Il divario di ricchezza negli Stati Uniti ha raggiunto livelli tali da attirare l’attenzione anche dei miliardari.
Nel terzo trimestre del 2025, l’1% più ricco delle famiglie possedeva il 31,7% della ricchezza totale, secondo i dati della Federal Reserve pubblicati a gennaio. Una quota quasi equivalente a quella detenuta dal 90% della popolazione. È il livello più alto dal 1989, anno in cui la Fed ha iniziato a rilevare questi dati.
I principali indicatori economici restano solidi, ma la percezione è diversa. L’economia non sembra funzionare per tutti.
“Questa situazione è completamente insostenibile per una società”, ha scritto Peter Mallouk, CEO della società di gestione patrimoniale Creative Planning.
Un’economia sempre più a due velocità
Il divario emerge nella proprietà degli asset e nei comportamenti di spesa. Ha effetti concreti sull’economia e sulla politica.
Mallouk ha condiviso un grafico del Financial Times che evidenzia una economia a K. Le famiglie che possiedono asset vedono crescere i propri patrimoni miliardari, mentre la maggioranza fatica a costruire ricchezza.
Secondo un’analisi di Moody’s, il 10% più ricco genera quasi la metà della spesa dei consumatori. Vent’anni fa la distribuzione era molto più equilibrata.
“Oggi quasi il 50% dei consumi arriva dal 10% più ricco. La quota dell’80% più povero continua a diminuire”, ha scritto Mallouk.
Ricchezza concentrata e salari diseguali
La concentrazione della ricchezza ha accelerato dopo la pandemia. I mercati finanziari hanno favorito i patrimoni più elevati, mentre la crescita salariale ha premiato soprattutto i redditi più alti.
Nel 2025 i salari delle fasce medio-alte sono cresciuti del 3%, contro l’1,5% delle fasce più basse, secondo Bank of America. Nei primi anni della ripresa post-pandemica accadeva il contrario.
Oggi molte famiglie a reddito medio e basso faticano ad accumulare risparmi. L’accesso alla casa resta difficile e cresce la preoccupazione per le spese essenziali.
L’allarme dei patrimoni miliardari
Mallouk non è l’unico a segnalare il problema. Ray Dalio, fondatore di Bridgewater Associates, ha collegato l’aumento delle disuguaglianze alla crescita del populismo e al rischio di fratture sociali difficili da gestire.
Alcuni imprenditori chiedono interventi concreti. Marc Benioff, CEO di Salesforce, ha proposto un aumento delle tasse sulle imprese per finanziare istruzione e abitazioni.
Dati solidi, percezione opposta
I dati aggregati descrivono un’economia ancora forte. Il mercato azionario ha registrato buone performance, mentre occupazione e PIL hanno mostrato segnali positivi nel 2025.
Negli ultimi mesi dell’anno, però, sono emersi segnali di rallentamento. L’economista Mark Zandi ha parlato di una crescente distanza tra mercati finanziari ed economia reale.
“Per questo l’economia può apparire solida nei dati, mentre milioni di persone hanno la sensazione di restare indietro”, ha scritto Mallouk.
L’articolo originale è stato pubblicato su Fortune.com
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