Oracle sotto pressione: crescono debito e investimenti nell’AI

Larry Ellison, fondatore di Oracle.

Il colosso da 400 miliardi di dollari del software aziendale e dell’infrastruttura cloud Oracle è sotto pressione: martedì pubblicherà risultati del terzo trimestre fiscale in calo, mentre cresce l’attenzione sui suoi elevati livelli di indebitamento e sul flusso di cassa libero negativo.

Per inquadrare la situazione, sul fronte dei ricavi gli analisti si aspettano una crescita trimestrale di circa il 20%, fino a circa 17 miliardi di dollari, sostanzialmente in linea con le previsioni dell’azienda, che indicano un aumento tra il 19% e il 21% rispetto all’anno precedente. L’utile per azione, al netto di alcune voci straordinarie, dovrebbe aumentare di circa il 16%, arrivando a 1,71 dollari.

Tuttavia, guardando più in profondità, emergono diverse criticità, e proprio queste preoccupazioni hanno contribuito a far scendere il titolo Oracle di circa il 20% dall’inizio del 2026. La reazione del mercato dopo la pubblicazione dei risultati dipenderà in gran parte da quale narrazione gli analisti e gli investitori di Wall Street decideranno di privilegiare.

I tagli al personale

Un primo elemento riguarda i tagli al personale. Nel trimestre scorso Oracle ha annunciato un piano di ristrutturazione per il 2026 che dovrebbe costare all’azienda fino a 1,6 miliardi di dollari, principalmente a causa delle indennità di licenziamento per i dipendenti. Di questa cifra, Oracle ha già contabilizzato circa 826 milioni di dollari, il che significa che restano ancora circa 788 milioni di dollari da registrare.

La scorsa settimana Bloomberg ha riferito che l’azienda starebbe valutando licenziamenti nell’ordine delle migliaia per riequilibrare la propria forza lavoro e rafforzare la trasformazione da società focalizzata sulle licenze di software aziendale a fornitore di infrastrutture cloud in competizione con Microsoft e Amazon.

Nel frattempo, Oracle si è rivolta anche al mercato obbligazionario per raccogliere capitali, come hanno fatto altri grandi operatori del cloud, chiudendo l’ultimo anno fiscale completo con un debito complessivo di 92,6 miliardi di dollari. Nella prima metà dell’anno fiscale in corso questa cifra è salita a 108,1 miliardi di dollari, dopo una massiccia emissione nel settembre 2025 di obbligazioni per 18 miliardi di dollari con scadenze comprese tra il 2030 e il 2065.

Oracle ha inoltre segnalato ulteriori 248 miliardi di dollari di futuri impegni di leasing per data center che non figurano ancora nel bilancio e che l’azienda spera si tradurranno in una maggiore domanda da parte dei clienti e in ricavi più elevati.

La rassicurazione agli investitori

Nel trimestre scorso il co-CEO Clay Magouyrk ha cercato di rassicurare gli investitori riguardo alle future esigenze di capitale dell’azienda. Magouyrk ha dichiarato che la società è impegnata a mantenere il proprio rating di debito nella categoria investment grade. L’agenzia Moody’s assegna a Oracle un rating Baa2, due livelli sopra la categoria “junk”, ma comunque inferiore a quello di aziende come Amazon, Alphabet, Meta Platforms e Microsoft.

“Abbiamo letto molti report degli analisti e diversi di questi prevedono che Oracle possa arrivare a raccogliere oltre 100 miliardi di dollari per completare queste costruzioni”, ha dichiarato Magouyrk nel trimestre scorso, riferendosi alle stime esterne sugli investimenti in capitale previsti dall’azienda. “In base a ciò che vediamo ora, ci aspettiamo di aver bisogno di meno capitale, se non addirittura di molto meno, rispetto a quella cifra per finanziare questo sviluppo.”

Verso nuovi data center e infrastrutture per l’AI

Come accade anche per altri grandi operatori del cloud, tra cui Alphabet e Meta Platforms, gli investimenti in capitale di Oracle stanno aumentando rapidamente mentre l’azienda si affretta a costruire nuovi data center e infrastrutture per l’intelligenza artificiale. Lo scorso maggio il flusso di cassa libero dell’azienda è diventato negativo per 394 milioni di dollari, dopo che il flusso di cassa operativo di 20,8 miliardi di dollari è stato superato dagli investimenti in capitale pari a 21,2 miliardi.

Tra l’anno fiscale 2024 e il 2025 gli investimenti in capitale di Oracle sono passati da 6,9 miliardi a 21,2 miliardi di dollari e, nel trimestre scorso, l’azienda ha indicato che potrebbero raggiungere i 50 miliardi di dollari nell’anno fiscale in corso. Nel frattempo il flusso di cassa operativo è cresciuto da 18,7 miliardi nel 2024 a 20,8 miliardi nel 2025 e gli analisti stimano che quest’anno possa arrivare a 22,3 miliardi. L’azienda ha dichiarato che si aspetta che la tendenza al flusso di cassa libero negativo continui mentre prosegue gli investimenti legati all’intelligenza artificiale.

La trasformazione di Oracle in 3 fasi

Secondo il fondatore e presidente esecutivo Larry Ellison, tutto questo fa parte della trasformazione dell’azienda articolata in tre fasi. Il primo passo è stato rendere il database Oracle disponibile anche all’interno dei cloud dei concorrenti, tra cui Amazon Web Services, Google e Microsoft Azure.

Il secondo passo è stato “vectorizzare” i dati per renderli leggibili dai modelli di intelligenza artificiale, rendendo così più preziosi i dati che i clienti conservano nei sistemi Oracle. Il terzo passo è la creazione di quello che Ellison definisce un “AI Lakehouse”, una piattaforma che vettorizza tutti i dati di un’azienda e non soltanto quelli presenti nei database o nelle applicazioni Oracle.

“Addestrare modelli di intelligenza artificiale su dati pubblici è il business più grande e in più rapida crescita della storia”, ha dichiarato Ellison. “I modelli di intelligenza artificiale che ragionano su dati privati diventeranno un business ancora più grande e più prezioso. I database Oracle contengono la maggior parte dei dati privati di maggior valore al mondo.”

L’articolo originale è disponibile su Fortune.com.

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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