno aumentando a ritmi sostenuti. Un ruolo chiave è svolto dal modello di vendita dei cosiddetti “boot camp”: workshop intensivi e di breve durata in cui i team di Palantir sviluppano applicazioni funzionanti direttamente sui dati dei clienti in pochi giorni. Questo approccio ha ridotto i cicli di vendita da mesi a settimane, portando in diversi casi alla firma di contratti milionari subito dopo la partecipazione.
Marc Andrusko di Andreessen Horowitz ha recentemente parlato della “Palantirizzazione di tutto”, osservando come il suo “manuale operativo universale” sia molto ammirato nella Silicon Valley, ma difficile da replicare. Secondo Andrusko, Palantir rappresenta una vera e propria “categoria a sé”, analogamente a quanto accaduto negli anni 2010, quando molte aziende si definivano piattaforme, ma poche riuscivano davvero a esserlo.
Solidità governativa e svolta commerciale
Nonostante l’attenzione di Wall Street si concentri sempre più sul segmento enterprise, il business governativo rimane un pilastro fondamentale per Palantir, che fornisce software all’Esercito degli Stati Uniti, ad altri rami del Pentagono e alle forze armate alleate. Anche in questo segmento i ricavi sono cresciuti, sebbene l’azienda abbia segnalato persistenti difficoltà macroeconomiche in Europa e una certa volatilità legata ai grandi contratti.
In prospettiva, Palantir prevede per il 2026 ricavi compresi tra 7,18 e 7,2 miliardi di dollari, pari a una crescita di circa il 60%, ben al di sopra delle aspettative del mercato. Per il trimestre in corso, la società stima vendite tra 1,53 e 1,54 miliardi di dollari, ancora una volta superiori alle previsioni degli analisti, segnalando una domanda sostenuta per soluzioni di intelligenza artificiale anche in un contesto di maggiore volatilità dei mercati.
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