C’è un elemento che più di altri è emerso dal confronto che si è tenuto ieri a Napoli, oggi le filiere produttive non possono più permettersi di procedere per compartimenti stagni.
È da questa consapevolezza che ha preso forma il convegno “Filiera del tabacco 4.0: integrazione e digitalizzazione per un futuro più sostenibile”, ospitato a Palazzo San Teodoro e moderato da Massimo Maria Amorosini, giornalista di Fortune Italia.
Un appuntamento che ha messo attorno allo stesso tavolo istituzioni, imprese, rappresentanze agricole e mondo della ricerca, con un obiettivo chiaro, quello di capire come rendere una filiera storica dell’agricoltura italiana sempre più integrata, innovativa e competitiva.
Una filiera che è sistema economico
Ad aprire i lavori è stata la lettura del messaggio inviato dal Sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, che ha richiamato il valore della filiera tabacchicola per il territorio.
Un tema ripreso e approfondito dall’Assessore all’Agricoltura della Regione Campania Maria Carmela Serluca, che ha evidenziato come questo comparto sia molto di più che produzione agricola, perché siamo al cospetto di un vero e proprio sistema economico, capace di generare occupazione e sviluppo lungo tutta la catena del valore.
È proprio questo il punto, la filiera del tabacco oggi non è più solo agricoltura, ma un ecosistema complesso, in cui si intrecciano produzione, trasformazione, industria e innovazione.
Gli accordi di filiera come architrave del sistema
Nel corso del panel dedicato agli accordi di filiera e alle politiche pubbliche, è emersa con chiarezza una convinzione condivisa, che senza stabilità non c’è investimento, e senza investimento non c’è crescita.
Il confronto, che ha visto la partecipazione del Sottosegretario al MASAF Patrizio Giacomo La Pietra, del Presidente e AD di BAT Italia Simone Masè, del Vicepresidente Andrea Di Paolo, del Presidente di Confagricoltura
Massimiliano Giansanti, insieme ai rappresentanti dei produttori Vincenzo Argo (PRO.TAB) ed Emanuele Torresani (NEW TAB), ha messo in evidenza il ruolo strategico degli accordi nel garantire continuità al settore.
Non si tratta solo di strumenti contrattuali, ma di veri e propri strumenti di governance della filiera, capaci di accompagnare il comparto verso modelli più moderni, sostenibili e integrati.
L’agricoltura entra nell’era dei dati
Se gli accordi rappresentano la struttura, l’innovazione ne è il motore.
Il panel dedicato alla digitalizzazione ha mostrato con chiarezza come l’agricoltura stia vivendo una trasformazione profonda: dati, tecnologia e strumenti digitali stanno entrando stabilmente nei campi.
Lo hanno raccontato Luigi Borgogno, General Manager di JustOnEarth, e Pasquale Crispino, Presidente della Federazione degli Ordini dei Dottori Agronomi e Forestali della Campania, che ha sottolineato il ruolo sempre più centrale degli agronomi e dei sistemi di supporto alle decisioni (DSS).
In questo scenario l’agricoltore da semplice produttore diventa anche gestore di informazioni, supportato da strumenti che migliorano l’efficienza, riducono gli sprechi e rendono più sostenibili i processi.
A completare il quadro, l’intervento di Valentina Vita, Presidente e AD di Deltafina, che ha riportato l’attenzione sulla fase della trasformazione, evidenziando come qualità, tracciabilità e integrazione industriale siano oggi elementi imprescindibili.
Ricerca e visione: le anticipazioni della Fondazione Agritech
Un momento di particolare interesse è stato l’intervento di Danilo Ercolini, Direttore Scientifico della Fondazione Agritech, che ha offerto alcune anticipazioni dello studio sull’impatto economico degli investimenti agricoli nella filiera del tabacco.
Un contributo che ha permesso di leggere il comparto non solo in chiave produttiva, ma anche come leva di sviluppo economico territoriale, capace di generare valore diffuso.
Il Memorandum: dalla teoria alla pratica
A chiudere idealmente il percorso della giornata è stata la firma di un Memorandum of Understanding, tra BAT Italia, Confagricoltura, NEW TAB e PRO.TAB, che segna il passaggio dalla discussione all’azione.
Un accordo che coinvolge i principali attori della filiera e che punta a rafforzare un modello basato su integrazione, digitalizzazione e sostenibilità, con un orizzonte temporale che guarda al triennio 2026–2028.
La sottoscrizione del Memorandum ha sancito un impegno concreto che conferma come la competitività del settore passi sempre più dalla capacità di fare sistema.
Un modello che va oltre il tabacco
Il messaggio che arriva da Napoli è chiaro, anche le filiere più tradizionali, mettendo insieme competenze, investimenti e visione, possono diventare laboratori di innovazione.
La filiera del tabacco, in questo senso, si candida a diventare un modello replicabile, dimostrando che integrazione tra pubblico e privato, tecnologia e collaborazione possono essere la chiave per il futuro dell’agricoltura italiana.
