In un’intervista esclusiva con Alyson Shontell (direttrice Fortune), il venture capitalist miliardario Vinod Khosla ha lanciato un avvertimento netto: entro il 2030, l’80% dei lavori sarà compatibile con l’AI e quindi potenzialmente sostituibile. Ora mette in guardia anche su un altro fronte: sarà proprio questo a influenzare la politica nei prossimi anni.
“Ci sarà una massiccia dislocazione occupazionale”, ha dichiarato Khosla durante un panel all’Hill & Valley Forum, una conferenza che riunisce policymaker di Washington ed executive della Silicon Valley. Nonostante ciò, secondo lui le persone devono riuscire a cogliere i benefici della tecnologia prima che si manifestino gli effetti dirompenti. “Ci saranno nuovi tipi di lavoro? Forse sì, forse no. Non lo so. Ci sono pochissime cose che l’AI non sarà in grado di fare nei prossimi anni. Per questo credo che dovremmo affrontare il problema in modo strutturale, aumentando il livello minimo dei servizi”.
Piuttosto che concentrarsi sui possibili vantaggi dell’AI, osserva Khosla — fondatore di Sun Microsystems e Khosla Ventures, con un patrimonio di 11,5 miliardi di dollari — gli americani oggi sono soprattutto attraversati da un senso diffuso di incertezza.
“La questione più rilevante nelle elezioni presidenziali del 2028 sarà la paura dell’AI”, ha affermato.
Da tempo Khosla è tra i principali sostenitori dell’adozione dell’AI, pur cercando di mitigarne gli impatti economici sulla popolazione. Le sue dichiarazioni al forum — durante il panel “Mind and Machine: The Forces Shaping the AI Era”, dedicato al ruolo del governo nell’adozione dell’AI — non sono nuove: il miliardario ha già avvertito che l’AI è destinata a diventare il tema più divisivo del Paese.
“Il rischio maggiore non riguarda le capacità dell’AI o la loro assenza. Il vero pericolo è la politica”, ha detto Khosla. E, a suo avviso, il fenomeno è già visibile a livello statale: ha citato, ad esempio, una proposta di legge in discussione nello Stato di New York che vieterebbe all’AI di fornire consulenze mediche o legali.
In Florida è stata recentemente approvata una norma che obbliga le aziende dei data center a sostenere autonomamente i costi delle utenze, mentre a New York si sta valutando una moratoria sui nuovi permessi per i data center. Il tutto in un contesto in cui gli americani affrontano una crescente crisi del costo della vita, soprattutto a causa dell’aumento dei prezzi dell’energia — un tema destinato a pesare politicamente in vista delle elezioni di medio termine.
Secondo Khosla, invece, gli americani non dovrebbero temere l’AI, ma concentrarsi sulle possibilità quasi illimitate che offre.
“Gli Stati Uniti potrebbero sviluppare un medico gratuito e offrirlo a chiunque nel mondo”, ha affermato. “È un progetto realizzabile nei prossimi due o tre anni, con competenze superiori a quelle di qualsiasi medico”. Ha citato anche uno studio pubblicato su Nature Medicine, secondo cui l’AI supera gli psicoterapeuti umani quando le valutazioni vengono effettuate alla cieca da altri professionisti.
Khosla ritiene inoltre che gli elettori dovrebbero considerare anche i benefici fiscali che l’AI potrebbe generare. Ha ribadito la sua proposta di riforma del sistema tributario, suggerendo l’abolizione dell’imposta sul reddito per chi guadagna meno di 100.000 dollari l’anno, a partire dal 2030.
“L’AI favorirà il capitale rispetto al lavoro nella storica contrapposizione tra capitale e lavoro. Non ha quindi senso, nell’era dell’intelligenza artificiale, mantenere una tassazione sulle plusvalenze diversa da quella sul reddito ordinario”, ha spiegato. “Se le equipariamo, possiamo mantenere la neutralità fiscale ed eliminare 125 milioni di contribuenti dal sistema: chi guadagna fino a 100.000 dollari non pagherebbe alcuna imposta”. Una soluzione che, secondo lui, sarebbe equilibrata, considerando che il 40% delle imposte sulle plusvalenze è versato da individui con redditi superiori ai 10 milioni di dollari annui.
La sua collega nel panel, la senatrice dello Stato di Washington Maria Cantwell, si è mostrata più cauta rispetto all’idea di una riforma fiscale così ampia, sottolineando come il Congresso sia “più efficace nel breve periodo”. Ha citato, ad esempio, il Chips and Science Act del 2022, che ha stanziato circa 53 miliardi di dollari per rilanciare la produzione nazionale di semiconduttori. Tuttavia, ha condiviso con Khosla la necessità di rendere l’AI accessibile ai cittadini fin da subito.
“Perché non mettere a disposizione strumenti basati su informazioni sanitarie avanzate e dare ai cittadini accesso diretto a questi dati?”, ha osservato. “Sarebbe un passo importante per far comprendere il potenziale di ciò verso cui dobbiamo muoverci”, ha aggiunto, sottolineando al contempo la necessità di adeguate tutele della privacy.
Alla domanda su come gli Stati Uniti possano guidare e governare l’adozione dell’AI, Cantwell ha dichiarato di sostenere l’idea di una sorta di ‘NATO tecnologica’.
“Gli Stati Uniti dovrebbero coinvolgere le principali democrazie e i Paesi più avanzati tecnologicamente per definire standard condivisi sull’adozione dell’AI”, ha affermato. “Dovremmo chiarire che non è opportuno acquistare tecnologia da Paesi che introducono backdoor o pratiche simili, perché si sa già quali rischi comportano”.
Questo articolo è stato originariamente pubblicato su Fortune.com.

