Christine Lagarde continua a far discutere. Dopo i rumors (prontamente smentiti) su un suo addio anticipato alla Bce, si è accesa una polemica sulla retribuzione ‘supplementare’ di circa 140.000 euro all’anno che la presidente riceve dalla Bri, la ‘banca centrale delle banche centrali’ creata nel 1930.
Secondo quanto riporta il ‘Financial Times’, questa somma che deriva dalla sua presenza nel Consiglio di amministrazione della Banca dei Regolamenti Internazionali, in forum interni alla Bce è percepita come un doppio standard in favore di Lagarde. Il quotidiano britannico ha poi posto l’accento su come la presidente della Bce sia la funzionaria dell’Unione europea con lo stipendio più alto, infatti la stima della sua retribuzione arriva a circa 741.000 euro.
Nel forum web interno alla Bce ed accessibile solo ai dipendenti è stato sottolineato che “le norme interne della Banca centrale vietano al personale di ricevere retribuzioni da terze parti”. Secondo tali regole, “i dipendenti non devono accettare alcun pagamento da terzi in relazione all’esecuzione dei loro doveri professionali” e che, se tali pagamenti vengono offerti, “devono essere effettuati alla Bce”.
La Banca centrale ha tuttavia spiegato al Financial Times che la sua presidente “non è un membro del personale” e quindi “non è coperta dalle norme sul personale“, aggiungendo che è invece “soggetta a un codice di condotta specifico per i funzionari di alto livello della Bce”.
Tra le motivazioni con cui Lagarde è stata giustificata questa retribuzione extra è la prassi: ovvero anche i suoi predecessori, Mario Draghi e Jean-Claude Trichet, hanno richiesto l’indennità della Bri.
La differenza con gli altri Governatori
La polemica attorno agli ulteriori 140.000 euro incassati da Lagarde nasce anche dal diverso comportamento tenuto da alcuni noti colleghi: ad esempio, Andrew Bailey, governatore della Banca d’Inghilterra, e Jerome Powell, presidente della Fed, hanno rinunciato alla retribuzione della Bri.
Le gestione Lagarde sotto accusa
Il malcontento all’interno dell’Eurotower non arriva esclusivamente da questo trattamento riservato a Lagarde, ma rientra in uno spettro più ampio. A tal proposito, il comitato del personale della banca – la scorsa estate – ha accusato la dirigenza di gestire una “fortezza non democratica“. Il trattamento riservato al personale dalla Bce ha portato a “diffuse denunce di favoritismo, elevati tassi di burnout e la vulnerabilità di molti colleghi che lavorano con contratti a tempo determinato”.

