Volkswagen, utile 2025 dimezzato. Dazi Usa, Cina e Porsche pesano come il Dieselgate 

Era dal 2016, con la crisi del Dieselgate, che Volkswagen non vedeva numeri simili: nel 2025 gli utili netti del colosso tedesco sono calati di quasi la metà, a 6,9 miliardi di euro. Cause principali: Stati Uniti (con i dazi doganali) e Cina, dove la concorrenza degli automaker locali pesa sempre di più. Il Paese è un mercato chiave, ma i tedeschi sono stati superati da BYD e da Geely.  

Ma nei conti presentati da Vw si parla anche di costi di ristrutturazione imprevisti: in particolare quelli di Porsche, che ha interrotto la sua transizione verso l’elettrico lo scorso ⁠anno a causa di una domanda troppo debole. Il risultato è stato un utile operativo azzerato: -98% a 90 milioni di euro. 

I margini rimbalzeranno, secondo il Gruppo, ma modestamente: il 2026 sarà un anno difficile.  

I numeri del 2025 

Tra gli altri numeri: ricavi in leggera discesa a 321,9 miliardi di euro (da 324,7 miliardi del 2024) e utile operativo a 8,9 miliardi di euro (-53%). Vendite di veicoli in linea con il 2024, con un aumento in Europa e Sud America cancellato appunto dai segni meno di Cina (-6%) e Nord America (-12%). 

Le previsioni di Volkswagen 

Entro il 2030 verranno tagliati 50.000 posti di lavoro in Germania, nonostante l’unico dato veramente positivo del 2025 sia il flusso di cassa netto da 6 miliardi di euro. Esattamente la stessa cifra che il Gruppo vuole risparmiare mediamente ogni anno entro il 2030. “Abbiamo realizzato risparmi per 1 miliardo nel 2025 — ha spiegato il Ceo Oliver Blume agli analisti — e siamo sulla strada giusta per risparmiare oltre 6 miliardi di euro annui entro il 2030″.

Per le entrate, il Gruppo si aspetta una crescita piatta, con un massimo del 3%, e un margine operativo compreso tra il 4% e il 5,5% nel 2026, dopo il 2,8% nel 2025. “Stiamo operando in un ambiente fondamentalmente diverso”, ha detto Blume, che da quando è arrivato a capo del Gruppo ha visto i titoli di VW e Porsche sottoperformare costantemente rispetto alla media del settore.

“Nel 2026 – dice Blume – lanceremo una mobilità elettrica abbordabile con una tecnologia premium”, e Volkswagen lancerà in Cina la “campagna di prodotti più vasta della propria storia. Raggiungeremo nuovi traguardi nelle batterie, nel software e nella guida autonoma per diventare protagonisti della tecnologia automobilistica mondiale”.

I nueri dell’elettrico in Europa intanto fanno sperare: Gli ordini per i veicoli nel continente sono aumentati di circa il 13% rispetto al 2024, e i veicoli completamente elettrici (BEV), con un aumento di circa il 55 per cento, sono stati un fattore chiave. La loro quota sul totale degli ordini è stata di circa il 22%.

La conversione verso la Difesa

Intanto il Gruppo tedesco sta pensando anche alla Difesa: uno dei progetti sarebbe la conversione del sito tedesco di Osnabrück, che però potrebbe essere anche venduto dopo la fine delle produzioni in corso nel 2027. Ma i colloqui con il colosso del settore Rheinmetall si sono interrotti lo scorso anno. Ora però dallo stabilimento stanno uscendo nuovi concept di veicoli presentati a una fiera della Difesa, l’Enforce Tac. 

 

Poste Italiane Dic 25

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