L’anno nero di Iveco, mentre a Exor vanno oltre 400 mln dalla cessione a Tata Motors

iveco camion

In un anno i ricavi di Iveco, lo storico Gruppo specializzato in veicoli commerciali, camion e mezzi speciali, sono calati del 6,8% a 13,4 mld di euro. Gli utili sono crollati: hanno registrato un -52,3% in un anno. Il margine si è ridotto dal 6,2% al 4,8%. Il 2025 è stato un anno “sfidante per il nostro settore, considerando il calo del mercato europeo sia per i veicoli commerciali leggeri sia per gli autocarri pesanti”, ha spiegato Olof Persson, Chief Executive Officer di Iveco. Il Gruppo, insomma, ha riportato risultati sotto le stime e non ha diffuso guidance per il 2026.

Ma il 2025 è stato anche l’anno in cui è cambiata la storia di Iveco: è stata annunciata la cessione agli indiani di Tata Motors e lo scorporamento delle attività dedicate alla Difesa, cedute a Leonardo.

Infatti la società ha anche comunicato di proseguire con il processo di vendita del business ‘Defence’ e con l’offerta pubblica di acquisto da parte del Gruppo indiano.

Gli azionisti sono stati convocati per una assemblea generale straordinaria che si terrà ad Amsterdam il 25 marzo. Servirà ad approvare la proposta del cda di un dividendo straordinario dopo il perfezionamento della cessione a Leonardo.

Dividendo da circa 1,7 mld che andranno agli azionisti successivamente. Tra questi c’è Exor, che essendo azionista al 27,1% della ‘vecchia’ Iveco, si prenderà quasi 450 mln di euro, ricorda Milano Finanza. Intanto il Gruppo Iveco, come comunicato a luglio scorso quando è stato annunciato l’accordo con gli indiani, va verso il delisting dalla Borsa italiana.

Per Iveco gli indiani hanno speso 3,8 miliardi di euro impegnandosi a non chiudere stabilimenti e a non tagliare la forza lavoro. Mentre le attività di Iveco Defence passeranno a Leonardo in cambio di 1,7 miliardi. In tutto, la holding della famiglia Agnelli incasserà 1,5 miliardi.

C’è anche un’opzione alternativa nel caso la cessione aa Leonardo non si completasse entro marzo, come si legge nella nota dell’azienda: “Se la vendita a Leonardo S.p.A. non viene completata entro il 31 marzo 2026, la società sta intraprendendo tutte le azioni necessarie
completare uno spin-off del business della Difesa attraverso una scissione legale, che trasferirebbe l’attività in una società di recente costituzione secondo il diritto olandese”.

I problemi di Iveco

I problemi del gruppo Iveco non sono solo esterni. Il ceo ha spiegato che “abbiamo avuto un ritardo nella ramp-up della produzione di autobus nel nostro stabilimento di Annonay in Francia. Questi due fattori hanno pesato sui volumi e sulla redditività del Gruppo e hanno impattato sulla performance del free cash flow dell’anno. Di conseguenza, ci siamo mossi rapidamente per rafforzare il controllo delle scorte, mantenere una rigorosa disciplina dei costi e accelerare il nostro Programma di Efficienza”.

Nella business unit Truck, aggiunge, “ci siamo concentrati sul bilanciamento tra prezzi e quota di mercato, gestendo attentamente le scorte, così da ridurle in modo consistente in Europa per compensarne i maggiori livelli dei concessionari in Sud America. Abbiamo inoltre protetto la nostra posizione di leadership nel sotto-segmento dei veicoli commerciali leggeri cabinati e mantenuto il livello dei prezzi nel segmento dei veicoli medi e pesanti, entrando nella fase finale di lancio del nostro Model Year 2024 in Europa”, prosegue il manager.

”I miglioramenti della redditività della business unit Bus sono stati attenuati dai costi aggiuntivi associati al ritardo nella salita produttiva in Annonay, e ai ritardi dei fornitori. Di conseguenza, la generazione di free cash flow è stata impattata negativamente per un importo pari a 200 mln di euro. Abbiamo già adottato misure decisive per garantire che i prodotti non finiti presenti nelle nostre scorte alla fine dello scorso anno vengano consegnati nel corso di quest’anno, liberando questo capitale circolante”.

I conti

Ecco i dettagli dei conti del Gruppo:

– I ricavi netti delle attività industriali di Iveco sono stati pari 13.129 mln di euro rispetto a 14.064 mln di euro nel 2024, principalmente per effetto di minori volumi in Europa per Truck e Powertrain e un impatto negativo dei tassi di cambio.

– L’Ebit adjusted è stato pari a 645 milioni di euro rispetto a 892 milioni di euro nel 2024, con un margine del 4,8% (6,2% nel 2024). L’Ebit adjusted delle Attività Industriali è stato pari a 528 milioni di euro (761 milioni di euro nel 2024), principalmente per effetto di minori volumi e maggiore costo del prodotto in Truck e in Bus, parzialmente compensati da azioni di contenimento delle spese generali, amministrative e di vendita. Il margine Ebit adjusted delle Attività Industriali è stato pari al 4,0% (5,4% nel 2024).

– L’utile netto adjusted è stato pari a 312 milioni di euro (520 milioni di euro nel 2024) con risultato diluito per azione adjusted pari a 1,16 euro (1,91 euro nel 2024). Gli oneri finanziari netti sono stati pari a 222 milioni di euro rispetto a 192 milioni di euro nel 2024 che includeva un impatto positivo della contabilizzazione dell’iperinflazione argentina (non più applicabile in questo paese a partire dal 1° gennaio 2025).

– Le imposte sono state pari a 82 milioni di euro, con un’aliquota fiscale effettiva adjusted pari al 26% nel 2025 che riflette le diverse aliquote fiscali applicate nelle giurisdizioni in cui il Gruppo opera e alcune altre componenti rare.

– Il Free cash flow delle Attività Industriali è stato negativo per 109 milioni di euro (positivo per 240 milioni di euro nel 2024), principalmente per effetto delle minori vendite e dell’impatto negativo una tantum del livello eccezionalmente alto delle scorte della divisione Bus alla fine dell’anno.

– La liquidità disponibile delle Continuing Operations è stata pari a 4.693 milioni di euro al 31 dicembre 2025, inclusi 1.900 milioni di euro di linee di credito disponibili. La Liquidità disponibile delle Discontinued Operations è stata pari a 499 milioni di euro al 31 dicembre 2025.

Poste Italiane Dic 25

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