Nel primo anno del Piano Strategico 2025-2027, numero 175 dalla nascita di Cdp, la Cassa segna un nuovo record: l’utile (netto) più alto della sua storia, mentre l’utile netto consolidato scende di mezzo miliardo.
Nello stesso anno sono state impegnate risorse per 29,5 miliardi di euro, pari ad oltre un terzo dell’obiettivo triennale di Piano, e “generando investimenti per più di 73 miliardi”, evidenzia l’Amministratore Delegato di Cassa Depositi e Prestiti, Dario Scannapieco.
“Con queste risorse abbiamo sostenuto la competitività del tessuto economico italiano, al fianco delle Pubbliche Amministrazioni e delle imprese, anche di quelle piccole e medie che fanno più fatica ad accedere al credito, avviando inoltre una nuova attività di finanziamento diretto. Abbiamo investito nelle infrastrutture, in grandi aziende che operano in settori strategici e avviato un nuovo modello operativo che ci consente una presa di rischio maggiore per sostenere tre obiettivi prioritari: Mezzogiorno, innovazione ed ESG. Si è infine molto ampliato il nostro ruolo internazionale, in Europa e sul fronte della finanza per lo sviluppo, anche nell’ambito del Piano Mattei. In uno scenario in continuo mutamento, Cassa Depositi e Prestiti è pronta a cogliere nuove sfide, rafforzando ulteriormente il proprio impegno al servizio del Paese”.
Tra i numeri del bilancio approvato dal Cda della Cassa c’è anche un dividendo di 2,2 miliardi di euro: buone notizie per il Mef, azionista all’83%.
Tra gli altri risultati, si segnala anche una crescita del risparmio postale (non è stato sempre così negli anni precedenti) proprio nel 150esimo anno di attività in questo settore da parte di Cdp. Tra i dati da segnalare:
- Lo stock di crediti di CDP a sostegno di imprese, Pubblica Amministrazione, infrastrutture e Cooperazione internazionale, a fine 2025, è pari a 127 miliardi di euro, in aumento dell’1%.
- La raccolta complessiva è pari a 355 miliardi di euro, di cui 297 miliardi relativi al risparmio postale, in rialzo del 3% rispetto a fine 2024 (290 miliardi). La raccolta obbligazionaria si attesta a 24 miliardi, in deciso aumento (+20%) rispetto alla chiusura dell’esercizio precedente, grazie a ad alcune operazioni come la terza emissione obbligazionaria in dollari (“Yankee Bond”, con una domanda pari a quasi 13 volte l’offerta) e l’undicesimo Bond ESG di CDP.
- Il patrimonio netto di CDP SpA, pari a 32 miliardi di euro, è in crescita del 6% rispetto al 2024 (30 miliardi) grazie all’utile maturato nell’esercizio, al netto dei dividendi distribuiti in coerenza con le ipotesi di Piano.
- L’utile netto di CDP SpA sale al massimo storico di 3,4 miliardi di euro, in ulteriore aumento (+3%) rispetto al 2024, attestandosi a 3,3 miliardi.
- L’utile netto consolidato è pari a 5,5 miliardi di euro (6 miliardi nel 2024), in riduzione di 0,5 miliardi principalmente per il minor apporto degli utili da partecipazioni, parzialmente compensati dall’incremento dei margini delle società industriali.
- Guardando ai grandi gruppi industriali, “di particolare rilevanza risulta il sostegno mediante aumento di capitale ad operazioni strategiche volte a creare nuovi campioni europei come l’acquisizione di 2i Rete Gas da parte di Italgas. Inoltre, per contribuire alla crescita di imprese e start-up nonché alla realizzazione di infrastrutture, sono proseguite le attività e gli investimenti indiretti in equity in settori strategici per il Paese”, sottolinea Cdp.
- Sul piano internazionale, e a conferma del ruolo sempre più rilevante di CDP in Europa, “si segnala l’aumento delle risorse InvestEU ottenute a garanzia di finanziamenti e investimenti da realizzare in Italia e il costante rafforzamento del dialogo con i partner europei e le Istituzioni comunitarie”. Cdp ricorda anche la prima operazione del “Plafond Africa” nell’ambito del Piano Mattei per contribuire alla realizzazione di uno dei più grandi impianti fotovoltaici nel Continente e il primo finanziamento nell’ambito del programma europeo TERRa in partnership con FAO.
- Si conferma “la progressiva decarbonizzazione del portafoglio finanziamenti con una diminuzione del 29% dell’intensità emissiva rispetto al dato del 2022 preso come valore di riferimento”.

