PMI, energia e competitività: da Roma il dibattito sul nuovo ‘miracolo economico’ italiano

PMI

A Roma, nella sede dell’INAIL, si è svolta la presentazione del libro “Dalla crisi alla rinascita: le PMI e l’energia nel nuovo miracolo economico” di Francesco Napoli, vicepresidente nazionale di Confapi e presidente di Confapi Calabria. L’incontro ha riunito istituzioni, rappresentanti del sistema imprenditoriale e osservatori dell’economia per discutere il ruolo delle piccole e medie imprese in una fase di forte trasformazione del contesto economico globale.

Ad aprire i lavori è stato il presidente dell’INAIL Fabrizio D’Ascenzo, che ha ricordato come il tessuto produttivo italiano, composto in larga parte da PMI, rappresenti anche il principale interlocutore delle politiche pubbliche sulla sicurezza sul lavoro. “Le piccole e medie imprese sono essenziali per sviluppare politiche efficaci di salute e sicurezza” ha spiegato, ricordando gli strumenti messi a disposizione dall’istituto, tra cui il bando ISI che negli ultimi anni ha destinato fino a 600 milioni di euro al finanziamento di progetti aziendali per la prevenzione degli infortuni.

Il peso delle PMI nell’economia italiana

Il punto di partenza del libro è la centralità delle PMI nel sistema economico nazionale. Secondo Napoli, parlare di piccole e medie imprese significa parlare della struttura stessa dell’economia italiana. “In Italia operano oltre 4,4 milioni di PMI”, ha spiegato l’autore. “Rappresentano più del 98% del sistema produttivo, generano circa il 65% dell’occupazione privata e oltre la metà del prodotto interno lordo”.

Una rete diffusa di imprese familiari e imprenditori che, secondo Napoli, ha dimostrato nel tempo una forte capacità di adattamento, ma che oggi si confronta con sfide profonde: dalla transizione energetica all’impatto dell’intelligenza artificiale, fino alla carenza di competenze specializzate.

Burocrazia e incertezza normativa

Tra i temi centrali del volume c’è la questione della semplificazione amministrativa. Per Napoli, il vero costo nascosto che grava sulle imprese non è soltanto fiscale o energetico, ma soprattutto burocratico. “Le imprese si trovano spesso a rincorrere regole che cambiano continuamente”, ha spiegato. “Più che nuove norme servirebbe semplificare i procedimenti e rendere il quadro regolatorio più stabile”.

Un tema che, secondo molti degli interventi emersi durante la tavola rotonda, incide direttamente sulla capacità delle imprese di pianificare investimenti e strategie di crescita.

Energia e competitività industriale

Il tema energetico occupa un ruolo centrale nella riflessione proposta dal libro. Il costo dell’energia, infatti, rappresenta uno dei principali fattori di svantaggio competitivo per il sistema produttivo italiano. “In Italia l’energia costa circa il 50% in più rispetto alla Germania e fino al 75% in più rispetto alla Francia”, ha sottolineato Napoli. “Questo pesa in modo diretto sulla competitività delle nostre imprese”.

Secondo l’autore, la politica energetica dovrebbe diventare una leva strategica per la crescita industriale, accelerando lo sviluppo delle rinnovabili e semplificando le procedure per nuovi impianti.

Instabilità globale e nuove sfide per le imprese

Durante la tavola rotonda sono intervenuti anche Paolo Naccarato, già senatore della Repubblica, l’ingegnere Leonardo Donato e il sostituto procuratore generale di Catanzaro Marisa Manzini. Naccarato ha sottolineato come il contesto internazionale renda sempre più difficile la programmazione economica per gli imprenditori. “Viviamo in una fase di instabilità strutturale”, ha osservato. “Gli imprenditori investono capitali e passione, ma senza un quadro certo di regole diventa più difficile programmare”.

Dal punto di vista dell’informazione economica, Donato ha evidenziato il ruolo della comunicazione nel valorizzare il sistema produttivo italiano. “Le PMI italiane rappresentano un patrimonio straordinario”, ha detto. “Il Made in Italy è un valore che deve essere raccontato e promosso come sistema, non solo come singole eccellenze”.

Accesso al credito e legalità

Un altro tema affrontato è quello dell’accesso al credito, su cui si è soffermata Marisa Manzini. Secondo la magistrata, la difficoltà per molte PMI di ottenere finanziamenti dal sistema bancario può aprire spazi per l’ingresso di capitali illegali nell’economia.“Quando le imprese non riescono ad accedere al credito legale”, ha spiegato, “il rischio è quello di rivolgersi a circuiti illegali legati alle organizzazioni criminali”. Per questo, ha sottolineato, è fondamentale rafforzare il coordinamento tra istituzioni, sistema bancario, magistratura e associazioni di categoria.

Le conclusioni sono state affidate al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Luigi Sbarra, al presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro Rosario De Luca, insieme all’autore Napoli e al presidente di Confapi Cristian Camisa, recentemente riconfermato alla guida della Confederazione.

Il messaggio che emerge dal dibattito è che, nonostante le difficoltà, le piccole e medie imprese restano uno dei principali motori di sviluppo del Paese. Il libro di Napoli propone proprio questa prospettiva: un sistema produttivo che, se sostenuto da politiche adeguate su energia, burocrazia e accesso al credito, può contribuire ad aprire una nuova fase di crescita per l’economia italiana.

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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