Dazi Usa, la linea italiana: prudenza e dialogo con le imprese

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Sul fronte dazi oggi si terranno due appuntamenti rilevanti: il G7 del Commercio al quale parteciperà il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, insieme al Commissario Ue al commercio Maros Sefcovic; nel pomeriggio lo stesso Tajani presiederà, da remoto, la task force che coinvolgerà circa 80 associazioni di categoria e 40 imprese. Sul tema l’approccio del governo italiano resta improntato alla prudenza: calma e gesso. Tajani ripete che il suo obiettivo è “non spargere panico” tra le aziende ricordando che una difficoltà può trasformarsi in opportunità spingendo le aziende verso nuovi mercati.

Il terremoto trumpiano in materia di dazi si è abbattuto sul resto del mondo a partire dall’ormai famigerato “Liberation day”, il 2 aprile 2025, da allora le cose sono cambiate a più riprese e i dazi si sono rivelati un formidabile strumento di minaccia utilizzato da Trump per negoziare su ogni tipo di questione, commerciale e non (vedi la Groenlandia, caso poi rientrato). Trump, da abile deal-maker, ha usato i dazi per ammansire gli avversari e ottenere contropartite di carattere (anche) geopolitico. Per l’Italia la scure si è attestata intorno a un livello tollerabile, il 15 percento, al punto che l’export nazionale verso gli Usa, lo scorso anno, é persino cresciuto del 7,2 percento.

E tuttavia l’imprevedibilità trumpiana genera incertezza. All’indomani della decisione della Corte Suprema che ha bocciato la base giuridica utilizzata da Trump per imporre la prima ondata di dazi, l’amministrazione Usa ha virato verso uno strumento giuridico alternativo: non la legge del 1977 sulle emergenze economiche internazionali ma la Section 122 del Trade act del 1974. In base a tale normativa, i dazi sono misure temporanee che, dopo 150 giorni, richiedono l’approvazione del Congresso per una eventuale proroga.

Ora, al di là dei dettagli tecnici, la cosa che preme evidenziare è che, nella sostanza, la politica commerciale americana non cambia. La Suprema Corte infatti non ha criticato i dazi in quanto tali ma solo la base giuridica impiegata, indicando anche le alternative più appropriate. Del resto, gli Usa utilizzano da sempre i dazi in alcuni settori strategici, come auto e acciaio, ciò accadeva anche in epoca Biden.

Dopo la decisione della Corte Suprema, si torna al passato: si possono imporre i dazi per ragioni di sicurezza nazionale, per contrastare pratiche commerciali scorrette o per riequilibrare la bilancia commerciale (dove il deficit Usa è un dato oggettivo, oltre settanta miliardi di dollari in beni e servizi a dicembre 2025). Trump non potrà più fare un uso geopolitico dei dazi né minacciarli a colpi di tweet, ma dovrà attenersi alle procedure standard. Per gli europei significa meno shock improvvisi, più pressione strutturale. Come reagire? Se la Francia torna a evocare il famigerato “bazooka” che sarebbe letale per le imprese europee, la Germania, per bocca del cancelliere Friedrich Merz, insiste sulla necessità di una “risposta coordinata” europea.

Il commercio è una competenza esclusiva dell’Ue, e qualunque risposta di carattere nazionale sarebbe inadeguata. La strada dei possibili rimborsi da richiedere per recuperare le somme indebitamente versate dalle nostre aziende alle dogane Usa necessita approfondimenti di carattere tecnico. Intanto è bene evitare fughe in avanti o minacce di controdazi che avrebbero l’unico effetto di inasprire l’interlocuzione con un partner strategico. Del resto, il 15 percento equivale ai dazi stabiliti nell’accordo commerciale negoziato con il partner d’oltreoceano, né più né meno. Va peggio a Paesi come Regno Unito e Australia per i quali il 15 percento è più alto del livello imposto finora.

Vedremo dove si andrà a parare ma intanto una cosa è chiara: Trump non potrà più fare e disfare come gli pare. E l’Europa, dal canto suo, deve abituarsi a un clima da guerra commerciale permanente, perciò puntare su politiche per la competitività delle aziende europee è più urgente che mai.

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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