TikTok e la rivolta della Gen Z americana

I creator della Gen Z negli Stati Uniti stanno mettendo in atto una rivolta silenziosa contro i nuovi proprietari americani di TikTok, e la loro protesta si consuma un download alla volta: installando un’app alternativa in ascesa creata da un ex dipendente di Oracle.

A gennaio, le attività statunitensi di TikTok sono state formalmente scisse dal business globale e poste sotto una nuova joint venture in cui Oracle detiene una quota rilevante. Il colosso del software enterprise è ora responsabile dei dati degli utenti americani e di una versione gestita negli Stati Uniti dell’algoritmo di raccomandazione di TikTok. Il passaggio ha coronato anni di pressioni politiche e ha rappresentato quella che i sostenitori hanno definito una vittoria per la sicurezza nazionale, ma sul campo molti giovani utenti hanno visto qualcos’altro: un’app amata trasformarsi in uno strumento del potere aziendale e politico.

Su TikTok stesso, i creator hanno pubblicato accesi video esplicativi sul cambio di proprietà, denunciando una futura censura dei contenuti pro-Palestina e avvertendo i follower di non “dare i propri dati in pasto a Oracle”. Questa rabbia ha creato il terreno ideale per una piattaforma rivale la cui genesi si intreccia direttamente con quella di Oracle, pur promettendo di rompere con tutto ciò che la Gen Z vi associa. Allo stesso tempo, come notato dall’influente giornalista tech Casey Newton, l’algoritmo di TikTok è sembrato fallire immediatamente dopo il passaggio di consegne, lasciando la sua fan base, composta in gran parte dalla Gen Z, alla frenetica ricerca di un’alternativa al feed che crea dipendenza.

A fine gennaio, proprio mentre la proprietà statunitense di TikTok cambiava, l’app ha subito un crollo dell’algoritmo ampiamente discusso, che ha inondato le pagine “Per Te” con quello che gli utenti hanno deriso come “slop” (contenuti di scarsa qualità). Il malfunzionamento è arrivato in un momento in cui la Gen Z stava già mettendo in discussione il modo in cui i sistemi di raccomandazione distorcono la realtà, propongono contenuti irrilevanti e trasformano ogni feed in uno scrolling infinito verso il minimo comune denominatore della viralità. Sul feed r/TikTok di Reddit è apparso un post molto votato che recitava semplicemente: “R.I.P. TikTok, 2016–2026”.

Dai condotti dati di Oracle all’alternativa di un ex dipendente Oracle

L’ironia che alimenta la ribellione è pungente: le operazioni di TikTok negli Stati Uniti funzionano ora sull’infrastruttura e sotto la supervisione di Oracle, mentre uno degli ex ingegneri di Oracle è dietro UpScrolled, l’app che molti utenti stanno scaricando per protesta. I post su X e TikTok lo sottolineano direttamente, dipingendo il fondatore Issam Hijazi come una sorta di insider diventato dissidente che un tempo ha contribuito ai sistemi di Big Tech e che ora sta cercando di costruire una soluzione ai loro difetti, dopo aver visto gli algoritmi travisare la realtà e mettere a tacere determinate voci.

Per la Gen Z, questo background è importante perché lega la diffidenza verso i nuovi gestori di TikTok — Oracle, gli investitori statunitensi e la classe politica — a una narrazione personale: qualcuno che conosce le viscere della vecchia macchina sostiene che sia strutturalmente guasta e offre un modello diverso.

Anti-censura nell’era dell’ “algoritmo rotto”

UpScrolled è un social network che fonde elementi di Instagram e X promettendo un approccio più aperto alla libertà di espressione e alla portata dei contenuti. Al Web Summit Qatar, Hijazi ha dichiarato che UpScrolled è passata da circa 150.000 utenti all’inizio di gennaio a oltre 1 milione in pochi giorni e, a partire da questa settimana, ha superato i 2,5 milioni di utenti a livello globale.

UpScrolled ha guadagnato importanza proprio mentre si concludeva l’accordo sulla proprietà statunitense di TikTok, con molti utenti che hanno esplicitamente inquadrato la propria iscrizione come una protesta contro quella che considerano una versione corporativizzata e addomesticata di TikTok. Nelle chat di gruppo dei creator e su Discord, gli screenshot delle home screen mostrano TikTok relegato in una cartella secondaria, mentre UpScrolled si sposta nel dock principale.

UpScrolled promette l’assenza di shadow-ban e un approccio più trasparente alla moderazione, con regole della community contro la violenza e l’odio, ma senza l’opaca personalizzazione che molti utenti della Gen Z accusano di causare il cosiddetto “brain rot” (deterioramento cognitivo da sovraccarico digitale). Non è completamente analogico — si tratta pur sempre di un’app social — ma si inserisce in una più ampia spinta giovanile a riappropriarsi dell’attenzione, sia attraverso i “dumb phone”, le fanzine cartacee o spazi online più lenti e meno gamificati.

Oracle e UpScrolled non hanno risposto immediatamente alle richieste di commento.

Questo articolo è apparso originariamente su Fortune.com

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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